Resident Evil Revelations

Resident Evil 5. L’odore del Survival Horror ancora addoso, e Chris Redfield a menar cazzotti a destra e a manca, con una compagna di squadra: una scia di proiettili volanti da vivere in due, deserti, monti, aree dissestate e tanti, tanti esseri umani infetti da eliminare. E per molti, con tante buone ragioni, non si è trattato di un Survival Horror, quindi si annulli la prima riga dell’articolo. La ricetta dei ‘Resident Evil’, rinnovata magistralmente con il suo quarto episodio e destinata ad ulteriori cambiamenti con il sesto, ha vissuto, per molti, uno strano stravolgimento-tradimento, tra le urla di chi chiedeva di tornare al passato e di chi, invece, apprezzava la nuova formula, forse troppo ‘non sua’ per sembrare genuina. Poi arriva Resident Evil Revelations e tutto è cambiato, di nuovo, e forse potrebbe essere cambiato per il meglio: perché questa volta non è una villa ma è una nave, non è un deserto ma un luogo isolato, dannatamente claustrofobico, non è una pioggia di piombo ma una sudata sfida alla sopravvivenza… Jill Valentine recupera le sue origini e ad esse ci riconduce, senza tradire il presente. Le pareti della Queen Zenobia scricchiolano… E’ il tempo di far luce su un nuovo mistero bioterroristico…

Cancellata dalla faccia della terra

Terragrigia: una nuova utopia. Una città costruita come una piccola isola, alimentata solo da energia rinnovabile, un paradiso di specchi e pannelli solari in grado di poter fornire tutta l’elettricità necessaria per dare forza a ogni struttura. Un eden tecnologico in terra, fino a quando l’equilibrio viene spezzato dal gruppo di bioterroristi Veltro, che con i loro veleni hanno contagiato tutti gli abitanti: i pochi superstiti sono stati, poi, eliminati da alcuni mostri biologici dalla dubbia origine… L’unica soluzione possibile è stata distruggere tutto, cancellare Terragrigia dalla storia: una nuova Racoon City, insomma… O questo è, almeno, quello che pensano i membri della BSAA mandati ad indagare sul luogo per far luce su questo disastro… Un caso ancora aperto, una pista che ha fatto sparire in mezzo all’oceano l’agente Chris Redfield… Per Jill e Parker un solo indizio, l’ultimo segnale… La nave abbandonata Queen Zenobia … Quali sono i collegamenti tra questa imbarcazione e il caso di Terragrigia? E i bioterroristi Veltro sono stati davvero eliminati?

Equilibrio claustrofobico

Una volta preso il controllo di Jill , con la quale si deve affrontare la maggior parte dell’avventura, sarà semplice notare come molti aspetti sono rimasti invariati dal quarto e dal quinto episodio della serie: movimenti volutamente macchinosi ma insieme fluidi, lontani dalle traiettorie da carro armato degli esordi, con camminare leggere, corse e una facile estrazione di armi ed equipaggiamento per far fronte ad ogni possibile pericolo. Il personaggio e la visuale di gioco si riescono a controllare comodamente sia con che senza il supporto del Circle Pad Pro, e per il giocatore diventa subito immediato comprendere come gestire distanze e spazi, mentre si defila attraverso gli stretti corridoi di una nave pregna di malvagità. Nonostante tutta questa facilità di movimento, però, qualcosa di antico sembra risorgere: in ogni angolo della stanza ci troveremo di fronte a oggetti da recuperare, indizi da analizzare e scritti da leggere o da raccogliere… Si sente forte il profumo dei vecchi file, i documenti disseminati all’interno della vecchia villa, pronti a svelare tutti i segreti della trama di fronte agli occhi e alle meningi di noi ignari avventurieri. Non mancano nemmeno importanti oggetti speciali (emblemi e chiavi dalle strane forme solo per citarne alcuni) e luoghi dove interagire con lo schermo a tocco, sfruttando le nostre abilità manuali per risolvere puzzle semplici, posizionati in giro e amalgamati in maniera perfetta, incapaci di spezzare la tensione. Le stanze della nave, piene di mobili pericolanti sbriciolati su spazi angusti, sono piene di temibili creature melmose dal vago aspetto umano, pronte a trasformarci nella loro cena al nostro primo errore: le armi a nostre disposizione, tuttavia, non basteranno a risolvere i nostri problemi… Di nuovo, i proiettili saranno quasi sempre insufficienti, la resistenza dei nemici strenua e il potenziale del nostro coltello limitato: la fuga strategica sarà nostra grande amica, insieme ad alcuni strumenti di modifica da applicare al nostro armamentario per renderlo più efficace e letale, senza mai mutarci in armi di distruzione di massa; nella stessa forma, con qualche gradita limitazione, tornano le erbe e le armi secondarie, e tutti questi elementi si uniscono in un equilibrio perfetto, capace di mettere d’accordo gli amanti della sopravvivenza e quelli della devastazione. Una paura che offre qualcosa per tutti, finalmente e dopo tanto tempo. Da ultimo è necessario citare lo scanner ‘Genesis’, il quale ci permetterà di effettuare alcune ricerche sui nemici (vivi o morti), di trovare oggetti segreti o indizi nascosti… non è sempre facile utilizzare le sue peculiarità, specie quando si è circondati da mostri brutti e cattivi, ma il gioco vale spesso la candela: ogni ricerca completata, infatti, viene ricompensata da una sempre utile erbetta verde!

L’imprecisione di tanti volti

Non sarà Jill Valentine l’unica protagonista ad accompagnare il giocatore nella scoperta del caso Veltro: molti altri volti, noti o meno, della serie ‘Resident Evil’ faranno capolino di tanto in tanto come personaggi giocabili, offrendo una notevole varietà di situazioni, stili di gioco e ambientazioni; ogni frammento del puzzle andrà a completare la storia della distruzione di Terragrigia e di tutti i suoi misteri ma sarà impossibile non notare un punto comune, una piccola ferita che affligge ogni parte delle sezioni in-game: per quanto gli ambienti (alcuni effetti di luce e fumo sono meravigliosi) e i modelli dei personaggi siano stati realizzati con una minuzia impressionante per una console portatile, lo stesso non si può dire per i loro volti. Non solo i protagonisti non muoveranno la bocca durante i dialoghi ma appariranno scialbi, quasi privi di texture, freddi e irrealistici, come di fronte a una prestazione poco convincente ripescata da tante generazioni videoludiche passate. Si tratta di un contrasto forte, specie se specchiato, come già affermato, con i meravigliosi modelli e con ambienti rifiniti in ogni particolare, dalla parete decorata alla più insignificante delle sedie. Per fortuna, il comparto sonoro non soffre delle stesse discordanze: ogni musica riesce, come in passato, ad instillare un sano e genuino senso di tensione, unita ad effetti sonori improvvisi, pieghe metalliche agghiaccianti e ringhi dall’elevato spessore spaventoso. Il doppiaggio, inoltre, è realizzato in ben cinque lingue, tra cui italiano (solo discreto), inglese e giapponese: questo permetterà al giocatore di scegliere la propria esperienza uditiva seguendo il suo personalissimo gusto. Alla fine di ogni ‘livello’ della Campagna, opportunamente diviso in episodi, sarà visualizzato un ‘riassunto della puntata precedente’: si tratta di un breve filmato che recupera gli eventi appena giocati inserendoli in un contesto quasi cinematografico, con una regia audio e video da far invidiare ai migliori trailer, tanto che ci si trova sopresi di fronte all’esaltazione che si può provare mentre, di fronte ai nostri occhi, scivolano le immagini di quello che abbiamo appoena vissuto! Oltre alla modalità Campagna sono disponibili alcune vie di gioco extra, tra cui le missioni, simil-obiettivi di cui occuparsi durante il gioco, e la modalità Raid, vicina alla modalità Mercenari presentata su console e dal quasi omonimo titolo 3DS, Resident Evil Mercenaries. Il tutto, inoltre, è perfettamente compatibile con le funzionalità StreetPass della console, ampliando gli orizzonti di condivisione tra giocatori.

Conclusioni

Resident Evil Revelations è un Survival Horror. E ognuno di noi sa perfettamente quanto una frase come questa, dopo la spedizione con Chris nelle terre dell’Africa, non sia più così scontata. Il sentimento della paura riemerge forte tra gli sporchi corridoi di una nave che trasuda mistero e sangue da ogni anfratto, da ogni serratura, da ogni scricchiolante porta. Jill riprendere in mano il suo ruolo, farci sentire piccoli e (quasi) inermi di fronte a nemici ben più potenti, tremanti di fronte alla consapevolezza che questa volta, di nuovo, la forza bruta non basta: la materia grigia torna a regnare, l’esplorazione e l’analisi tornano padrone incontrastate, e il tutto in un ambiente pieno di fascino e di splendidi particolari. Novità e tradizione finalmente riescono a riunirsi, e lo fanno su una console che, nonostante il suo anno di vita, sta ancora ‘nascendo’ e crescendo, con passi altalenanti ma sempre più sicuri, a tratti quasi spavaldi. La paura in tasca, con uno stile quasi impeccabile: la storia Capcom ci ha insegnato che è questo è possibile, e il presente ne è un’ulteriore, strepitosa conferma.

CI PIACE

Ci permette di vagare con lo spavento in tasca
\nDoppiaggio multilingua, ideale per ogni orecchio
\nGameplay interessante per ogni palato: vecchio e nuovo finalmente insieme!
\nA tratti, tecnicamente impressionante

NON CI PIACE

I volti dei personaggi e alcuni dettagli sono piuttosto imprecisi
\nEffetto tridimensionale spesso poco interessante

8.5Cyberludus.com
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