Contrast – Recensione

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Spesso e volentieri gli sviluppatori indipendenti sono costretti a giocare molto con la fantasia, andando a ricercare topic poco sfruttati dalle altre produzioni o facendo leva su qualcosa di magico o misterioso. D’altra parte, c’è il rischio che questa forzatura si denoti nel gameplay o nella sceneggiatura, abbassando il livello di interesse del videogiocatore. Ciò che ci propone Compulsion Games con il suo Contrast, invece, è l’insieme dei sogni di un piccolo team indipendente che ha visto la sua opera crescere a dismisura nell’ultimo anno. Contrast è un gioco nato più di un anno fa con i soli sforzi di Compulsion e qualche altro piccolo contributo esterno, un gioco che probabilmente molti hanno conosciuto solo dopo gli annunci di Focus Home relativi al lancio su PSN ed Xbox Live. L’accordo col grande publisher francese ha aperto le porte a nuovi fondi e alla possibilità di creare il gioco perfetto, che fin dagli albori aleggiava nella mente di Compulsion. A distanza di un altro anno, tanti eventi ed altrettanti teaser – tra cui quello alla Gamescom direttamente nella conferenza Sony – ecco arrivare l’attesissimo day one su tutte le piattaforme, il sogno che diventa realtà.

La verità dietro un’ombra

Contrast è platform adventure ambientato agli inizi del ?900, un gioco di luci e ombre sotto tutti i punti di vista. Il videogiocatore controlla Dawn, l’amica immaginaria della piccola Didi, che solo lei è in grado di vedere. Didi è una bambina allegra e perspicace, che vive una situazione familiare piuttosto instabile per via della lontananza del padre. Accanto alla piccola Didi c’è Kat Knight, sua madre nonchè cantante intrattenitrice di spettacoli e cabaret. Non vogliamo svelare più del dovuto di una sceneggiatura curata e per certi versi molto profonda, dai grandi contenuti sentimentali, perciò ci fermiamo qui con i dettagli. L’avventura comincia con l’ennesima fuga notturna di Didi che, assieme a Dawn, decide di fare un salto al Ghost Note, il locale in cui si esibisce Kat. Da qui, una serie di eventi porteranno Didi e Dawn a girovagare per la città tranquilla e cupa, illuminata solamente dalle insegne dei locali e dai lampioni delle piazzette.

Lo stile artistico ed il level design poggiano saldamente sul contrasto tra luci e ombre che dà il nome al gioco e, verso la fine dell’avventura, troveremo nei dettagli altri contrasti narrativi. La città è immersa in una fredda atmosfera noir in cui i locali sembrano abbandonati a sé stessi, con le loro insegne luminose e gli strip lampeggianti. Molte ombre sono lì, nascoste nel buio, in costante attesa di qualcuno che le risvegli per cavalcare ricordi e immaginare speranze. In Contrast tutto ruota attorno a Didi, la bambina che nasconde la malinconia dietro un sorriso: man mano che il gioco ci propone enigmi e location da esplorare, sembra come se Didi possa comandare la sua giostra di emozioni per aiutare l’amica immaginaria a superare ogni difficoltà lungo il cammino, ed anche raggiungere quella piattaforma così lontana diventa possibile. L’avventura è fortemente incentrata su queste semplici caratteristiche che rendono l’ambiente dinamico e con diversi elementi da scoprire. Non a caso, gli sviluppatori ci hanno detto più volte che il loro intento fosse quello di invitare il videogiocatore ad esplorare l’area.

Un salto tra le ombre

Il concept di gameplay del platform adventure di Compulsion è piuttosto semplice: Dawn può passare agilmente dal contesto libero in tre dimensioni al 2D delle ombre, tutto con la pressione di un tasto. In Contrast ci accorgeremo fin dall’inizio che le ombre e gli elementi dell’area sono in realtà parte di un’unica dimensione più ampia e profonda che dà vita ad interazioni con l’ambiente che mai nessuno avrebbe potuto considerare. Ci capiterà di prendere una cassa e posarla sull’ombra che invade il muro di fronte piuttosto che sfruttare una sagoma proiettata sulle pareti e fare un balzo verso l’esterno. Dawn acquisterà nuove abilità durante i primi 2 atti dell’avventura le quali le permetteranno di ampliare il ventaglio di possibilità a disposizione: purtroppo il gioco si completa in circa 7 ore – ottenendo il 100% e ripetendo alcuni passaggi per cause di forza maggiore che vedremo in seguito – e nel walkthrough non sono previste molte idee. Gli enigmi sono sostanzialmente i soliti, ripresi a piene mani dai platform, al più arricchiti da sporadiche interazioni con l’ambiente. Sparse per tutte le location troveremo due tipi di collezionabili: item extra che sarà possibile visualizzare nel menu di pausa e sfere di luce che serviranno per attivare qualche meccanismo. Fortunatamente di oggetti da raccogliere ce ne sono molti, pertanto il videogiocatore rimane impegnato nell’esplorazione di ogni angolo con la speranza di raccogliere qualcosa; senza questo espediente, le 7 ore di gameplay si ridurrebbero circa a metà.

Non è tutto oro quel che viene proiettato

Purtroppo, il gioco di luci e ombre si protrae anche nella valutazione del comparto grafico e tecnico: alle precedenti lodi sullo stile artistico e sul game design si contrappongono controlli fastidiosi e qualche problemino che ci hanno costretto più volte a riavviare la sessione di gioco ricaricando il checkpoint precedente. Tra i piccoli bug dobbiamo citare anche problemi che appartengono alla scorsa generazione di videogiochi, come Dawn bloccata tra ostacoli invisibili e controlli non prontamente catturati. Nonostante la partnership con Focus Home abbia rivitalizzato il comparto tecnico, garantendo maggior espressività all’opera Compulsion, texture ed effetti non sono propriamente attuali ma restano nella media dei titoli indie dedicati ai cataloghi PSN ed Xbox Live. Ciò che dà spessore a tutta l’opera è il comparto grafico, composto da una soundtrack notevole che riesce a far immergere il videogiocatore nell’atmosfera del titolo grazie a brani tipici degli anni ’20 e motivi jazz piacevoli. Anche il doppiaggio è stato realizzato alla grande, da Didi ai personaggi secondari, a testimonianza che Compulsion non abbia voluto lasciare nulla al caso.

Commento finale

Contrast è un gioco ricco di atmosfera e passione, che propone al videogiocatore quel mix di originalità che ci si può aspettare solo dai team indie al giorno d’oggi. Il lavoro di Compulsion Games è stato ottimo su tutta la linea, dalla sceneggiatura da vivere tutta d’un fiato, al particolare gameplay ispirato nella forma, ma forse troppo ancorato a standard non più attuali, da cui eredita più di un difetto. Il rapporto qualità-prezzo salva la longevità appena sufficiente.

CI PIACE

– Level design intrigante\n- Doppiaggio di spessore

NON CI PIACE

– Controlli difettosi\n- Qualche problema tecnico

Conclusioni

Contrast è un gioco ricco di atmosfera e idee, un platform-adventure a costo contenuto davvero interessante.

7.5Cyberludus.com
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