E’ il momento di farsi le ossa

Diciamocelo: dal primissimo annuncio di Playstation Move , la nostra invidia nei confronti di Nintendo Wii e del prodigioso Wii Remote si era gradualmente appianata, fantasticando su giochi rivoluzionari e su un modo tutto nuovo di concepire il divertimento sulla nostra console Sony preferita. E’passato un anno e mezzo dall’arrivo del controller luminoso nelle nostre case; eppure, la line-up dei titolo e la possibilità di sostituire il Dualshock 3 nei titoli più disparati, non hanno ancora saziato la voglia di vivere esperienze coinvolgenti e più interattive che mai, soprattutto con l’arrivo di Kinèct in casa Microsoft.

Finchè Zindagi Games , gli autori dell’ottimo Sport Champions, non hanno presentato, durante lo scorso E3 di Los Angeles, Medieval Moves: Intrighi Scheletrici , action/adventure dal fascino squisitamente medioevale, appositamente pensato per le meccaniche tipiche dei sensori di movimento Sony .

Il gioco è finalmente arrivato nei negozi e vi diciamo sin da ora che ci ha letteralmente stregati.

Impugnate spada, scudo e arco dunque: è tempo di salvare il nostro reame!

C’era una volta un bambino che diventò.. uno scheletro!

Era una bella vita quella del giovane principe Edmondo: un regno pacifico e felice, sudditi devoti, un bel castello e tanti progetti per il futuro, come quello di diventare un prode cavaliere e difensore del reame. Peccato che, durante uno dei suoi impegnativi allenamenti, tutti i suoi sogni verranno infranti dall’improvvisa apparizione del perfido Morgrim il Nero, uno stregone pronto a tutto pur di mettere le mani su un potente amuleto magico. La situazione precipita nel caos più totale: l’intero regno viene contaminato dalla magia e tutti gli abitanti trasformati in scheletri feroci e bramosi di sangue.

La sorte non risparmia nemmeno Edmondo, costretto ad assumere le sembianze di un inquietante mucchietto d’ossa. Per sua fortuna, i pochi insegnamenti sul campo d’addestramento, gli hanno conferito le abilità necessarie per sventare la minaccia che attanaglia il suo popolo, per recuperare i quattro frammenti dell’amuleto  e infine sconfiggere una volta per tutte Morgrim il Nero.

Piacevole e divertente la trama di Edmondo (o Moribondo per meglio dire!): una storia che vede un bambino crescere improvvisamente per diventare uomo, attraverso il coraggio e la lotta contro l’oppressione dei potenti. Il tutto presentato attraverso una narrazione ben costruita e ricca di personaggi strampalati e mai noiosi.

Medieval World

Il comparto tecnico di Medieval Moves ci ha subito colpiti dalle primissime immagini mostrate l’anno scorso: oggi possiamo confermare che il tutto gira ottimamente sulla nostra fida Playstation 3 . Standing ovation per il design di ciascun livello, fantasioso, esagerato e ricco di particolari che non possono non piacere. Segrete nascoste nel sottosuolo, sale del castello, laboratori di magia oscura, strade cittadine, campagne infestate e tantissime altre locations faranno da sfondo alla nostra avventura, ricca di colori brillanti, effetti speciali luminosi e tanta atmosfera comico-fiabesca. Un plauso ai nemici del gioco e ai boss: spassosi e accattivanti all’unisono. A livello di poligoni, il lavoro svolto non fa certo gridare al miracolo: alcune texture non sono ben rifinite e le animazioni non sono proprio al top. Ma è anche vero che questa produzione non nasce per superare gli standard attuali, ma per divertire con stile e fantasia, e in questo Zindagi Games ha centrato in pieno il bersaglio.

Ottimo il comparto audio invece, caratterizzato da un doppiaggio in italiano realizzato a regola d’arte da attori ben noti e presenti nella maggior parte delle produzioni Sony degli ultimi tempi.

La colonna sonora vanta motivi divertenti e scoppiettanti, alternati a pezzi epici di stampo medioevale, che non gustano alla natura di questo titolo, a tratti spiritosa, ma anche evocativa in determinati frangenti.

En garde con Playstation Move** **

E passiamo al gameplay, frenetico cuore pulsante dell’intera produzione: sistemate accuratamente Playstation Eye e calibrate Playstation Move a dovere. Selezionato il livello di difficoltà, possiamo lanciarci in questa fantastica avventura ricca di insidie e dove stare all’erta diventa cruciale per sopravvivere. I primissimi minuti saranno fondamentali, in quanto fungeranno da vero e proprio tutorial per impratichirci con le meccaniche di gioco e padroneggiare le features più interessanti.

Il modello poligonale di Moribondo e la telecamera saranno, per la maggior parte del tempo, gestite dalla CPU, un po’ come accade negli sparatutto su binari: al giocatore spetterà il controllo dei movimenti e della visuale libera solo per attaccare e difendersi dalle orde di nemici mandati a farci la pelle (o le ossa per meglio dire).

Agitando correttamente il Move, potrete simulare diversi fendenti con la spada: badate però che i nemici non sono stupidi e colpiranno determinate parti specifiche del vostro corpo. Sarà compito vostro antipare tempestivamente le mosse e contrattaccare. Arriva per fortuna in aiuto lo scudo (premendo il tasto Move) che, pur non coprendovi interamente, si rivelerà (tempismo permettendo) un ottimo strumento di difesa, soprattutto quando vi scaglieranno contro oggetti di ogni sorta. Il nostro giovane eroe può anche contare su gingilli interessanti studiati per gli attacchi a distanza: le stelle da lancio sono l’ideale per levarci di torno i nemici troppo invadenti, mentre l’arco e le frecce andranno benissimo per colpire i furfanti nascosti ad esempio in zone sopraelevate o per attivare ingranaggi o esplosivi. Basterà un leggero movimento del controller per attivare le stelle e la simulazione della freccia che tiriamo dal nostro arco virtuale è sempre appagante, proprio come quella di far finta di bere il latte dalla bottiglia (un massimo di tre nel nostro inventario) per ripristinare la nostra salute. Oggetti dello scenario distrutti  e nemici uccisi rilasceranno denaro da raccogliere. Avanzando lungo i livelli, metteremo le mani su ordigni di vario genere (come gli esplosivi); ma il rampino rimane l’oggetto più utile di tutti, in grado di farci superare ostacoli e superare rompicapi altrimenti impossibili.

Move  offre una precisione millimetrica e la risposta ai comandi risulta praticamente immediata. Un controller va benissimo, ma se a casa disponete di due Move il divertimento ne guadagna in coinvolgimento, soprattutto quando dovrete “impugnare” lo scudo e l’arco.

La campagna principale vanta una longevità che va dalle otto alle dieci ore per arrivare ai titoli di coda. Ma non è tutto: i ragazzi di Zindagi hanno pensato anche agli appassionati delle sfide in multiplayer locale per due giocatori  e online.

Segnaliamo la modalità “Guardia Reale”, dove sarete chiamati a custodire un amuleto contro schiere di nemici desiderosi di impadronirsene e “Invasione”, dove gli utenti della rete saranno catapultati in una sorta di arena virtuale per resistere il più possibile agli attacchi degli scheletri, avendo la possibilità di combattere in cooperativa con un amico. Non dimenticate di consultare le classifiche online!

Conclusioni

Medieval Moves: Intrighi Scheletrici rappresenta assieme a Sport Champions (realizzato anch’esso da Zindagi Games) un motivo imprescindibile per avere Playstation Move e vantarsene con gli amici. I personaggi e l’universo che schiacciano l’occhio ai racconti medioevali (ma senza prendersi troppo sul serio), il comparto tecnico non eccelso ma ben curato e infine un gamaplay accattivante e coinvolgente, rendono questa produzione un acquisto obbligato per tutti coloro che attendevano un titolo divertente ma profondo, con il quale sperimentare la precisione del controller di movimento Sony e, perché no, un ottimo acquisto natalizio (dato anche il prezzo più che ragionevole) per i vostri amici più cari. Buon Natale a tutti!

CI PIACE

Finalmente un’avventura degna di essere giocata con Playstation Move
Narrazione, doppiaggio, atmosfera, design e personaggi!
Ottima longevità
Controlli precisi..

NON CI PIACE

..nonostante qualche incertezza nella risposta ai comandi
Piccole sbavature tecniche
Forse si poteva osare di più

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