Se c’è qualcosa che ho imparato in tutti questi anni da videogiocatore, è diffidare dei nomi e dal loro potere di persuasione. In questo settore dell’ entertainment capita spesso, infatti, che serie famose, che hanno conquistato con numerosi capitoli di pregevole fattura, con il passar del tempo e l’aumentare di quella cifra che affianca il nome, perdano la freschezza iniziale, e finiscono col proporre le stesse ritrite meccaniche, preoccupandosi solo di dare una vaga lucidata all’ormai opaca formula di gioco; o che le software house più amate, che da sempre ci hanno regalato capolavori di pregevole fattura, con l’avanzare degli anni, possano perdere qualche colpo, puntando su cavalli sbagliati. Riflessioni, queste, che la mia coscienza mi ha proposto più volte, anche in quell’occasione in cui investii il mio tempo, e soprattutto denaro , in un non troppo brillante White Knight Chronicles targato Level 5 , ritrovandomi poi a rimpiangere gli antichi fasti di quanto offerto dal pregevole Dragon Quest VIII , il frenetico quanto coinvolgente Rogue Galaxy , o l’onirico Jeanne D’Arc su Playstation Portable. Ogni volta ripeto a me stesso che non ci cascherò più , e puntualmente la mia ingenuità è punita.

Ebbene, ci sono cascato di nuovo, anche se le premesse ci sono tutte. Level 5 fa il suo ritorno su Playstation 3 e Nintendo Ds, ma stavolta non è sola, ed è proprio quest’insolita partnership a farmi sperare in un ennesimo capolavoro. Ad affiancare gli autori di Professor Layton e Dark Cloud sarà lo Studio Ghibli , arcinoto studio cinematografico, autore di perle di rara bellezza quali il castello errante di Howl, la Principessa Mononoke e una tomba per le lucciole . La compagnia di Tokyo affiancherà Level 5, già apprezzatissima per l’estetica dei suoi titoli molto vicina all’ anime , occupandosi dello sviluppo delle animazioni e degli artwork. Scopriamo insieme perché scommettere su questi produttori di sogni animati .

Oliver e le sue bambole .

Ni no Kuni: Queen of the Holy White Ashes racconta le avventure di Oliver , un ragazzino che alla giovane età di tredici anni perde la madre. Unico lascito del genitore scomparso è una bambola, Shizuku , la quale improvvisamente prende vita, offrendo al nostro protagonista la possibilità di rivedere la madre, a patto di seguirlo in un viaggio alla scoperta di un mondo parallelo.

La storia ci sarà raccontata con pregevoli spezzoni animati, dai quali traspare chiaramente la partecipazione dello studio ghibli , oltre che con cut-scenes e dialoghi prodotti con il motore grafico del gioco. E’ proprio qui che questa insolita partnership sfoggia in tutto il suo splendore i suoi frutti; quanto offerto da Ni no Kuni, infatti, in termini di comparto tecnico ha dello spettacolare: il giocatore avrà la possibilità di viaggiare in un mondo fantastico, attraverso ambientazioni monumentali e curate nei minimi dettagli, dove grazie all’incredibile forza dei colori, agli splendidi giochi di luce, e alle musiche, all’utente sembrerà, impugnando il pad, di prender parte a un sogno.

Sebbene non sappiamo ancora molto circa gli eroi di Ni no Kuni, analizzando le fattezze dei protagonisti, è possibile denotare anche una grande cura per il character design ; a partire da Shizuku, il nostro compagno d’avventura, un piccolo omino che, grazie a una sorta di proboscide, regge una lanterna, simboleggiando così il suo ruolo di guida all’interno di questa fantastica realtà, e all’interno del gioco: il nostro simpatico amico, infatti, si preoccuperà di indicarci la strada da seguire, così da indirizzare nella giusta direzione i nostri movimenti. Shizuku, tuttavia, non è l’unico a suggerirci un’ottima caratterizzazione dei personaggi; i trailer e gli spezzoni di gameplay offertici dai Level 5 rivelano tanti amici e avversari, oltre che altre bambole, tutti apparentemente carismatici e curati, in grado di farsi amare (o odiare) alla prima apparizione.

Shizuku scelgo te!

Se artisticamente Ni no Kuni sembra soddisfare, le premesse sono ottime anche per quanto concerne il fronte gameplay. Il titolo, come la migliore tradizione rpg vuole, si compone di fasi d’esplorazione e fasi di combattimento. La componente esplorativa è ben curata, diversamente da quanto accade in alcuni recenti gdr , e il giocatore avrà la possibilità di girare liberamente all’interno di monumentali ambientazioni e città, oltre che spostarsi fra queste muovendo i passi in un enorme, quanto curatissima, world map . Oliver avrà la possibilità di interagire con numerosi oggetti, e punti d’interesse, ma soprattutto andando incontro agli avversari ben visibili sulla mappa ( vi è quindi la possibilità di evitare la battaglia ) sarà possibile ingaggiare uno scontro.

Per quanto riguarda i combattimenti , Ni no Kuni strizza fortemente l’occhio a Pokemon: Oliver vestirà il ruolo di stratega ( testimoniato anche dall’assenza di una barra energia dedicata ) potendo muoversi liberamente nell’arena di combattimento, ma soprattutto impartendo comandi alle bambole. Gli ordini selezionabili sono disponibili nell’angolo in basso a destra allo schermo, impartibili con il tasto cerchio, ogni volta che ne avremo la possibilità; ogni attacco, infatti, è scandito da un’attesa, come in una sorta di Active Time Battle (come in Final Fantasy o Chrono Trigger), da una certa attesa, al termine della quale sarà possibile assegnare il comando successivo. Premendo il tasto L1, la prospettiva passa da Oliver alla bambola controllata; in questo caso sarà sempre possibile impartirgli comandi, ma non controllarne i movimenti.

Nelle sequenze di gameplay mostrate, Oliver era in grado di comandare anche due bambole in contemporanea, potendo in qualsiasi momento switchare da una all’altra, mentre la bambola non scelta è mossa dall’IA. Il combattimento, com’è facile immaginare, termina con la sconfitta di tutti gli avversari, o con la caduta di tutte le nostre bambole sul campo.

Conclusioni

Ni no Kuni sembra avere tutte le carte in regola per regalare a Playstation 3, il gioco di ruolo che tanto gli manca, genere che nella passata generazione ha fatto la fortuna di Sony. Level 5 e Studio Ghibli sono indubbiamente riusciti a colpirci; non resta dunque che attendere di poter mettere le mani su questa meravigliosa favola, sperando che non passi troppo tempo fra la release nostrana e quella nipponica.

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