Finalmente il momento è giunto : stringo la mia copia di Enslaved fra le mani. Lo ammetto, non è l’ incipit migliore per quella che s’intende dovrebbe essere una “recensione oggettiva” , ma se si analizzano per bene le premesse è facile capire le ragioni di quest’eccitazione.

Enslaved** rappresenta una delle più concrete manifestazioni di ribellione alle ultime tendenze di game developing : in un mercato dove l’inflazione degli fps costringe il comparto narrativo a un mero casus belli , e il continuo imporsi della componente multiplayer schiaccia l’esperienza in singolo a brevi scambi di fuoco e proiettili senza sapore, il prodotto targato Namco Bandai a gran voce richiama il giocatore a un’esperienza più completa, che trascenda il mero entertainment videoludico . A testimonianza di questa volontà, anzitutto, la software house che si è occupata dello sviluppo, Ninja Theory , già autrice dello splendido Heavenly Sword , esclusiva Playstation 3 che spiccava per l’incredibile cura tecnica, oltre che un comparto storytelling assolutamente impeccabile; ma anche e soprattutto, la presenza di grandi firme del cinema, quali il nome dietro la storia di Enslaved, Alex Garland , autore di The Beach e 28 Days After , e il responsabile direzione artistica, Andy Serkis , celebre per Il signore degli Anelli e **King Kong .

Scopriamo assieme se la creatura Ninja Theory rappresenta realmente un’ancora di salvataggio, o se noi, giocatori legati a un concetto così antico di videogioco, siamo destinati ad affondare con la nostra nave.

Donne, croce e delizia di noi eroi.

Come anche il titolo completo suggerisce, Enslaved: Odyssey to the West è ispirato al romanzo cinese A Journey to the West , novella, basata su un’antica leggenda buddista, alla quale si sono ispirati a loro volta in tantissimi, dal romanzo inglese Monkey ai celebri manga di Goku, Saiyuki e Dragonball .

L’ambientazione e l’antefatto offerto, tuttavia, è del tutto originale. Tra centocinquanta anni, della razza umana non rimarrà nulla, se non sparute colonie umane che disperatamente lottano per la sopravvivenza, resistendo alla repressione della presenza dominante del pianeta: spietati robot , che mirano al controllo totale della terra, e la schiavitù degli uomini rimasti.

Il protagonista della vicenda è Monkey , eroe rude, che in tutto e per tutto ricorda il personaggio del romanzo originale ( ma anche le opere ispirate ), come testimoniato dal rosso attorno agli occhi, il foulard giallo alla vita, e ovviamente il bastone come arma. La scimmia, per tutta la sua vita non ha fatto altro che scappare dalla minaccia robotica, ma nelle prime sequenze di gioco, lo ritroviamo su una nave prigione, assieme ad altri schiavi umani. E’ qui che il nostro alter-ego fa la conoscenza di Trip , co-protagonista femminile del gioco (i cui lineamenti non possono che rimandare a Nariko , protagonista della scorsa produzione dei Ninja Theory), grazie alle cui abilità da ingegnere riescono a mettersi in salvo.

I due si ritroveranno in una New York distrutta e desolata, sovrastata da un’immensa foresta; qui, Trip, doterà la scimmia di una delle fasce usate dagli schiavisti : i due sono ora legati indissolubilmente, la ragazza può controllare la Scimmia, fargli provare dolore, o farlo morire se si rifiuta di aiutarla a tornare a casa.

L’intera storia gravita attorno ai due eroi, e il loro rapporto in continua crescita ed evoluzione per tutto il loro viaggio, odissea che ci porterà a esplorare una realtà futura, selvaggia e tecnologica allo stesso tempo, e fare la conoscenza dei superstiti del pianeta.

Già, perché se qualcuno ricorda bene la novella cinese, oltre il monaco e la scimmia vi era anche un porco. Uno dei personaggi secondari di maggiore importanza (che sarà il protagonista del primo contenuto scaricabile addizionale) è Pigsie, che come tradizione vuole, è corpulento e sfoggia un buffo naso suino. Il maiale ben presto sarà parte integrante del duo protagonista, aggiungendo pepe al rapporto, e condendo molte vicende con incredibile ilarità.

L’incredibile cura per il comparto storytelling, con Enslaved, non può che esser colta, oramai, come un tratto distintivo delle produzioni Ninja Theory, che già in Heavenly Sword ci aveva proposto vicende complesse e drammatiche e personaggi a tutto tondo. L’odissea proposta, prima di essere un viaggio verso il west, è un viaggio all’interno dei personaggi, nella crescita dei rapporti che si creano fra loro; un pregevole character design che ci aiuta a riscoprire il videogioco come opera narrativa interattiva più che come mero prodotto ludico.

Nuvola Kinto!

Il rapporto fra Monkey e Trip ha conseguenze notevoli anche sul fronte gameplay. Sebbene il giocatore ha la possibilità di muovere solamente la scimmia, numerose sono le interazioni fra i due: l’eroe aiuterà la ragazza a raggiungere le sporgenze più alte o ad attraversare i baratri più profondi, o tramite la pressione del tasto L1 sarà in grado di impartirgli ordini quali attirare l’attenzione dei nemici, o attivare interruttori e meccanismi durante le sessioni di puzzle-solving . Ma questo non rappresenta che una minima sfaccettatura di quanto offerto da Enslaved ; se esiste un verbo in grado di descrivere correttamente la creatura Namco Bandai quello è senza dubbio strafare . L’offerta di gioco dei Ninja Theory, infatti, è fra le più varie mai viste su console, ponendo il giocatore di fronte le situazioni, e le emozioni più disparate; il proposito è chiaramente apprezzabile, se non fosse che, come il detto popolare vuole, chi troppo vuole nulla stringe .

Dalle sezioni di combattimento, probabilmente una delle componenti più ricorrenti per tutto il gioco; troppo spesso, queste, si presentano ben lontane dall’essere appaganti, ponendo perlopiù gli utenti davanti a robot non troppo svegli, che sembrano voler emulare i più famosi film di Bud Spencer , lanciandosi contro il giocatore con l’unico obiettivo di prenderle. Fortunatamente gli sviluppatori hanno inserito nella formula di gioco numerosi elementi che spezzano la monotonia del più puro dei button-mashing , quali ad esempio avversari in grado di alzare difese, che vanno spezzate se si vuole andar a segno con gli attacchi, ma soprattutto l’evoluzione degli attacchi e delle risorse del personaggio principale. Raccogliendo le sfere rosse disseminate in giro per il gioco, la Scimmia salirà di livello ed avrà accesso a nuove mosse, l’incremento dell’energia vitale e dell’efficacia del bastone/scudo.

Proprio uno dei power-up ricopre un ruolo fondamentale nel gioco: la possibilità di utilizzare il bastone a mo’ di fucile , in grado di sparare diversi tipi di munizioni. Ed è così che ad alternare le monotone sezioni di mischia, vi saranno livelli dove avvicinarsi al nemico sarà pressappoco impossibile, e bisognerà fare tabula rasa da debita distanza.

Discorso del tutto differentemente va fatto per quanto riguarda le boss battle . Le sfide di fine livello, infatti, sono senza dubbio molto più ostiche, e senza una ragionata strategia è dura portarle a termine. In queste circostanze è bene tenere sotto controllo tutti gli elementi a nostra disposizione quali l’ambientazione, i personaggi non giocanti di supporto e gli elementi offerti dal fondale.

Il combattimento, ad ogni modo, non rappresenta la totalità dell’offerta Ninja Theory, che oltre l’azione conta tanta spettacolarità ed adrenalina. E’ possibile rendersene subito conto quando si ha per la prima volta accesso alla nuvola , una sorta di disco energetico che Monkey governa a mo’ di hovercraft; questa sarà accessibile durante lo scontro con alcuni boss, ma soprattutto durante fughe/inseguimenti folli, e immensamente adrenalinici.

Alcune parole meritano anche le sezioni platform . Nonostante sia innegabile che vedere balzare da una parte all’altra Monkey sia a dir poco spettacolare, non si può dire che le sezioni possano rappresentare una sfida per il giocatore: le sporgenze utili sono evidenziate tramite un evidente lampeggio, e per il giocatore è impossibile sbagliare il salto, il fallimento non è in nessun modo previsto.

Enslaved, insomma, non fa che metterci continuamente di fronte a un cambio repentino del ritmo di gioco, un instabile cardiogramma , che alterna momenti di frenesia e azione, ad attimi di stasi e puzzle-solving ; una confezione che non può stufare, specie se relazionata alla splendida regia, alla maestria nell’inquadrature, e alla trama offerta. Il gioco, diversamente da quanto si temeva, offre una buona longevità, fra le dieci e le dodici ore, oltre che numerosi spunti per rigiocarlo; Ninja Theory sembra proprio aver imparato la lezione.

Imponenti ossimori .

Se sul fronte gameplay spesso si storce il naso, il discorso non può che essere diverso per il versante tecnico. Già Heavenly Sword, una delle prime produzioni per Playstation 3 nel 2007, aveva sottolineato il talento degli sviluppatori, Enslaved, in questo senso, non può che rappresentare un’evoluzione. Il gioco non fa che metterci di fronte a fondali imponenti, decorati con fantastiche e particolareggiate architetture decadenti, rovine che si alternano e cozzano con selvagge e bestiali foreste; un ossimoro inquietante e struggente. Ciò che più di tutto colpisce è, senza ombra di dubbio, l’utilizzo fatto di luci e colori: le vivaci tonalità scelte sembrano richiamare l’utente all’interno dello schermo, e i giochi di luci non fanno che esaltare il sapiente utilizzo della tavolozza, e la magnificenza delle architetture.

L’Unreal Engine, insomma, sembra raggiungere il suo apogeo in questa produzione, sebbene, purtroppo, non manca di mostrare i suoi limiti, come i frequenti fenomeni di pop-in , che periodicamente tentano di minare l’imponenza degli scenari.

Conclusione .

Enslaved: Odyssey to the West probabilmente non è un prodotto priva di lacune, ma è senza dubbio quanto molti giocatori attendevano con ansia. Lo splendido lavoro fatto sul fronte narrativo, la pregevole cura tecnica, e la varietà delle situazioni vi permetteranno senza grossi problemi di trascendere sulle mancanze della creatura Ninja Theory . Il nostro consiglio è di dare fiducia al prodotto Namco Bandai , difficilmente ve ne pentirete.

CI PIACE

-Storytelling e Character design eccezionali.\n
– Estremamente vario.\n
– Tecnicamente splendido.

NON CI PIACE

– Sezioni platform praticamente inutili.\n
– Combattimenti spesso noiosi.\n
– Qualche magagna tecnica.

8.5Cyberludus.com
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