Come l’appassionante campagna in singolo, il multigiocatore di DOOM è un continuo susseguirsi di sparatorie. I giocatori non hanno il tempo di fermarsi a riprendere fiato, nascondersi o appostarsi dietro gli angoli: è caos multigiocatore allo stato puro.

Sviluppato in collaborazione con Certain Affinity, il multigiocatore è già stato collaudato in occasione della Quakecon e in una serie di Alfa a numero chiuso. Solo di recente, però, abbiamo potuto metter mano a una modalità appena svelata: Via della Guerra.

Si tratta della classica modalità “re della collina” rivisitata in stile DOOM, con la differenza che il punto di cattura si muove in senso circolare sulla mappa seguendo un percorso predefinito. Allo stesso tempo, una runa demoniaca in grado di rovesciare le sorti della partita si muove lungo lo stesso percorso, ma in senso opposto.

I giocatori possono correre verso il potenziamento e trasformarsi in un demone ammazza-Marine, assiepati intorno al punto di cattura per difendere o rubare il controllo, oppure girovagare per la mappa a caccia di nemici. Tutto questo rende Via della Guerra una modalità dinamica e frenetica come la campagna in singolo, per un divertimento senza limiti.

Nell’ultima sessione abbiamo presentato anche i moduli hack, oggetti consumabili monouso che si possono ottenere progredendo nel gioco. Più si gioca, più moduli hack si ottengono (ma non sono legati alle microtransazioni). Il nostro preferito tra quelli che sono stati svelati è Timer di rifornimento, utile per visualizzare i timer di rigenerazione dei potenziamenti.

“Sapendo che un pezzo di corazza sarà sulla mappa tra 10 secondi, abbiamo tutto il tempo di organizzarci per prenderlo appena compare,” spiega Stratton. Gli altri moduli hack includono Punizione (mostra posizione e salute dell’ultimo nemico che ci ha uccisi), Scout (al nostro rientro, rivela tutti i nemici per qualche secondo), Segni vitali (visualizza le barre d’energia dei nemici) e Brama di potere (segnala tutti i potenziamenti nelle vicinanze). Tutti questi moduli hack hanno dei timer, ma quello attivo si interrompe in caso di morte: così possiamo usare il tempo rimasto nel modulo, oppure sceglierne un altro prima di rientrare (senza perdere il tempo residuo nel modulo precedente).

Stratton vede più di un’analogia tra i moduli hack e il “sesto senso” che solo i migliori atleti sembrano sviluppare. “I moduli hack aumentano il livello di consapevolezza di ciò che accade intorno a noi e, se utilizzati al meglio, ci rendono più efficaci,” afferma Stratton. “I giocatori più bravi vedono queste cose quasi per istinto. Comunque sia, i moduli hack non incidono sul bilanciamento del gioco potenziando le armi o cose di questo tipo.”

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Videogiocatore di vecchia data. Cerca di contrastare con tutte le sue forze la feroce ondata di divulgatori videoludici che, giunti sul nostro pianeta sotto mentite spoglie, cercano di blastare noi comuni videogiocatori . Papà per vocazione e felice organizzatore dell'evento ludico Play The Game

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