Una mano lava l’altra, tutte e due muovono stick: un proverbio adattabile per un’esperienza che nasce fin troppo tempo fa, e sono in pochi a saperlo. Prima che arrivasse il gamepad DualShock di Playstation e che il doppio stick analogico fosse una prerogativa di ogni console, spopolando per precisione e per il suo abuso negli sparatutto in prima persona, nelle sale giochi si trovavano titoli che non utilizzavano nessun pulsante: la mano sinistra e la mano destra stringevano due stick a otto direzioni identici, ognuno con la sua mansione. Uno muoveva il personaggio, l’altro permetteva di sparare: e così nacquero Robotron 2084, Smash TV e altri eccellenti titoli che sfruttarono magnificamente questa tecnologia mai dimenticata: Nano Assault Neo riprende questo schema trasportandolo al tempo di oggi e aggiungendo ad esso tutte le potenzialità di un GamePad appena nato. Un connubio curioso, certo, ma decisamente più efficiente di quanto si possa immaginare.

?Se guarire fosse sempre così divertente mi ammalerei più spesso!’

E’ difficile definire chi stia facendo cosa, in Nano Assault Neo: tutto quello che siamo in grado di comprendere è che la nostra navetta, abbandonata sopra una superficie cellulare, deve difendersi da un multiforme insieme di virus, pronto ad abbatterla al primo abbassamento di attenzione. E’ una sorta di curiosa metafora medica, dove immense strutture simil-globulari si colorano e si illuminano di una vitalità tecnologica ben distante dal loro stato naturale: quanto è intorno a noi è malato, e noi siamo la sua esplosiva cura! Tra le nostre mani abbiamo il referto medico: una completa mappa della zona da depurare, unita con pallini rossi a simularne gli aggressivi sintomi e pallini verdi sparsi come pillole, pronti a potenziare la effettiva potenzialità della medicina. E’ proprio vero quello che gli utenti si urlano su MiiVerse: se guarire fosse sempre così divertente sarebbe proprio il caso di ammalarsi più spesso!

Cellule greche in una festa di laser

Il giocatore controlla la sua navetta, armata, all’inizio, soltanto di un semplice mitragliatore a impulsi singoli: lo stick analogico sinistro permette di muoversi con estrema precisione, misurando l’intensità di ogni passo con la giusta potenza di inclinazione; lo stick analogico destro, invece, scatena la potenza dell’arma in dotazione della navetta e reagisce automaticamente alla direzione in cui viene inclinato lo stick, superando le otto direzioni tipiche dei vecchi titoli arcade. Il mondo di gioco è composto da quattro gruppi di cellule (nominati con le lettere greche Epsilon, Zeta, Omicron e Sigma), ognuno diviso in tre cellule esplorabili e uno scontro con un boss di chiusura: una volta purificato un gruppo cellulare si può procedere a quello successivo fino alla completa depurazione di tutti i blocchi. Si può scegliere di giocare tutto il gioco su GamePad o di sfruttare la combinazione GamePad più televisore: indipendentemente dalla scelta effettuata sono comunque disponibili tutte le potenzialità del gioco, seppure gestite in maniera meno elastica. Sfruttando la televisione, lo schermo del GamePad viene adibito a mappa, con un modello tridimensionale della cellula da assaltare e tanti puntini quanti sono gli avversari da eliminare e i crediti da raccogliere: è possibile toccare lo schermo con le dita per ruotare il modello della cellula e scoprire la posizione di ogni singolo nemico, in modo tale da non lasciarsi sfuggire nemmeno un anfratto! La parte destra del GamePad è dedicata alla gestione dei pod aggiuntivi della navetta: mentre si accumulano i satelliti per i colpi di supporto, per un massimo di quattro, questi possono essere riposizionati a due a due nei pressi della navetta e ruotati in modo tale da personalizzare la direzione e l’ampiezza del proprio colpo secondo ogni nostra necessità; si tratta, senza alcun dubbio, di una piacevolissima potenzialità aggiuntiva che riscrive un metodo di attacco nato, tempo addietro, negli spazi biologici di R-Type. Nel caso si utilizzi solo il GamePad per giocare resta comunque possibile sfruttare queste opzioni semplicemente toccando lo schermo: è comunque una via decisamente efficace per chi vuole stravaccarsi sul divano senza dover prestare troppa attenzione allo schermo televisivo! Eliminando i nemici, di varie forme e dimensioni, si possono ottenere tre armi secondarie a uso limitato e da dosare attentamente: il raggio a ricerca svolge sicuramente il dovere meglio di qualsiasi altro suo ?collega’, mentre lo scudo elettrificante può aiutare ad uscire da situazioni impegnative pur senza bloccare i proiettili dei nemici. Di difficile comprensione è l’utilità del raggio compresso, disponibile in quantità estremamente limitata e utile in maniera estremamente circostanziale. Tra un livello e l’altro è possibile accumulare crediti nella velocissima schermata bonus e spendere quanto raggranellato per potenziare la nostra nave con raggi traenti per gli oggetti, scudi temporanei, nuovi satelliti, vite extra e incrementi significativi per il moltiplicatore del punteggio: i nostri sforzi saranno salvati e condivisi in tutto il mondo attraverso delle classifiche online, già piene di migliaia di giocatori decisi a combattersi il titolo di miglior sterminatore di batteri di tutto il mondo!

Stregati da luci e cromie

La realizzazione tecnica di Nano Assault Neo è davvero di altissimo livello, riflesso di uno splendore vivo da console di nuova generazione: ogni angolo, ogni filamento di cellula è rifinito come se fosse un elemento di grande importanza, con movenze ambigue, riflessi e punti oscuri e colori attraenti, come fossero uno specchietto per le allodole, una vera e propria trappola naturale. La luce che emanano i nostri colpi, i laser, i ?soli’ che sembrano circondare i campi di battaglia e le esplosioni dei nemici si riflette su tutte le superfici, mutandone quasi al consistenza quando il raggio ne accarezza la struttura biologica. Un paradiso visivo che si accompagna con una musica techno che alza i livelli di adrenalina, portando il giocatore a dimenticare la cautela e la precisione e portando, a suo strano modo, a un ulteriore incremento di difficoltà: è tutto così bello da sentire e da vedere che l’utente ne vuole ancora, non gli riesce di attendere, e vittima di questa frenesia si ritrova frantumato in un mare di (ed è proprio il caso di dirlo) microscopici frammenti. Oltre alla breve ma intensa modalità per il singolo giocatore, si aggiungono la modalità cooperativa per due giocatori (uno con il GamePad e l’altro con WiiMote e Nunchuck o Classic Controller), la modalità Arcade, che permette di affrontare un livello per volta per migliorarne il punteggio, e la modalità Survivor, dove i livelli si susseguono casualmente all’infinito e tutto va affrontato con una sola vita, che forniscono un ottimo incentivo per non abbandonare mai la lotta a questi malvagi bacilli futuristici, spronando a scalare le classifiche in tanti modi diversi. Unica pecca: forse alcuni livelli sono davvero troppo complessi e gli scontri con i boss, invece troppo semplici, finiscono per smorzare l’atmosfera di tensione. E’ una sorta di controsenso interno: più è grande l’obiettivo e più ci si sente al sicuro; è la trasgressione di una regola decennale che ha comunque poco senso anche se il gioco offre poche occasioni per simili scontri.

Conclusione

Noi siamo la cura di una malattia che ci viene imposta nella forma di raggi da eludere e strani microbi da fare esplodere: il dito scivola su due stick che, uniti, diventano panacea di una cellula insidiata da pericoli silenziosi, nel frastuono discotecaro di luci colorate e musica che trapana piacevolmente le orecchie. Nano Assault Neo sbarca sull’eShop con una prospettiva strana: quella di accontentare i giocatori di vecchia data che hanno deciso di approcciare qualcosa di moderno, una console che forse non li definisce completamente. E’ un obiettivo ambizioso nel quale riesce perfettamente. Gli stick, il GamePad e la televisione sembrano fatti gli uni per gli altri e nelle mani si percepisce il totale controllo sull’ambiente e sulle proprie possibilità, con una tensione esperienziale che cala solo negli sporadici ma troppo semplici scontri con i boss. E ogni proiettile è un passo verso la vitalità, un gradino in più nella classifica del mondo. Speriamo solo che, anche se siamo nano-medici, la nostra calligrafia resti comprensibile.

CI PIACE

– Gameplay a doppio stick, proprio come ai vecchi tempi\n- Equilibrio di velocità e strategia, necessaria per le proprie spese\n- Leaderboards online e interessanti modalità di gioco, in singolo o per due giocatori\n- E’ a dir poco una meraviglia tecnica

NON CI PIACE

– Difficoltà eccessivamente brutale\n- I boss smorzano la tensione per la loro eccessiva debolezza

Conclusioni

Nano Assault Neo è una meraviglia di luci e colori che si lascia trascinare da una difficoltà eccellente e da una formula che sposa vecchio e nuovo con un ottimo equilibrio: si resta affascinati ad ogni scintilla, dalla prima all’ultima cellula

8.5Cyberludus.com
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