E’ un giovane studio indipendente che ha sbarcato il lunario grazie ai geniali Auditorium e Fractal: Make Blooms not War. Stiamo parlando di Cipher Prime Studios, che hanno da poco lanciato nel mercato degli indie games la loro ultima fatica: Splice. Scopriamo insieme cosa ha da offrire questo singolare puzzle-game!

Direzione artistica eccezionale

La prima cosa che salta all’occhio di chi gioca a Splice è il taglio artistico decisamente sopra le righe. La gestione cromatica, delle figure e dei puzzle è indiscutibilmente buona e arriva a sfiorare vette di assoluta eccellenza in più di un’occasione. Se siete tra le schiere di quelli che pensano che anche l’occhio vuole la sua parte, potete dormire tra due guanciali perché Splice è certamente molto bello da vedere: sfondi, elementi in primo piano, animazioni e scelte dei colori concorrono, sinergicamente, ad un buon effetto d’insieme. Buone anche le sonorità, di buona compagnia anche se non ci sono sembrate esattamente indimenticabili.

Semplice solo in apparenza

In Splice, il giocatore è chiamato a spostare dei pezzi di un puzzle con un numero limitato di mosse a disposizione, per farli combaciare con la figura richiesta. Il numero di mosse a disposizione è un numero limite, concettualmente molto simile al Par del golf, che indica un numero ideale di mosse per completare il livello. Se si è abbastanza bravi da finire il puzzle in un paio di mosse oppure, addirittura, in una sola, si ottiene l’accesso ai punteggi più elevati e agli immancabili achievements più rari. Durante le prime battute del gioco sembra tutto a prova di bambino, si ha l’impressione di essere incappati in un gioco per utenti giovanissimi, ma è solo un’impressione. Perché con il proseguire del gioco e dei livelli, il grado di sfida aumenta in maniera ragionata e concreta, lo stimolo per dar fondo a tutta la nostra logica è sempre più intenso e Splice diventa esattamente quello che l’appassionato di puzzle-game cerca: una sfida autentica e soddisfacente.

Difficile connubio tra quantità, qualità e rigiocabilità

Splice, come ogni produzione indipendente, deve fare i conti con pochi mezzi a disposizione e oggettivi limiti tecnici. Per questo non bisogna pretendere ore ed ore di divertimento, unite ad un elevatissimo tasso di varietà. Alla fine dei sette livelli, ciascuno composto da sette puzzle, le uniche motivazioni che potrebbero spingerci a riprenderlo sono quelle che spingono chiunque a superare i propri limiti e a migliorare le proprie prestazioni. Detto questo, stiamo pur sempre parlando di un gioco dal costo irrisorio (circa 10 euro, salvo offerte di sconto) che vince decisamente il rapporto qualità-prezzo con cui tanti videogiocatori si ritrovano a dover fare i conti. Promosso senza riserve e consigliato agli appassionati dei puzzle-games.

CI PIACE

-Semplice da padroneggiare\n-Sempre stimolante\n-Divertente e originale

NON CI PIACE

-Richiede alte dosi di logica\n-Una volta finiti tutti i puzzle è difficile ricominciare\n-Appartiene ad un genere che non è sempre apprezzato

Conclusioni

Un validissimo puzzle-game, stimolante e che tiene impegnati. Astenersi cultori della super-grafica e dei giochi più ordinari.

8Cyberludus.com
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