Imageepoch : piccola software-house nipponica, prevalentemente dedita al settore dei jrpg (“The Last Ranker”, “Luminous Arc”, “7th Dragon”), è cresciuta molto nel corso degli ultimi anni. Malgrado la maggior parte dei suoi titoli siano rimasti esclusivi per il Giappone, i vari distributori statunitensi ed europei stanno sempre più guardando positivo verso la compagnia dati i graduali successi che sta ottenendo.

Lo scorso Novembre, i maggiori leader di Imageepoch hanno rilasciato una lunga conferenza stampa nella quale annunciarono lo sviluppo di numerosi titoli (prevalentemente su PSP e Pc); fra questi figura ” Tales of the Last Promise ” (conosciuto anche come “Final Promise Story” – probabilmente per via dell’evidente richiamo alla ventennale serie “Tales of…” di Namco-Bandai.). Il gioco è il più importante fra tutti quelli annunciati, questo perché è il primo ed unico completamente prodotto e pubblicato direttamente da Imageepoch. Già disponibile dallo scorso 28 Aprile in Giappone, di recente è stata annunciata una collaborazione con NIS America per distribuire il gioco anche sul suolo statunitense ed europeo.

Quando si fanno le cose in grande…

Prima di andare a vedere cosa ci riserverà questo gioco, è doveroso soffermarci sulle figure che lo hanno sviluppato: Ryoei Mikage, CEO della compagnia, si è personalmente occupato della direzione dello sviluppo; il produttore invece è Yosuke Uda, già noto ai fans della serie MegaTen in quanto ha lavorato a due dei migliori jrpg della scorsa generazione (Shin Megami Tensei: Lucifer’s Call e Persona 3); inoltre, Chinatsu Kuramoto ha condotto il compito di character designer e la colonna sonora è stata composta da GainGauge (compositore di diversi anime di successo nipponici).

I nomi che hanno dato vita a questo titolo sono sicuramente di rilievo, il ché fa sicuramente ben sperare per la qualità del prodotto. Inoltre (cosa non confermata per noi europei), assieme al lancio del gioco, ai punti vendita sono stati forniti dei set di adesivi ufficiali per PSP 2000 e 3000 raffiguranti artworks dei personaggi. Come se non bastasse, è stata prodotta anche una collana di gadgets (fra cui carte telefoniche, copertine, ecc.) per sponsorizzare al massimo il lancio del gioco.

Piccole manovre di marketing che comunque fanno ben intendere quanto Imageepoch creda nelle potenzialità del suo prossimo titolo.

Industrializzazione e Magia

Il gioco è ambientato nel regno di Yggdra. Sin dagli albori, le civiltà che l’hanno popolato, godettero dei benefici derivanti dall’utilizzo della magia ed era da tutti considerato un posto ideale dove vivere. Negli ultimi anni però, l’impero industriale conosciuto come “Savi Chantier” ha iniziato a surclassare quest’elemento ed a sfruttarlo per scopi malvagi.

Il protagonista sarà Wolf, leader dei sette cavalieri denominati come “Messiah”, i quali hanno il compito di salvare le persone dalla disfatta del regno. Malgrado il talento naturale sia come mago che come spadaccino, Wolf ancora non è conscio di quello che sarà il suo compito: è l’eroe prediletto a brandire la leggendaria spada “Xandu” e riportare il suo regno allo splendore d’un tempo.

Ripresa dei valori passati (perduti?)

Tales of the Final Promise, quando venne annunciato, venne definito come un jrpg in grado d’offrire un battle-system altamente strategico ed una profonda storia. Mikage ha assicurato che la difficoltà di gioco sarà molto elevata, per via di nuovi sistemi che ha deciso d’implementare nel gioco che richiederanno ai giocatori un elevata abilità strategica; sbilanciandosi, affermò che il suo intento fu quello di creare un gioco ai livelli di quelli che uscivano negli anni ’80, molto più difficile rispetto ai jrpg del giorno d’oggi.

Una delle caratteristiche che più in pieno rispecchiano tale filosofia è la gestione della morte dei personaggi, suddivisa in due tipi: da una parte, la morte per perdita di HP (punti vita) che provoca una semplice esclusione dal combattimento, dall’altra, quando un personaggio finisce gli SP (punti anima) muore definitivamente abbandonando l’avventura. Quest’ultima, può rivelarsi però anche positiva dato che prima di scomparire, il personaggio esegue una sorta di sacrificio finale dalla potenza devastante: anche morire in modo definitivo può rivelarsi una strategia per battere un boss od un potente nemico. Dosare gli SP sarà quindi fondamentale, soprattutto perché le abilità dipendono dal loro utilizzo. Infine, l’IA avversaria è stata studiata per tener testa al giocatore proprio da un punto di vista tattico, dal momento che modificherà le proprie strategie ed attinenze in battaglia a seconda della situazione e del modo di combattere del giocatore.

Anche la longevità, per un titolo PSP, sarà molto elevata: promesse 50 ore per il completamento della storia principale, si arriverà a più di centinaia (addirittura 400) per sbloccare tutti i personaggi e finali disponibili.

Un jrpg coi fiocchi

E’ da moltissimo tempo che i fans del genere chiedono un gioco così: basato su fondamenta classiche, un battle-system a turni, una difficoltà elevata che offre un gran livello di sfida, una trama profonda ed articolata ed una longevità di rilievo.

Malgrado le dimensioni della compagnia ed il duro lavoro speso per produrre il gioco, Imageepoch dimostra anche gran solidarietà: dalla vendita di ogni copia verranno detratti 500 yen, questi saranno donati per i fondi di ricostruzione del Giappone in seguito al terremoto che l’ha messo in ginocchio.

Imageepoch, che sia in arrivo la “Squaresoft della prossima generazione”?