Ormai è assodato: la produzione di videogiochi indipendenti è diventata una vera e propria industria videoludica che pur con mezzi umili e scarsi finanziamenti riesce a tener testa alle più blasonate industrie “maggiori”. Colossi quali Ea, Activision e Ubisoft, spesso hanno dovuto accettare il fatto che al di là di potenza grafica e qualche titolo interessante, gli utenti preferiscono spendere i loro preziosi risparmi per giochi visivamente meno virtuosi ma più divertenti su tutti i fronti. Fenomeni quali Minecraft, Limbo e Legend of Grimrock (giusto per citarne tre, fra i tanti) sono la testimonianza concreta del successo della piccola industria povera di mezzi ma ricca di passione. Avernum: Escape from the Pit, videogioco di ruolo di Spiderweb Software, è un altro piccolo esempio di questa affermazione, un mattoncino che va a rinforzare la grande muraglia che è il cosiddetto “Indie”.

Benvenuti nel Regno degli Inferi

Spiderweb Software è un piccolo sviluppatore indipendente fondato nel 1994, che conta appena quattro impiegati e tanti volontari che, ciclicamente, prestano la loro passione e la loro capacità di creare un videogioco per semplice spirito creativo. Da questo spirito è stato creato Avernum: Escape from the Pit, un videogioco di ruolo con visuale bidimensionale ed isometrica che ricorda i grandi classici degli anni ’90, tipo Ultima VIII e Baldur’s Gate. Avernum, prima di tutto è il titolo della saga di giochi di ruolo che ha permesso, a Spiderweb Software, di farsi conoscere in campo internazionale, facendo breccia nel cuore degli appassionati di vecchia data che desiderano esperienze videoludiche che riecheggino di stile retro. Non di meno, il titolo in esame rappresenta il primo capitolo di quella che dovrebbe delinearsi come una bella saga di avventure medieval-fantasy ambientate in quello che gli antichi greci chiamavano Ade. Ispirandosi alle mitologie greca e latina, infatti, gli sviluppatori hanno pensato bene di ambientare il loro videogioco in un Averno estremamente originale, ben concepito ed inserito in un universo narrativo, un mondo di gioco, che trasuda passione e singolarità da ogni pixel. Il giocatore è chiamato a guidare un party di quattro eroi, all’esplorazione e alla conquista degli Inferi, qui rappresentati come un vero e proprio regno al di sotto della crosta terrestre.

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Un piccolo grande omaggio ai GdR degli anni ’90

Come già accennato prima, Avernum: Escape from the Pit si ispira molto ai grandi classici che hanno accompagnato molti appassionati in tante notti di insonnia, avventura, mistero e scoperta. La telecamera che segue il party è posizionata in alto, non è configurabile e mostra solo quello che gli avventurieri al nostro comando riescono a vedere con i loro occhi. Tutto il resto è celato dalla proverbiale “nebbia” che va dissipata solo esplorando il territorio. Visivamente parlando si può dire che il lavoro di Spiderweb Software sia semplice, leggero per le configurazioni hardware, ma non per questo spoglio o privo di dettagli. Se da un lato è vero che l’utenza più smaliziata è abituata a ben altri standard visivi, è altrettanto vero che la grafica, in Avernum, svolge egregiamente il proprio compito, cioè quello di rappresentare l’ambiente e di suggerire nel modo più opportuno tutto quello che accade. Dimenticatevi motion-capture (tecnica per rendere le animazioni molto realistiche), espressioni facciali all’ultimo grido e doppiatori/attori che rendano i personaggi vivi e appassionati: giocare Avernum è quasi come leggere un libro, vi è molto da leggere e tanto da lavorare con la fantasia, la grafica è accessoria, mostra il mondo di gioco, i personaggi giocanti, quelli non giocanti e gli immancabili “mostri” o avversari da abbattere con armi bianche, da lancio e incantesimi, ma il tutto è resto con semplicità, con sufficienza. Se cercate un titolo per la bellezza grafica, Avernum non è quello che cercate, e un discorso analogo può essere fatto per il fronte del sonoro: buone (non eccelse) le musiche ambientali o i temi principali, appena sufficienti gli effetti sonori che suggeriscono il livello di produzione indipendente e affatto votato alla ricerca dei più avanzati effetti audio.

Parola d’ordine “vecchia scuola”

E’ stato detto che il fronte tecnico di Avernum: Escape from the Pit è ispirato dai più famosi titoli per computer degli anni ’90 ed altrettanto può essere detto anche sul versante squisitamente “giocoso”. La gestione di movimenti, combattimenti, incantesimi e dialoghi è affidata quasi esclusivamente al mouse. Diciamo “quasi” perché molti comandi possono essere appresi e richiamati dalla semplice pressione di un tasto della tastiera. I combattimenti si svolto a turni, come la più classica tradizione dei giochi di ruolo, rendendo ogni scontro una piccola prova di abilità tattica e logica. Non si sottrae allo stile retro neanche la gestione dei personaggi e dell’inventario, che si presenta sotto forma di finestrella riassuntiva da gestire – anch’essa – tramite mouse. A dirla tutta l’estrema rigidità dell’ordine degli input da inviare con il mouse ci è sembrata un po’ troppo esagerata, ma bisogna ammettere che una volta presa la confidenza con “l’antico” metodo, non ci si fa più caso. Al di là di questo ci attende una delle ambientazioni più singolari, eccezionali, che ci sia stato dato di visitare in tanti anni e tanti giochi di ruolo provati. Ad una comprensibile povertà tecnica, data dalla modestia della produzione fa da contraltare una quantità di caratteristiche che potrebbero fare la felicità di tutti gli appassionati: oltre cinquanta incantesimi ed abilità con cui personalizzare i personaggi, decine di sotto-missioni ed incarichi secondari che ci mettono nelle condizioni di apprendere di più del Regno degli Inferi; i tre modi di portare a termine la campagna principale rendono il gioco non lineare e affrontabile nella maniera che ciascuno ritiene più giusta, senza dimenticare le decine di città, villaggi e dungeons che animano il mondo di gioco e attendono solo di essere esplorati. Pur non essendo un campione di grafica, Avernum: Escape from the Pit si pone senz’altro come una buonissima fonte di divertimento.

Una piccola perla, dal guscio modesto e dal cuore ricco

Avernum: Escape from the Pit è un videogioco di ruolo “vecchio stampo”, con visuale isometrica, un aspetto grafico che rievoca i grandi giochi di tre o quattro lustri fa ed un impianto di gioco che è tanto retro quanto soddisfacente. Se quel che cercate è una bella avventura, una storia originale, ambientata in un universo unico, affascinante, gotico e ben caratterizzato, il gioco di ruolo di Spiderweb Software è quello che fa per voi. Bisogna sempre tenere a mente che è il risultato degli sforzi di un pugno di ragazzi con tantissima passione e pochi mezzi economici, e su questo si basa la grande forza del rapporto qualità/prezzo che molti vanno cercando. Imperdibile per gli appassionati di GdR, specie quelli più nostalgici.

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CI PIACE

Graficamente leggero ma dettagliato
Gameplay profondo e soddisfacente
Mondo di gioco e storia originali

NON CI PIACE

Lo stile troppo retro non piace a tutti
Occorre tempo per prendere confidenza con tutti i comandi
Astenersi giocatori occasionali

8Cyberludus.com
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