Digimon Story: Cyber Sleuth segna il ritorno delle creature di Akiyoshi Hongo in Occidente

Dopo una serie di capitoli non all’altezza del brand di appartenenza (e altri che sarebbe stato meglio se fossero rimasti confinati in Giappone), Bandai Namco ha deciso di portare nei nostri lidi Digimon Story: Cyber Sleuth, nuovo promettente episodio del filone “Story”.

Nato originariamente come titolo per PS Vita, il gioco è arrivato in Occidente anche in versione PS4 grazie alle richieste della community, che ha dimostrato come nel mercato videoludico nostrano ci sia ancora spazio per le creature ideate da Akiyoshi Hongo.

La passione dei fan sarà stata ripagata con un prodotto all’altezza delle aspettative?

Digimon Story Cyber Sleuth 1

 

Tra crimini digitali e dialoghi soporiferi

La storia di Digimon Story: Cyber Sleuth si svolge nella Tokyo dei giorni nostri, ma con la differenza che ora la vita mondana si svolge nell’EDEN, un ambiente virtuale dove gli utenti possono interagire tra di loro attraverso avatar digitali. EDEN, però, non è solo il non plus ultra dei Social Network, ma anche un luogo fertile per le attività di aziende di vario tipo, nonché di truffatori e hacker di ogni genere.

Dopo una serie di sfortunati eventi, il nostro personaggio (maschile o femminile a seconda delle vostre preferenze) sarà colpito dalla Sindrome dell’Eden, una misteriosa malattia che manda in coma gli sfortunati utenti che la contraggono. Ma il nostro eroe è speciale e, piuttosto che giacere inerme in un letto di ospedale, si ritrova tra le strade di Tokyo spaesato e privato dal suo corpo, ora sostituito da uno digitale. In suo soccorso arriverà la procace investigatrice privata Kyoko che assisterà il protagonista nella ricerca di un modo di riottenere il suo corpo.

Così ci ritroveremo nostro malgrado a diventare assistente dell’investigatrice, e a dover risolvere i più disparati casi che ci verranno proposti. Il più delle volte il nostro lavoro di investigatori improvvisati riguarderà crimini digitali legati ad EDEN, da risolvere grazie alle nostre neo-acquisite abilità. Grazie al suo nuovo corpo digitale, infatti, il protagonista può accedere ai server della piattaforma in modo non convenzionale, attraverso qualsiasi apparecchio connesso alla rete.

Dopo una parte introduttiva piuttosto lunga, proseguiremo nella trama a suon di casi, alcuni inerenti alle vicende principali, altri veri e propri riempitivi di qualità altalenante. Per via di dialoghi estremamente prolissi e una prima parte che stenta a decollare, la trama di Digimon Story: Cyber Sleuth potrebbe risultare soporifera, anche a causa di una certa ripetitività delle meccaniche alla base delle investigazioni. Spesso, infatti, per risolvere un caso dovremo semplicemente sconfiggere il cattivone di turno situato alla fine di un dungeon (che di solito si scopre essere mosso da intenti non così malvagi), o, nel peggiore dei casi, girovagare tra le strade di Tokyo o nell’Eden e sopportare dialoghi infiniti.

Sia chiaro, la trama a tinte gialle di Digimon Story: Cyber Sleuth è piuttosto originale, si sposa inaspettatamente bene al brand e non manca di personaggi interessanti o colpi di scena in grado di mantenere viva l’attenzione, ma si poteva decisamente fare meglio. Inoltre, la mancata localizzazione in italiano potrebbe far storcere il naso ad alcuni e tagliare fuori dall’equazione i più piccoli.

 

Digimon Story: Cyber Sleuth 2

 

Digievoluzioni, esperimenti e fattorie

Digimon Story: Cyber Sleuth si presenta come un JRPG classico che più classico non si può.

Le fasi di esplorazione sono intervallate da scontri casuali caratterizzati dal caro vecchio sistema a turni. Durante i combattimenti, dovremo fare affidamento al nostro party formato da tre Digimon titolari e da un massimo di 8 riserve che potremo scambiare in qualsiasi momento. Ogni Digimon appartiene ad una delle quattro tipologie (virus, vaccino, data e neutrale) e possiede un attributo elementale che rende più o meno efficaci gli attacchi subiti o diretti agli avversari. Ad ogni turno le nostre creature potranno fare affidamento sulle loro tecniche speciali innate o sulle varie che si apprendono avanzando di livello.

Gli sviluppatori hanno optato per un sistema di combattimento dalle basi abbastanza solide, apprezzabile sia dal veterano che dal neofita del genere, peccando, però, tremendamente in originalità. Fortunatamente a differenziare Digimon Story: Cyber Sleuth dagli altri esponenti del genere, ci pensa il peculiare sistema di sviluppo e gestione dei nostri mostriciattoli digitali.

Inizialmente potremo scegliere il nostro primo Digimon tra i tre disponibili (Terriermon, Palmon e Haugurumon), ma in breve tempo otteremo l’abilità necessaria a catturarne di nuovi. La funzione di cattura è piuttosto semplice: ogni volta che affronteremo un avversario otterremo una percentuale dei suoi dati tramite lo scanner del nostro digivice. Una volta che questa percentuale sarà arrivata a 100, potremo inviare il Digimon in questione al DigiLab, fulcro di tutte le attività inerenti la gestione e lo sviluppo del nostro team.

Tra le varie funzioni offerte dalla struttura, c’è la DigiFarm, tramite la quale potremo allenare i Digimon in avanzo, oppure fargli sviluppare oggetti o ottenere nuovi casi (che la maggior parte delle volte sono infime fetch quest). Una risorsa che permette, quindi, di impiegare i Digimon non ritenuti adatti al nostro team e al tempo stesso ottenere vantaggi non indifferenti.

Ogni Digimon può evolvere, pardon, “digievevolvere” in uno stadio evolutivo superiore una volta che saranno soddisfatti i requisiti minimi di una delle possibili evoluzioni. Inoltre, avremo anche la possibilità di far regredire in qualsiasi momento la cratura a uno stadio evolutivo inferiore, dandoci così la possibilità di sperimentare un percorso evolutivo differente o di imparare un set di tecniche diverso.

Purtroppo, però, ogni volta che faremo evolvere o regredire un Digimon questa ripartirà dal livello 1, meccanica che risulta alquanto tediosa nel lungo periodo. Se all’inizio, infatti, recuperare una ventina di livelli sembrerà cosa da poco, nelle fasi avanzate dell’avventura ripartire per l’ennesima volta da zero con un Digimon di livello Mega risulterà piuttosto snervante.

Se poi aggiungiamo anche il fatto che per accedere alle digievoluzioni più forti (e anche le più fighe, a dirla tutta) dovremo ottenere un elevato quantitativo di ABI (statistica che aumenta ogni volta che digivolveremo/de-digivolveremo un Digimon), ecco che ci troveremo costretti a dedicare un quantitativo di ore non indifferente a sessioni di grinding piacevoli come un calcio sui denti.

Tuttavia, se riuscirete a passare sopra a questo difetto, Digimon Story: Cyber Sleuth vi offrirà un sistema di sviluppo e gestione delle creature assolutamente appagante (e assuefacente). Ognuna delle oltre 200 creature disponibili è infatti ben differenziata dalle altre, sia per le statistiche di base, che per tecniche le innate uniche e le abilità passive in loro possesso. Inoltre, grazie alla DigiFarm, potremo migliorare le statistiche di base delle nostre reclute fino a un massimo di 100 punti, permettendoci di esaltarne punti di forza o colmandone le lacune, così da creare i nostri combattenti personalizzati. Insomma, la soddisfazione ricevuta quando otterremo un Digimon particolarmente potente o assembleremo il nostro dream team, ripagherà ampiamente gli sforzi compiuti.

Una sapiente gestione del party diventerà fondamentale, poi, se deciderete di affrontare l’avventura al livello difficoltà più alto, dove i boss (forse un po’ troppo pompati in questa modalità) elargiscono sonore batoste se affrontati senza un team accuratamente selezionato.

 

Digimon Story: Cyber Sleuth 3

Un porting modesto

Passando al lato tecnico, purtroppo dobbiamo constatare che, nella versione PS4 di Digimon Story: Cyber Sleuth, i limiti della conversione da PS Vita si vedono tutti. A parte per la risoluzione in Full HD, la versione home console è praticamente identica a quella portatile, con interattività prossima allo zero, ambientazioni spoglie e texture spesso poco definite. La produzione Media Vision si risolleva decisamente durante le battaglie, con i modelli poligonali dei Digimon e le animazioni delle tecniche più celebri che risultano ricostruite piuttosto fedelmente. Detto ciò, se possedete la portatile di casa Sony, vi consigliamo di valutare l’acquisto per questa piattaforma, dove il titolo rende decisamente meglio.

Buono l’accompagnamento sonoro anche se la scarsa quantità delle tracce tende, alla lunga, a stancare l’orecchio. Anche il doppiaggio, disponibile solo in lingua giapponese, non è male, ma qualche linea di dialogo doppiata in più non ci sarebbe dispiaciuta.

La longevità del gioco varia a seconda di come deciderete di affrontare l’avventura, assestandosi comunque su ottimi livelli. Parliamo di almeno 35 ore per completare il gioco saltando a piedi pari tutti casi opzionali e concentrandosi il meno possibile sul sistema di sviluppo, ma nel caso vogliate cimentarvi nel completare tutte le quest secondarie, le sfide del Colosseo Offline e la raccolta di tutte le medaglie, l’impresa vi richiederà almeno 70-80 ore. Digimon Story: Cyber Sleuth presenta una modalità New Game Plus, ma, vista la scarsità di nuovi contenuti, questa è riservata soprattutto per chi si è perso qualcosa nella prima run e vuole cimentarsi nella caccia al Platino.

Segnaliamo, infine, la presenza di una modalità competitiva online ma, sinceramente, se non ci fosse stata non ne avremmo sentito la mancanza. Non solo per trovare un avversario umano (o anche un bot) ci vuole un’eternità, ma anche il fatto che la maggior parte utilizzi sempre quella dozzina di Digimon blasonati (e spesso di gran lunga più potenti degli altri) tende ad ammazzare del tutto il divertimento. Tra l’altro manca anche la possibilità di sfidare un amico, un’omissione davvero imperdonabile.

 

Digimon Story: Cyber Sleuth 4

Concludendo…

Se dosi massicce di grinding e dialoghi prolissi non vi spaventano, troverete in Digimon Story: Cyber Sleuth un buon JRPG dalle basi solide (ma poco innovative) e dotato di un sistema di sviluppo profondo e appagante. Se poi siete fan del brand, questo allora è un titolo da comprare a occhi chiusi. Per tutti gli altri, invece, consigliamo di buttare un occhio sugli altri esponenti del genere disponibili su console Sony e l’altro sulle prossime uscite, visto che il 2016 si prospetta un anno ricco per il genere.

CI PIACE

Sistema di sviluppo ben congegnato e appagante. Oltre 200 Digimon da ottenere. Sistema di combattimento solido…

NON CI PIACE

… ma che non aggiunge nulla di nuovo al genere. Trama che decolla solo dopo molte ore di gioco. Ore e ore di grinding potrebbero infastidire i meno pazienti. Manca la localizzazione in Italiano.

Conclusioni

Digimon Story: Cyber Sleuth vanta un sistema di combattimento solido e un sistema di sviluppo interessante, rendendolo un prodotto estremamente appetibile per tutti i fan dei Digimon.

7.5Cyberludus.com
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