Naval War: Arctic Circle

C’era un tempo in cui gli strategici in tempo reale la facevano da padroni, specie su Pc, il loro naturale banco di prova. Tra Age of Empires, Command & Conquer, Starcraft e cloni assortiti, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000 sono stati una sorta di “Età dell’Oro” per i cosiddetti Real Time Strategy Games (Rts in gergo). Pur non essendo in voga come un tempo, la strategia su computer non è del tutto estinta e a rafforzare questa affermazione arriva Turbo Tape Games, che sotto bandiera Paradox ha realizzato Naval War: Arctic Circle, titolo che rientra di diritto nel novero degli strategici in tempo reale ma affrancandosi da ogni cliché o standard a cui gli appassionati sono abituati.

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Occidente contro Oriente in un campo di battaglia singolare

Affidandosi ad una trama fantapolitica che si sforza di essere il più coerente e verosimile possibile, Naval War pone il giocatore nel ruolo di comandante delle forze armate di due super-potenze mondiali quali Stati Uniti d’America e Federazione Russa. Due campagne di difficoltà crescente narrano gli eventi dal punto di vista occidentale e orientale, senza scadere in facili prese di posizioni: non ci sono buoni o cattivi, nel mondo, ma solo alleati e avversari, di conseguenza quando parteggiamo per le forze Nato ci opporremo ai russi. Quando prendiamo il comando delle forze armate dell’ex unione sovietica dovremo vedercela con gli Alleati. Le scene di intermezzo sono affidate a schermate statiche che ricordano un fumetto o un cartone animato, mentre il gioco vero e proprio propone una mappa tattica e delle visuali degne del miglior documentario o film di guerra moderna, con grafica poligonale discretamente curata. Il fine ultimo della guerra è quello di impedire che il nemico assuma il controllo delle ultime, preziose, fonti energetiche del pianeta.

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Semplicità in nome della funzionalità

Tecnicamente parlando, Naval War: Arctic Circle offre un concentrato di cosiddetta “funzionalità”, che ben poco di spettacolare offre al giocatore più smaliziato, a colui che cerca o pretende dai videogiochi il più alto grado di realismo e di magnificenza grafica. Con Naval War bisogna fare i conti con una mappa tattica che ricorda molto un radar, le unità e le risorse vanno gestite dalla “plancia” quindi vi è poco spazio per godere della riproduzione delle unità da guerra. Queste sono discretamente numerose e tutte realmente esistenti, ci riferiamo ad alcuni dei più famosi strumenti bellici appartenenti alla Nato e alla Russia, tant’è che gli appassionati possono riconoscere elicotteri, caccia e soprattutto navi da guerra provenienti dalle nazioni più potenti del mondo. Come il titolo suggerisce, infatti, le protagoniste principali del gioco di Turbo Tape Games sono le navi da guerra: portaerei, cacciatorpedinieri, sottomarini e tutto quanto possa mandare in brodo di giuggiole gli ammiragli in erba e gli appassionati di questo tipo di unità belliche. Nel complesso, dunque, possiamo dire che pur non vantando una grafica all’ultimo grido, Naval War: Arctic Circle si mostra estremamente funzionale e semplice, l’interfaccia non ci ha dato problemi di interpretazione e tutto sommato le riproduzioni poligonali delle unità sono accettabili. Sul fronte sonoro dobbiamo ammettere che non siamo rimasti molto colpiti: le tracce audio offrono un discreto supporto ma alla lunga potrebbero risultare ripetitive, mentre gli effetti sonori ci sono sembrati complessivamente ben fatti, seppur non eccelsi.

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La guerra è un affare tremendamente serio e affatto spettacolare

Se è spettacolo e adrenalina, quel che cercate nel gioco targato Paradox, se è qualcosa di vagamente simile a Starcraft, a Company of Heroes o ad uno qualsiasi dei Total War che vi aspettate, sappiate che siete fuori strada. Come ogni simulatore di guerra che si rispetti, Naval War: Arctic Circle impone ritmi molto più blandi, richiede una pianificazione estremamente accurata delle fasi di gestione risorse/unità, di difesa e di attacco e risulta impietoso con i giocatori che attaccano a testa bassa ogni cosa che venga intercettata dai radar. Analogamente a quanto accade nel mondo reale, occorre affidarsi molto ai ricognitori e portare a termine rapidissime indagini per stabilire se le unità avvistate siano neutrali, alleate o nemiche. L’abbattimento, per errore o volontario, di unità estranee al conflitto, infatti, provocano una reazione a catena di effetti negativi e punteggi bassi che non lasciano spazio a dubbi: la guerra moderna è affar serio e non si gioca con la vita degli altri. Da un lato, questa impronta estremamente realistica può essere il tratto distintivo del gioco in questione e soddisfare i più esigenti strateghi e appassionati di videogiochi militari. Dall’altro, l’eccessiva serietà della materia trattata ridimensiona l’utenza a cui il gioco potrebbe piacere, limitandolo ad una nicchia di estimatori. Al di là della “rigidezza” del sistema di gioco, i numeri di Naval War sono impressionanti, a partire dalla superficie di interesse del conflitto: tra le più grandi mai coinvolte nella storia degli strategici in tempo reale: trentacinque milioni di chilometri quadrati. Senza dimenticare l’elevato numero di unità presenti (rasentano il centinaio) e la “verticalità” del conflitto che non si limita alla sola guerra da navi, ma si estende grazie alla presenza di sottomarini e unità dell’aviazione.

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Un bel gioco, completo e vasto, ma solo per veri intenditori

Naval War: Arctic Circle è uno strategico in tempo reale atipico, dedicato alla guerra moderna che si combatte via mare, sotto il mare e via aria. E’ completamente slegato dalle logiche dei comuni Rts e propone un gameplay controverso: ostico per i giocatori occasionali e quelli abituati a strategici di altra specie, vasto e coerente per tutti coloro che sono alla ricerca di un simulatore di guerra realistico che premia il comandante più capace, limitando il fattore fortuna ai minimi termini. La presenza di due campagne da giocare in solitaria lo rendono sufficientemente impegnativo da portare a termine, mentre la possibilità di competere online con altri comandanti/ammiragli in erba potrebbe risultare l’asso nella manica di questo gioco che sembra pensato per pochi, rispettabilissimi, intenditori. Le uniche pecche che ci sentiamo di muovere al gioco di Paradox riguardano una certa imprecisione a livello di input (che possono decidere della vittoria o della sconfitta nelle fasi più concitate) e un complessivo comparto tecnico che lascia intendere ad una produzione di costi modesti o molto contenuti. Se su quest’ultimo fronte c’è poco da fare, sul piano giocoso potrebbero migliorare di molto l’esperienza e l’imprecisione tramite aggiornamenti dedicati e tempestivi.

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CI PIACE

Simulazione realistica e coerente
Numerose unità da guerra
Vasta mappa e guerra “verticale”

NON CI PIACE

Solo per veri intenditori
Comparto tecnico lontano dagli standard di qualità
Qualche incertezza negli input

7Cyberludus.com
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