Ci sono sempre state quelle software house in grado di smuovere dense acque del massificato e omogeno mercato videoludico. Ci sono sempre state e, per fortuna, ci sono ancora. E’ incredibile quanto la ricetta per diversificarsi sia “semplice”, invero lo è solo negli ingredienti. Per essere di rottura con il moderno, quindi presente, basterebbe tirare fuori un po’ di passato e aggiungere un pizzico di originalità (quindi, quasi un futuro). Tra correnti reazionarie e progressiste esiste un solco ben più grande e più profondo degli oceani, eppure questi elementi in perenne contraddizione, mixati, possono portare a prodotti unici. Probabilmente Goichi Suda e i ragazzi di Grashopper, in fondo, non sono che abili alchimisti. Ed eccoci a parlare del loro ultimo prodotto, realizzato insieme al team Digital Reality, ovvero Sine Mora: uno shooter a scorrimento orizzontale vecchia scuola, con elementi di interazione del tempo nella narrazione, manipolazione della percezione del tempo in game e non solo.

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Una storia di vendetta, in mezzo al latino e all’ungherese

Sine Mora è un intrigante commistione di elementi europei, che partono sin dal titolo (e dai titoli degli obiettivi) in latino, che sta per “Senza ritardo”, fino al doppiaggio interamente in ungherese. L’ungherese, che peraltro non è una lingua neolatina, è giustificato dal fatto che i ragazzi di Digital Reality sono proprio ungheresi, mentre il latino, insieme all’italiano, è tra gli elementi del vecchio continente di maggior fascino per il paese del Sol Levante. Il soggetto iniziale è del direttore creativo di Digital Reality, Theodore Reiker, poi plasmato e modificato assieme al team Grashopper fino a creare un curioso ibrido rispetto all’idea di partenza. La storia è quella di una vendetta molto particolare, un padre che intende vendicare il figlio ucciso a tradimento, unito a un atto di vendetta, vestita da insurrezione, di un popolo oppresso, oramai estinto, con l’abilità di viaggiare nel tempo. Per questa ragione la storia, raccontata da lunghi e affascinanti monologhi scritti su schermo bianco su nero e qualche dialogo prima di ogni livello, si svolgerà in maniera non lineare, rendendo la trama avvincente e inusuale, con quel pizzico di originalità che non guasta affatto.

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Classicità (e osticità) senza tempo

Una premessa molto, molto importante: Sine Mora non è affatto un gioco per tutti, tutt’altro, si tratta infatti di un revival di una tipologia di giochi concettualmente complicati. Gli shootem’up obbligano il giocatore a lunghe partite di studio delle meccaniche e dei movimenti dei nemici, in particolare dei boss, il padroneggiamento dei power up da raccogliere e via dicendo. Per quanto la difficoltà di base, cosiddetta “Normale”, si sponsorizzi come “adatta agli utenti inesperti”, la realtà sarà che nel giro di mezz’oretta l’utente abituato ai ritmi moderni avrà quasi certamente gettato la spugna. Gli altri, con un pò di esperienza e maggior pazienza, potranno trovare soddisfazioni e portare a termine il gioco. Un elemento inusuale è dato dalla possibilità di rallentare il tempo, con un barra ricaricabile con i power-up blu, e ci permetterà di schivare gli attacchi nemici più pericolosi anche se dovremo stare attenti: si consumerà piuttosto velocemente perciò cerchiamo di usarla solo quando serve. Nella storia useremo ben tre aerei diversi, in base al personaggio che impersoneremo, caratterizzati da sparo di base e arma secondaria (per un massimo di cinque a disposizione) diverse, cambiando il gameplay quel minimo sufficiente per mantenere alti interesse e concentrazione. Più che ai danni al nostro aereo, dovremo tener conto dei secondi a disposizione. Distruggendo nemici otteremo secondi preziosi, incentivandoci così a sparare a tutto ciò che si muove. A complicare ancora di più le cose, ogni urto contro un nemico, un oggetto o un muro, ci sottrarrà secondi preziosi da recuperare prontamente sul campo di battaglia e, certi scontri con i boss, richiederanno una perfezione stilistica notevole. Il gameplay risulta un perfetto mix tra sincronismo ritmico e tecnica di movimento, l’alchimia di qualsiasi shooter all’antica che si rispetti.

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Aspetto tecnico e longevità

Tecnicamente parlando, Sine Mora è uno dei più riusciti esempi di level design e stile degli ultimi tempi. Una direzione artistica decisamente sopra la media, e dalla continuità qualitativamente costante per tutto l’arco del gioco, unita a una realizzazione grafica dettagliatissima e massiccia rendendo possibile uno stile visivo praticamente unico. Sezioni all’aperto dai colori quasi da “Studio Ghibli” (in molti, nel prologo, non potranno fare a meno di ricordare Porco Rosso di Hayao Miyazaki), sezioni cupissime e grigie in piena tradizione steampunk e anche un pizzico di futuro tra Blade Runner e Ikaruga (basti pensare ad alcuni dei boss finali per farsi un’idea). Il tutto in un incredibile tripudio di colori e miriade di oggetti su schermo, gestiti elegantemente e senza il minimo affanno dalla console Microsoft. Il sonoro, pur non all’altezza dell’aspetto visivo, svolge con efficacia il suo lavoro, con buoni temi di accompagnamento e campionature ambientali efficaci. Aggiunge fascino il convincente doppiaggio in ungherese, rendendo l’atmosfera inusuale, caratterizzandola ulteriormente. Quanto dura Sine Mora? Beh, moltissimo dipenderà da voi. Completare la storia con soli 10 crediti, ovvero vite/tentativi, sarà impresa piuttosto ostile per molti anche alla difficoltà di base, e richiederà un certo studio dei boss e delle sezioni più complicate. A questo scopo esiste proprio una modalità d’addestramento, pensata specialmente per i boss, che potremo affrontare quando vorremo dopo aver superato un livello per la prima volta. Per portare a termine i livelli in modo non consecutivo, ovviamente con la narrazione ugualmente inclusa, i navigati non impiegheranno molto più di due ore alla difficoltà “Normale”. Se si vorrà però raccogliere i 200 obiettivi dovremo sudare davvero moltissimo, per darvi un’idea sarà possibile terminare la storia anche sbloccando solo un paio di trofei da 5 punti obiettivo. Gli obiettivi come medaglie, difatti simboleggeranno il nostro passaggio di grado per il gioco. Si potrebbe poi pensare di finire la storia in “Difficile”, o concentrarsi sulle altre modalità “a punti” dalla difficoltà addirittura più alta…. In altre parole, se siete interessati a finire solo la storia, 1200 MP potrebbero essere troppi ma se avete intenzione di sottoporvi alle torture e alla frustrazione dell’addestramento vi regalerete soddisfazioni che i MP non possono comprare.

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Conclusione

Sine Mora è un gioco per pochi, ma per quei pochi in grado di giocarlo sarà un capolavoro senza fine. Molto più impegnativo della media odierna alla difficoltà più semplice, ostile salendo di difficoltà, irrazionale se volessimo sbloccare tutti i punti obiettivi, semplicemente improponibile per molti altri sotto qualsiasi aspetto. Come molti giochi firmati da Grashopper Manufacture, anche questo gioiellino realizzato assieme agli ungheresi di Digital Reality, è riassumubile nella celebre massima “prendere o lasciare”. Un capolavoro di direzione artistica e level design, mix di culture e stili, impreziosito da una narrazione e una storia tutt’altro che banale, Sine Mora è uno di quei titoli unici, in grado di generare amore e odio, ammirazione e rabbia allo stesso tempo. Uno di quei prodotti imperdibili, eppure così dichiaratamente elitari, in grado quasi di innalzare da solo la cifra stilistica della media qualitativa del game design odierno. Un prodotto di vecchia scuola, appunto.

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CI PIACE

Direzione artistica sontuosa
\nGraficamente di alto livello
\nGameplay sostanzialmente impeccabile
\nDecisamente impegnativo già a Normale…

NON CI PIACE

? ma improponibile da Difficile in poi
\nBassa rigiocabilità per i giocatori d’oggi

8.8Cyberludus.com
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