Giochi come Patrician IV non escono esattamente tutti i giorni. Certo, ci sono Civilization e compagnia bella: ma quanti giochi possono permettersi di trattare un argomento o un momento storico precisi senza che questo pesi troppo sulle tasche di chi li sviluppa e di chi li produce? Purtroppo, con la crescita del mercato, siamo destinati a veder sparire – o, per lo meno, a non spuntare più – giochi come questo, se non altro perché le esigenze videoludiche degli ultimi tempi vertono sempre più non solo alla massificazione selvaggia di controlli, scelte di design e quant’altro, ma anche dei singoli contenuti trattati in un videogioco. Fortuna, allora, che gli appassionati possono contare su saghe come quella di Patrician, la cui fama, precedendole, ne avrà ancora un bel po’ prima di cedere alle esigenze di mercato.

Il Patrizio

Patrician, per chi non ci ha mai giocato, o semplicemente non ne ha mai sentito parlare, ci chiede di calarci nei panni di un eclettico e astuto mercante che, partendo da piccole transazioni commerciali, è destinato a raggiungere le vette più alte del potere. Nel caso specifico di Patrician IV, il nostro obiettivo sarà quello di diventare sindaci o governatori della nostra città; il gioco è ambientato nel XIV secolo, e grazie ad esso potremo visitare (con una visuale a volo d’uccello) le città che, a partire dal XII secolo, fino al XVII costituirono la Lega Anseatica, come Stoccolma, Oslo, Londra o Colonia.

La nostra carriera sarà regolata in modo realistico, e progredirà, oltre che di pari passo con il susseguirsi delle missioni, con coerenza rispetto ai nostri effettivi risultati in campo marittimo, commerciale, politico. I nostri domini, da semplici possedimenti commerciali, si estenderanno a intere flotte, tanto mercantili quanto militari o, perché no, pirata. Una volta racimolati i soldi necessari, potremo cominciare a produrre noi stessi materiali, in modo da rivenderli e ridurre al minimo le spese. Allo stesso modo potremo intraprendere strategie aggressive e definitive nei confronti dei nostri concorrenti, cercando di ottenere il dominio assoluto attraverso la politica, o avvalendoci del mercato nero per essere in vantaggio rispetto ai mercanti più onesti. Tutto quello che faremo in Patrician IV indurrà l’Intelligenza Artificiale a reagire in modo realistico e tempestivo. L’IA però non sarà l’unica a dover reagire: avremo infatti modo di affrontare situazioni critiche come carestie, epidemie o anche problemi maggiormente logistici, come l’emigrazione. Tutti i nostri risultati, oltre che convogliare verso il nostro “portamonete” virtuale, influenzeranno la nostra reputazione, elemento di gioco fondamentale, specialmente nelle ultime battute.

Ricchi a breve termine

Sostanzialmente, l’essenza di Patrician non è stata compromessa. Quello che invece si può notare, al di là della realizzazione grafica, nettamente superiore a quella del terzo capitolo della saga, è l’assoluta e piacevole immediatezza dell’interfaccia, che (finalmente!) non richiede più due ore di manuale e quattro di tutorial per essere compresa e sfruttata al massimo delle sue possibilità. Tutti questi miglioramenti, però, hanno inevitabilmente inficiato sulla longevità, che si attesta su livelli medi per il genere (20-25 ore), a dispetto del suo predecessore, che con sette diverse campagne giocabili (contro l’unica offerta da Patrician IV) permetteva di godersi il proprio impero commerciale decisamente più a lungo. Inoltre, il gioco è deficitario di una modalità multiplayer, sebbene questa fosse presente in Patrician III.

Fortunatamente, tutto questo è compensato da una quantità di contenuti interni alla campagna principale davvero memorabile. Le missioni sono ricche di varietà e anche le opzioni a nostra disposizione altrettanto innumerevoli. Tornano, tra l’altro, le tanto amate battaglie navali, che assumono un sapore tutto diverso anche grazie alla veste grafica tridimensionale. Purtroppo, quest’aspetto del gioco non risulta ancora del tutto convincente: volendo affrontare manualmente una battaglia, soprattutto nel caso questa sia di proporzioni notevoli, il sistema di controllo è ben poco agevole e immediato.

Se proprio, invece, avessimo qualcosa di cui lamentarci, questa sarebbe senz’altro la realizzazione delle città. La grafica di Patrician IV è snella, funzionale e piacevole alla vista, ma avrebbe potuto essere sfruttata in maniera più sobria ed elegante; le singole città si differenziano più per le caratteristiche del territorio, che non per gli elementi architettonici e strutturali. Tra l’altro, sono veramente minuscole e a volte hanno più l’aria di borghi marittimi: era qualcosa che si poteva tranquillamente evitare, con un motore grafico come quello usato in Patrician IV. Fortunatamente questo non scalfisce il realismo del gioco, che può vantarsi anche di un ricco sistema di abilità dedito a personalizzare il nostro alter ego. In sostanza, quello che Patrician perde in longevità, lo guadagna in rigiocabilità, anche grazia all’immancabile modalità libera, il fulcro principale del gioco, una volta completata la campagna principale.

Il comparto audio è sopra la media, anche grazie al doppiaggio di ottima qualità, completamente (e ottimamente) localizzato nella nostra lingua: segno inequivocabile della piacevolissima attenzione che FX ha verso i propri prodotti, offrendoli anche a prezzi accattivanti, per altro con confezioni e manuali di tutto rispetto – è il caso di Patrician IV, che oltre ad un manuale a colori comprende anche una mappa in cartoncino dell’Europa Settentrionale.

Conclusioni

Tanto di cappello a Gaming Minds, che ha confezionato un gestionale realistico, originale e dalla giocabilità immediata e profonda. L’unico cruccio resta con l’assenza di una modalità multiplayer o di qualche campagna in più. Ma, se potete sorvolare su questo (o meglio, circumnavigare) e vi interessa il genere, allora Patrician IV è un prodotto da acquistare ad occhi chiusi, specialmente considerando il prezzo (19,95 ‘

CI PIACE

Variegato
Bella ambientazione
Giocabilità migliorata

NON CI PIACE

Breve
Niente multiplayer

8Cyberludus.com
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