La serie ‘Final Fantasy’ sembra non voler morire davvero mai, come a voler ignorare tutti gli ostacoli e le critiche alle quali ha dovuto fare fronte sia per ‘Final Fantasy XIII’, non apprezzato da tutti, sia per il recentissimo MMORPG “Final Fantasy XIV”. Il costante binomio Square-qualità non si è assolutamente sciolto ma molti, forse a causa del peso degli anni, iniziano a non notarlo più, con una sempre crescente diffidenza di fronte alla serie che ha reso i J-RPG quello che sono oggi. Nonostante tutto, su Nintendo DS, la serie ha sempre goduto di una discreta fortuna: i due remake di “Final Fantasy III” e “Final Fantasy IV” hanno registrato un grande successo grazie alla loro pregevole fattura e alla difficoltà appagante, e questo stesso discorso si può certamente estendere ai vari spin-off legati alla serie “Tactics” e al gioviale “Final Fantasy Fables: Chocobo Tales”. Questo “The 4 Heroes Of Light”, in realtà, rientra proprio in questa categoria: si tratta di uno spin-off che si distacca dalle strutture della serie ufficiale per intraprendere una via diversa, forse ancora più avvincente! Vediamo insieme se questi quattro nuovi eroi hanno le carte in regola per conquistare la gloriosa luce della vittoria!

In viaggio per salvare Horne

Horne è una delle città più importanti del regno: la sua prosperità è nota in tutto il continente ma qualcosa sembra scuotere la sua placida tranquillità. La principessa Aire è stata rapita dalla strega del nord e il re chiama al suo cospetto il giovane Brandt per andare a salvarla: il ragazzo non sembra essere molto convinto, del resto si tratta di una missione molto pericolosa, ma decide ugualmente di eseguire l’ordine. Percorrendo la via che conduce alla cava della strega, Brandt incontra Jusqua , un vecchio amico, e Yunita , una giovane soldatessa che vive col solo scopo di proteggere la principessa Aire da ogni avversità. i tre, così, si riuniscono e riescono a sconfiggere la strega, ma quest’ultima riesce, esalando l’ultimo respiro, a maledire la città di Horne, tramutando tutti gli abitanti in pietra. I tre giovani, insieme ad Aire, vengono interpellati da un grosso cristallo magico e diventano i nuovi guerrieri della luce, gli unici eroi in grado di riportare la pace in un mondo dove le tenebre, a quanto pare, stanno prendendo il sopravvento senza farsi notare troppo.

Quando meno possibilità rendono di più

Il giocatore, durante l’avventura, controllerà i quattro eroi della luce a combinazioni alterne: la narrazione eccellente rende i tratti caratteriali nella maniera più ottimale possibile e non sempre tutti vorranno partecipare o meno a missioni e combattimenti assortiti. Nel caso non si controllassero tutti gli eroi, comunque, capiterà spesso di trovare degli alleati provvisori (leggermente più forti) i quali potranno essere utilizzati come supporto alle proprie battaglie. Ogni personaggio può portare con sé un massimo di 15 oggetti, equipaggiamento compreso, tutti gli oggetti che superano detto limite potranno essere accumulati all0interno di un baule, che si potrà riempire o svuotare liberamente negli appositi negozi sparsi per le varie città del gioco.

Il sistema di combattimento, punto cardine del titolo, si dimostra molto simile a quello dei “Final Fantasy” regolari, ma con alcune sostanziali differenze: resta la struttura a turni, dove nemici e guerrieri si alternernano in attacchi, magie e utilizzo di abilità e oggetti, ma non è più possibile scegliere il bersaglio: adesso è il gioco a scegliere l’obiettivo migliore per l’azione. Sulla carta sembra di trovarsi di fronte a una grave mancanza, del resto, nei precedenti episodi, la possibilità di scegliere il bersaglio giusto al momento giusto poteva davvero decidere le sorti degli scontri più concitati… Tutto il contrario… La selezione automatica non solo non sbaglia praticamente mai un colpo, riuscendo perfettamente a capire quale sia il migliore bersaglio fra i tanti disponibili scegliendolo tra la fila principale e le retrovie, ma permette di inanellare le varie combinazioni comodamente, senza dover meccanicamente selezionare tutto, rendendo il titolo molto più veloce e appetibile. Ogni azione di combattimento ha un prezzo, rappresentato dagli Ability Point, sfere gialle che si riempiono automaticamente, una per turno, nel corso del combattimento o con una velocità maggiore grazie all’abilità gratuita ‘Boost’ . Come se non bastasse, anche l’empatia del gruppo può aiutare a rifornirsi di AP più velocemente: se un nemico infligge danno o uno status negativo a uno dei quattro eroi allora esiste la possibilità che gli altri tre, guidati da un impeto di vendetta, guadagnino un punto abilità extra all’inizio del turno seguente. Al termine di ogni combattimento, gli eroi presenti vengono ricompensati con dell’esperienza, utile, al solito, per aumentare di livello e poter sconfiggere nemici più potenti, e alcune gemme, altro punto cardine del gameplay di questo intrigante titolo.

I ‘gioielli’ della ‘corona’

Ogni volta che il cristallo della luce farà la sua frastornante apparizione, gli eroi riceveranno due nuove ‘ corone’: le corone, nell’universo di “The 4 Heroes Of Light”, distinguono le varie classi, i mestieri che gli eroi possono intraprendere per specializzarsi e rendersi più utili durante l’avventura e le battaglie. Il gioco conta un totale di 28 corone , con un fattore di personalizzazione che non è mai stato così elevato, specie su una console portatile. Ogni guerriero può indossare a suo piacimento, una per volta, tutte le corone e può aumentare il loro livello grazie alle gemme che si ottengono in battaglia: ogni corona, infatti, contiene una certa combinazione di incavi da riempire con i gioielli; una volta chiusa una serie di gemme la corona aumenta di livello, garantendo al suo indossatore una nuova abilità, più potente, legata alla classe di rappresentanza. Le varie classi tradizionali, come ‘guerriero’, ‘mago bianco’, ‘mago nero’, ‘ladro’ ecc. sono tutte presenti ma non mancano alcuni mestieri decisamente più curiosi: la classe ‘mercante’, per esempio, è specializzata nel recupero di gioielli più preziosi rispetto alla norma; altre classi possono ottenere più vantaggi dagli oggetti e altre ancora rendono l’eroe un vero e proprio padrone degli elementi naturali. Le gemme, inoltre, sono l’unica fonte di guadagno monetario del gioco ma bisogna venderne in quantità davvero ridotta, visto il loro differente grado di reperibilità, in quanto ogni singolo prezioso sassolino è essenziale per la buona riuscita di una strategia improvvisa (specie se si pensa che, in qualche sezione del gioco, sono anche utilizzabili per spartani upgrade del proprio equipaggiamento fisico).

La fallimentare carta dell’audacia

L’aspetto tecnico è sicuramente il tratto che meno convince di questo “Final Fantasy: The 4 Heroes Of Light”: non che sia brutto da vedere o da ascoltare… Il problema è un altro… Sia graficamente sia musicalmente il titolo è troppo audace. E’ necessaria una spiegazione: la grafica, tendente allo stile super-deformed con meravigliose tinte pastello , rende il clima troppo leggero e entra in contrasto con una colonna sonora che mischia sonorità 8-bit con strumentazioni e tecniche musicali decisamente più avanguardistiche. L’unione di questi due aspetti finisce per stonare, come se Square-Enix avesse cercato di mettere il piede in due staffe senza considerare l’equilibrio estetico del prodotto: per fortuna, la colonna sonora si rivela estremamente dinamica, adattandosi perfettamente ai contesti bellico-narrativi del titolo. E’ presente anche un’interessante modalità multiplayer che permette di affrontare i combattimenti insieme a un massimo di tre amici per guadagnare dei Battle Points, una nuova valuta di scambio per ottenere vari oggetti e armi.

Conclusione

Square-Enix fa centro puntando su una carta spesso trascurata: quella della semplicità. Niente più bersagli, niente più scelte macchinose: ora è il software che aiuta a decidere e il giocatore non può che apprezzarne le meravigliose competenze. La struttura narrativa solida e il tremendamente corposo numero di classi rendono questo “The 4 Heroes Of Light” una vera e propria ‘luce’ per tutti quegli eroi che non sono rimasti troppo affascinati dal tredicesimo e dal quattordicesimo episodio della serie regolare. Se si è pronti ad affrontare un viaggio lungo, divertente e molto difficile allora lasciare che il cristallo vi guidi verso le prossime battaglie: la città di Horne sta aspettando il vostro aiuto!

CI PIACE

28 classi sono davvero tante!
\nStruttura narrativa sorprendente, e ormai non è più scontato
\nSistema di combattimento semplificato ma quasi più efficace!

NON CI PIACE

Grafica e colonna sonora (troppo audace) stonano
\nViolentemente difficile

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