Game & Wario – Recensione

Game & Wario non è il gioco che ti aspetteresti dopo circa sette mesi dal lancio del Wii U. E che non giocheresti neppure se fosse l’unico titolo per trascorrere il tempo su un’ipotetica isola deserta. È un po’ come rivivere il periodo degli “scacciapensieri” della Nintendo che fu imprigionato però nel delirante e colorato mondo di Wario, sotto tortura.

Una nuova console casalinga dal doppio schermo? Dove l’ho già sentita questa?

Che ci crediate oppure no, Game & Wario ha un’incipit narrativo: nella Città Diamante è stata recentemente lanciata una nuova e rivoluzionaria console, in grado di sfruttare non uno ma ben due schermi (per caso vi suona familiare?). Wario e la sua combriccola di amici, come da tradizione della serie Warioware, decide di cogliere la palla al balzo e produrre sedici minigiochi per la suddetta piattaforma. Uno più banale e sopra le righe del precedente. Ciascuno di essi, inizialmente bloccato (è infatti richiesto il completamento di quello in corso almeno una volta prima di passare al successivo, sino a quando non diventeranno tutti disponibili) reca un nome indicativo del protagonista oppure oggetto da utilizzare ai fini del gameplay. Perché Game & Wario è appunto questo: un contino scambio di configurazioni mentali. Tutto qui. Presi singolarmente, infatti, la maggior parte dei minigiochi non avrebbero alcuna ragione di esser giocati.

Gamer, la parodia sulla dipendenza videoludica

Considerate ad esempio Gamer, probabilmente uno tra i (pochi) concept geniali e divertenti della raccolta: nei panni di 9-Volt, avido videogiocatore in tenera età dovremo superare un numero prefissato di minigiochi dalla breve durata che omaggiano i celebri Game & Watch tanto nell’estetica (si pensi a Ball ricreato fedelmente nel gameplay oppure all’onnipresente cameo di Balloon Fight) quanto nelle meccaniche ludiche. Senza però farci “scoprire” dalla genitrice di turno, che pattuglia l’area visualizzata sullo schermo del televisore, la cameretta di 9-Volt, sbucando a sorpresa dai posti più impensabili. L’azione vera e propria avviene invece sullo schermo del GamePad, dove ci vengono propinati casualmente le sfide che variano dall’infilare un dito nelle narici (sì, non sto affatto scherzando!) passando per la rottura di un uovo sino all’evitare che l’impiegato di turno scivoli sulla proverbiale buccia di banana. Ci ritroveremo spesso a giocare di soppiatto controllando ogni tanto lo schermo principale della tv, in modo da fingere di dormine (attraverso la pressione dei grilletti del controller) prima dell’apparizione della spaventosa madre. Ovviamente, nel caso venissimo colti sul fatto è game over.

Destra, Sinistra, Centro, Su: Sei un pirata!

Spicca nella massa anonima di minigiochi Pirates, che probabilmente i lettori più assidui ricorderanno col nome di Shield Pose, una tra le demo tecniche mostrate un paio d’anni fa all’E3 di presentazione della console Nintendo. Come si intuisce dal titolo, vestiremo nei panni di un pirata e dovremo vedercela con altri bucanieri, capitanati dal temibile pirata Wario. Utilizando il GamePad a mo’ di scudo bisognerà bloccare tutti i proiettili che arrivano da una delle quattro possibili navi nemiche: al centro, alla nostra sinistra, destra e al di sopra. Il “balletto” prosegue però con un movimento verso del controller verso il basso, da effettuare seguendo il ritmo di gioco: si tratta dell’istante in cui verranno impartiti i nuovi ordini di attacco delle navi, rivelando così la sequenza che dovremo ripetere. Il sensore di movimento purtroppo non è esente da imprecisioni, essendosi verificati casi in fase di prova in cui avveniva una fastidiosa perdita di sincronizzazione tra il GamePad e lo schermo del televisore.

Guarda l’uccellino

In maniera analoga Camera ci lancia una sfida all’ultimo clic. Lo scopo del minigioco consiste nell’aiutare la reporter Mona a scattare le foto richieste dal capo del giornale per lo scoop del giorno dopo. In pratica lo schermo principale del televisore mostrerà lo scenario all’interno del quale si muoveranno una serie di individui, alcuni dei quali rappresentano i potenziali soggetti da inquadrare. Ovviamente sorgono una serie di difficoltà: il nostro rullino è limitato a una quindicina di scatti, gli individui richiesti non stanno mai fermi (e alcuni addirittura potrebbero nascondersi nell’ambiente circostante se si accorgono che li stiamo fissando) e soprattutto il GamePad mostra una porzione ingrandita con lo zoom rispetto alla tv. Camera, nonostante diverta, soffre del gene presente nel codice di tutti i minigiochi di Game & Wario: la scarsità di livelli (appena cinque in questo caso) e modalità alternative.

Tassisti d’assalto

Taxi mi ha ricordato la missione nella fattoria di The Legend of Zelda: Majora’s Mask. Il nostro compito sarà infatti quello di guidare l’autovettura del titolo permettendo al coppia di animali antropomorfi Dribble e Spitz di recuperare i passeggeri prima che vengano rapiti dagli ufo. Sullo schermo del televisore verrà mostrata la mappa principale, con relative posizioni di alieni e ostaggi. Sul GamePad invece controlleremo l’automobile e spareremo all’occorrenza col bazooka per abbattere gli extraterrestri e relativo boss al termine del livello.

E gli altri?

Purtroppo i restanti sette (no, non ho contato male, tra i meritevoli di menzione ci sarebbe lo scacciapensieri finale Bird ma non voglio rovinarvi la sorpresa pertanto ne ometterò la trattazione) minigiochi in single player sono privi di mordente e difficilmente vi cimenterete in un secondo, terzo o quarto giro. Perché i concept sono banali, minimalisti oppure sfruttano marginalmente il GamePad, sono anni luce dal divertimento spensierato di Nintendoland, per intenderci. Ad esempio Ashely è un blando sparatutto a scorrimento orizzontale nel quale la nostra “navicella” (interpretata dall’omonima streghetta su scopa voltante) spara in automatico e le doti richieste sono esclusivamente un certo tempismo nell’inclinare il controller per far variare la quota ed effettuare giri della morte. O Kung-Fu, nel quale sposteremo l’allievo di arti marziali Young Cricket saltando continuamente da una piattaforma all’altra cercando di arrivare a Master Mantis controllando unicamente la traiettoria di elevazione e raccogliendo i fagottini al vapore (che prolungano l’energia in continua diminuizione: una volta esauritasi completamente il dovremo ricominciare da capo). Altri concept ludici che alla fine sfruttano pochissimo il GamePad includono il puzzle game Patchwork (nel quale bisogna ricomporre una figura nel minor tempo possibile sfruttando i tasselli di stoffa colorata a disposizione), Arrow (dove si devono scagliare frecce contro i robot di Wario prima che questi ci raggiungano rubandoci la frutta), Ski (una simulazione di scii bidimensionale a scorrimento verticale che consiste nel raggiungere il traguardo nel più breve tempo possibile evitando gli ostacoli lungo il tracciato, pensate un po’ al Captain Falcon’s Twister Race di Nintendoland dei poveri), Bowling (l’omonima simulazione, niente da aggiungere) e Design (perché mai cimentarsi in sfide di precisione artistica millimetrica?), il gioco in assoluto più brutto dell’intero pacchetto.

Chi non gioca in compagnia…

Se il comparto in singolo fa (quasi) piangere, nemmeno quello in multiplayer ride. Infatti la situazione si fa più disperata, oltre che depauperata da qualsivoglia motivo di convivialità. Game & Wario offre soltanto quattro minigiochi concepiti per uno sparuto gruppetto di giocatori (da due a cinque). Islands ricorda una partita a bocce, le piccole sfere colorate vengono sostituite dagli animaletti denominati Fronk e devono essere lanciati con l’ausilio del GamePad (utilizzando il medesimo gesto di Arrow, ossia strusciare in dito all’indietro imprimendo la traiettoria e tensione della corda) contro una serie di piattaforme galleggianti sull’acqua, ciascuna recante un punteggio. Manco a scriverlo, più Fronk riusciremo a far atterrare incolumi su quelle di maggior valore, più elevate saranno le nostre probabilità di vittoria al termine dei cinque round.

Fruit ricorda Camera per via degli scenari urbani, ma il fulcro del gameplay si discosta da quest’ultimo. Un giocatore vestirà i panni di un ladro amante della vitamina-C e dovrà mischiarsi tra la folla, celando la sua identità, e al contempo rubare la frutta presente su schermo. Il tutto attraverso il GamePad. Ai restanti giocatori, invece, spetterà il compito di individuarlo osservando esclusivamente i movimenti di tutti i personaggi sullo schermo del televisore. Allo scadere del tempo limite a disposizione, questi potranno indicare una serie di “sospetti” e se tra di essi è presente il ladro-giocatore, avranno vinto. In soccorso ai novelli poliziotti c’è un istante (che si ripete ogni 30 secondi) durante il quale il gioco si blocca momentaneamente evidenziando l’area nel quale si trova il ladro.

Sorvoliamo su Disco (una specie di Dance Dance Revolution nel quale due giocatori si sfidano sul GamePad a colpi di passi di danza su quattro tracciati colorati differenti) per terminare con Artwork, il Pictionary secondo Nintendo. Tutti i giocatori si alternano il controllo del GamePad per disegnare uno scarabocchio da far indovinare agli altri. Alla fine del minigioco partirà un piccolo slideshow dei bozzetti prodotti durante la partita, solitamente appartenenti ai giocatori col maggior numero di risposte corrette. Esiste anche una variante di questo minigioco, a sé stante, chiamata Miiverse Artwork in grado di farci interagire in modo asincrono con tutti gli utenti del Miiverse. Potremo così pubblicare e condividere con altri giocatori online i nostri capolavori e sfidarli.

Conclusioni

Tecnicamente Game & Wario ricorda un’accozzaglia di demo tecniche più che dei giochi finiti. Sarà per la penuria di motivetti e le poche animazioni a corredo di ciascun minigioco, ma l’impressione è che alcuni di essi manchino di coerenza estetica più degli altri. Nonostante la discreta longevità difficilmente il nintendaro medio vorrà salire nuovamente sulle attrazioni di questo piccolo parco-giochi, anche facendo leva sulla natura completista dei videogiocatori. Infatti superando ogni livello, modalità e record (o più semplicemente giocandoci ogni giorno) Game & Wario ci ricompensa con dei gettoni da inserire nel Chick-N-Win, un distributore automatico di gashapon dalle fattezze di gallina, per sbloccare una serie di extra: schede dei personaggi, aiuti per ciascun gioco e altra paccottiglia pressoché inutile. Proprio come l’intero pacchetto ludico di Wario e soci.

CI PIACE

– Gamer, Pirates, Camera e Taxi risultano abbastanza piacevoli provocando dipendenza…\n- Tanti extra da sbloccare nel Chick-N-Win che richiedono di ripetere ciascun minigioco più e più volte

NON CI PIACE

– …ma il resto dei minigiochi decisamente no!\n- La qualità media dei minigiochi propone meccaniche di gameplay troppo semplici e già viste altrove, neppure lontanamente paragonabili alla maestosità di titoli analoghi su Wii U come Nintendoland

Conclusioni

Raffazzonato e breve, seppur assuefacente, Game & Wario è uno dei punti più bassi della serie Warioware. Può divertire, ma presto o tardi stuferà nel modo in cui può venire a noia un titolo originale ma dal fiato corto. Quasi come una tech demo spacciata per un gioco completo…

6Cyberludus.com
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