Cognition: An Erica Reed Thriller Episode 1 – Recensione

Il nome Jane Jensen vi ricorda qualcosa? A molti, questo nome, non dirà assolutamente nulla perché non molto familiare, non tanto quanto la serie videoludica cui è legata questa scrittrice: Gabriel Knight, invece, vi dice niente? Se ancora avete un grande punto interrogativo sulla testa fatevi il favore di rimediare, perché vorrà dire che vi siete persi una delle migliori saghe di avventure grafiche del secolo scorso. Ebbene, dopo lo strepitoso successo di Gabriel Knight, e dopo le ottime critiche piovute grazie al buon Gray Matter, la Jensen ha in lavorazione un altro titolo previsto per il 2013, tale Moebius, ma nel frattempo ha prestato il suo talento e la sua penna ai giovani Phoenix Online Studios per la realizzazione di una avventura grafica divisa in cinque episodi e che risponde al nome di Cognition: An Erica Reed Thriller.

Un’indagine in rosso

Come suggerito dal titolo stesso, vestiremo i panni di Erica Reed, una giovane detective del FBI cui un serial killer ha ucciso il fratello: è questo l’incipit della nostra storia, una Erica spaventata a morte e che, dopo un violento inseguimento all’interno di un cimitero, riesce a strappare il fratello dalla sadica trappola cui era legato, salvo poi vederlo morire tra le sue braccia; con il killer ferito a causa di una colluttazione con Erica ma libero. La morte di Scott segnerà per sempre Erica e dopo questo terribile episodio spenderà tre anni della sua vita alla ricerca dell’identità dell’assassino senza però riuscirci, giungendo così all’archiviazione del caso: sembra essere il momento giusto per voltare pagina e ricominciare ma un’ombra del passato la perseguita pronta a riapparire nella sua vita. Addentrarsi oltre nel racconto della trama potrebbe essere pericoloso, ragion per cui lasciamo a voi il piacere della scoperta di una storia dai toni maturi e ben raccontata, con il giusto pathos e il giusto ritmo, anche se un po’ troppo compassato a volte. La storia sceneggiata dagli sviluppatori è certamente valida, ma non originale come avremo desiderato, prendendo a piene mani sia dalla cinematografia poliziesca sia da altri videogiochi, come ad esempio Still Life. Se, dunque, l’originalità non è tra i punti di forza della produzione, dobbiamo però riconoscere la mancanza di gravi sbavature nell’indagine, che risulta logica e ragionevole senza perdersi in inutili orpelli giusto per allungarne il brodo: per proseguire dovremo fare sempre la cosa più naturale possibile, a parte usare il superpotere di Erica.

Mighty Erica

Erica Reed, infatti, non è un normale agente di quartiere, bensì nasconde, ma nemmeno tanto, un potere incredibile, un super intuito, una sorta di memoria genetica che le permette di avere delle visioni in relazione ad alcuni specifici oggetti presenti sulle scene del crimine. Questo potere sarà il vero perno, attorno al quale, ruoterà tutta l’enigmistica del titolo; infatti, nel corso delle nostre indagini, ci troveremo più volte dinanzi a dei vicoli ciechi che soltanto l’accurata ispezione di un particolare luogo con il potere di Erica, saprà farci superare. In principio, le cose potranno apparire fin troppo semplici: con Erica capace di ricordare i movimenti dell’assassino a noi non resterà altro da fare se non eseguire delle basilari azioni, facile come risolvere dei puzzle a quattro pezzi. Con l’avanzare del gioco, e lo sviluppo del potere di Erica che si evolverà man mano, le cose si complicheranno; non di molto, ma saremo comunque costretti a usare con più intensità il nostro cervello per ricostruire dei veri e proprio percorsi di oggetti per giungere alla visione completa dell’accaduto e, quindi, alla verità. La difficoltà non è elevata come potrebbe sembrare e nelle sette ore circa, necessarie ad arrivare ai titoli di coda, capiterà raramente di trovare un ostacolo insormontabile, che vi faccia cadere nella tentazione di dare una sbirciatina alla soluzione per andare avanti.

Spettrali presenze

Cognition è un’avventura grafica che sfoggia un comparto tecnico abbastanza altalenante e non privo di difetti. Partiamo dalle cose buone. I fondali che ospitano le scene sono abbastanza curati e beneficiano di una realizzazione, tutto sommato, soddisfacente: nulla che ci faccia balzare dalla sedia ma possiamo, comunque, ritenerci soddisfatti. I personaggi, modellati in 3D, mostrano invece le prime magagne: nonostante siano ben realizzati e da lontano non lascino trasparire difetti particolari, è quando arrivano i primi piani che fanno la loro comparsa alcune bruttezze di cui avremo fatto volentieri a meno. L’espressività, anzitutto, è completamente forzata e sballata: Erica, in particolare, mostrerà spesso un grugno animalesco che un po’ ci ha inquietato. I modelli, inoltre, staccano decisamente troppo dal resto dei fondali, creando uno spiacevole effetto di sovrapposizione innaturale, come se i personaggi fossero un corpo del tutto estraneo rispetto ai fondali. E’ doveroso poi costatare la fragilità del motore stesso e la sua scarsa ottimizzazione: dobbiamo riportare numerosi glitch grafici abbastanza fastidiosi, come sagome di alcuni personaggi che letteralmente trapassano oggetti solidi oppure che risultano visibili, nonostante coperti da spesse mura; inoltre, abbiamo riscontrato dei tempi di caricamento, in alcune sezioni, abbastanza lunghi e che c’hanno lasciato veramente senza parole. Meglio le sequenze che raccontano i tratti salienti della storia di Reed: realizzati a mano sono un piacere da guardare e, soprattutto, sono esenti da tutti i difetti elencati sopra. La vera sorpresa riguarda, però, il doppiaggio in inglese del titolo: ottimo, non ci sono altre parole per descriverlo. Tutti i personaggi di rilievo sono doppiati in maniera egregia, con le voci abbinate sia alle fattezze dei personaggi stessi sia al contesto in cui si trovano, con l’enfasi di alcuni momenti che raggiunge vette davvero alte.

Il caso è chiuso?

I ragazzi di Phoenix, attualmente impegnati nella selva di Greenlight per far approdare la propria creatura su Steam, hanno realizzato un titolo certamente valido ma che soffre dei classici problemi di gioventù. Molto potenziale inespresso, dovuto perlopiù a errori cui è possibile porre rimedio per il futuro, tarpano le ali dell’esordio di Erica Reed nel mondo dei videogiochi: si tratta principalmente di problemi legati a questioni puramente tecniche che speriamo possano sparire, o almeno mitigarsi, già dall’episodio 2. La struttura ludica è valida ed acerba, ma con le dovute attenzioni e il giusto tempo, potrà arrivare alla tanto ricercata maturità.

CI PIACE

-Ottimo doppiaggio\n-Struttura ludica valida\n-Storia intrigante e dai toni cupi

NON CI PIACE

-Glitch! Glitch dappertutto!\n-Ritmo eccessivamente lento\n-Un po? troppo guidato?

Conclusioni

Erica, una rossa fiammante dal grugno di gargoyle e dal passo di bradipo. Penso che questa battuta possa riassumere in un colpo solo i principali problemi del titolo: i difetti tecnici e l?eccessiva lentezza. Cognition è un titolo dal buon potenziale, questo è fuori discussione, ma ha ancora tanta strada da fare per raggiungere la piena maturità.

7Cyberludus.com
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