EVE: Valkyrie [Gamescom 2013]

Pochi MMO vantano al giorno d’oggi una lungimirante vita piena di successi. EVE Online è uno di questi, un gioco di ruolo online di massa ambientato nello spazio profondo e, cosa ancor più sorprendente, progettato per sostenere una singola shard dove milioni di utenti ogni giorno si collegano alla ricerca di materie prime su asteroidi lontano o commerciando con altri giocatori.

Il successo di EVE ha generato romanzi, modellini, giochi da tavolo (Danger Game) e un ulteriore particolare sparatutto MMO che si interfaccia con il gioco principale, Dust 514. Eppure due ragazzi di CCP Games volevano osare di più e così quello che è incominciato come un semplice passatempo armeggiando con l’Oculus Rift si è concretizzato in poco tempo in un’affascinante ed inedito videogioco legato alla serie principale: EVE: Valkyrie.

EVE: Valkyrie è in buona sostanza un simulatore spaziale di dogfighting. Abbiamo potuto provare la demo, che ci faceva scontrare insieme ad altri giornalisti, indossando l’ultimo modello del dev kit Oculus Rift e un controller. Il risultato è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative.

Il visore Oculus Rift ci permetteva di immergerci letteralmente all’interno del nostro veivolo spaziale. Ogni cosa, dalla strumentazione al retro dell’abitacolo era riprodotta con texture di buona qualità e un frame rate fisso sui 60 fps. Ma soprattutto non si rimane spaesati quando ci si guarda intorno nell’ambiente virtuale e contemporaneamente si controlla l’astronave con il pad. I comandi non sono molti, la mappatura è infatti concepita appositamente per risultare naturale tanto quanto guardare attraverso l’Oculus Rift. La levetta analogica sinistra ci permette di virare e rollare mentre ai grilletti è affidato l’armamentario: laser medio-lunga gittata e missili a ricerca. Quest’ultimi oltre ad avere un breve tempo di ricarica tra una salva e l’altra richiedevano il lock-on del bersaglio designato attraverso il puntamento col visore. Solo due dei pulsanti sulla parte destra, per il boost e l’arresto improvviso.

La nostra furiosa battaglia di circa tre minuti ci ha visti effettuare giri della morte e ogni possibile manovra evasiva, riuscendo alla fine a spuntarla contro la squadra avversaria. Ma a vincere davvero è stato in realtà il gioco, che non ci ha lasciato neppure la minima sensazione di disturbo, proprio come se poco prima fossimo davvero saliti a bordo di un’astronave nello spazio profondo.

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Redazione
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