Nel 2003 la software house nipponica Square – Enix (allora ancora solo Squaresoft) tentò un esperimento a dir poco singolare: in collaborazione con la Disney , creò un gioco in cui coesistevano i personaggi della sua serie più famosa (ovviamente stiamo parlando di Final Fantasy) insieme ai beniamini dei più famosi cartoni animati della casa del topo più famoso del mondo. Il risultato fu Kingdom Hearts un ottimo action GdR , che ebbe un buon successo. E a distanza di anni e di alcuni episodi, la serie si è arricchita di un nuovo capitolo, questa volta per la console portatile di casa Nintendo.

Nessuno ti giuro Nessuno….

Per coloro che non conoscono la saga Square – Disney, i primi due capitoli di Kingdom Hearts, usciti anni orsono per PS2, avevano come protagonista Sora, un giovane ragazzo portatore del Keyblade , l’arma in grado di annientare gli esseri oscuri conosciuti col nome di Heartless che stavano cercando di invadere i mondi dei più famosi cartoni Disney. Nel secondo episodio, oltre a Sora, entrano in gioco anche Roxas, il Nessuno di Sora (cioè l’essere che si crea una volta che la persona viene privata del cuore) e l’ Organizzazione XIII , un gruppo di enigmatici Nessuno che mirano anch’essi a raccogliere i cuori a scapito degli Heartless. Ed è proprio Roxas il protagonista di “Kingdom Hearts 358/2 Days” , nel suo periodo di appartenenza all’Organizzazione XIII. Il gioco si apre con un filmato introduttivo con scene tratte da “Kingdom Hearts 2” e “Kingdom Hearts: Chain of Memories” (l’episodio della serie per Game Boy Advance), che presentano i membri dell’Organizzazione. Dopo il filmato, troviamo Roxas e il suo collega Axel sulla torre dell’orologio di Crepuscopoli, che si chiedono dove sia finita “lei”. Da qui parte un lungo flashback, che porta fino all’inizio della nostra avventura, cioè all’addestramento del nostro eroe.

Tra il bianco e il nero…

C’è sempre il grigio… L’Area Grigia , per l’esattezza, cioè l’area di partenza di tutte le missioni, con l’austero Saix a fare da via per accedere all’interfaccia di controllo delle missioni. Inizialmente, nella prima fase che funge da tutorial, esse saranno automaticamente assegnate, mentre con il procedere del gioco, si arriverà a poter selezionare tra più missioni disponibili. Le missioni già affrontate precedentemente saranno poi ripetibili attraverso il menu “Olo-missioni”, allo scopo di accumulare cuori (che fanno da valuta nel gioco) e altre ricompense, e anche nella Modalità Missioni, su cui torneremo più avanti. L’obiettivo di ogni missione è indicato nel touch screen del DS, unitamente a una barra che si riempirà progressivamente con l’avvicinamento al completamento dell’obbiettivo. In alcune missioni inoltre, la barra è riempibile oltre il segno di completamento dell’obbiettivo primario: qualora la si completi, si accede a ulteriori ricompense al termine della missione. Per quanto riguarda lo svolgimento vero e proprio delle missioni, il sistema di controllo è quello del primo “Kingdom Hearts”, con la croce direzionale adibita a muovere Roxas e il menu delle azioni in basso a sinistra dello schermo superiore utilizzabile tramite gli altri tasti del DS. Per quanto riguarda il touch screen, con esso si può solo regolare la telecamera, sistema che a dire il vero risulta ben più scomodo dell’altro disponibile, che prevede l’uso di select e della croce direzionale. Come già valeva per il capitolo originale, anche qui il sistema di controllo risulta efficace e intuitivo, riesce a coniugare bene l’anima action e quella ruolistica del gioco, anche se per quanto riguarda la gestione della visuale, i problemi che da sempre affliggono la serie purtroppo permangono anche qui. Le abilità e gli oggetti utilizzabili in ogni missioni sono determinati da come il giocatore ha impostato i Pannelli, il vero elemento di novità di questo episodio della serie.

Sembra Tetris, ma non è…

Dopo le primissime missioni in cui si impara a muoversi e attaccare, Saix spiega a Roxas come funziona il Sistema dei Pannelli . Esso altro non è che il modo che il giocatore ha prima di ogni missione per prepararsi all’azione, personalizzando abilità, equipaggiamento e magie di Roxas. Su una griglia formata da celle il cui numero aumenta col proseguire dell’avventura, il giocatore può selezionare e posizionare i blocchi corrispondenti agli elementi che vuole includere nella sua “dotazione” per la missione: si va dai classici beni di consumo quali pozioni e eteri, alle cariche per le magie, ai blocchi delle abilità, fino a quelli che aumentano il livello. Oltre ai blocchi singoli, ve ne sono anche altri che occupano più caselle, che permettono di “linkare” più blocchi, modificandone così l’effetto. I pannelli possono essere acquisiti attraverso le missioni o anche sintetizzati (creati) una volta ottenuti i reagenti necessari. E’ possibile memorizzare infine diverse configurazioni di Pannelli, di modo da poter avere pronta più di una soluzione all’inizio di ogni missione. Il sistema risulta profondo e divertente da padroneggiare, e permette un alto grado di personalizzazione dell’esperienza di gioco a seconda dei blocchi privilegiati.

Aria di nuovo…. O forse no.

Per quanto riguarda il compartimento grafico, “Kingdom Hearts 358/2 Days” sfoggia un’ottima grafica poligonale , di altissimo livello per la console portatile Nintendo, che non sfigura assolutamente al confronto con gli episodi usciti per il monolito nero Sony. Per poter sfruttare al meglio il motore grafico, gli sviluppatori hanno pensato di limitare la gestione delle ambientazioni, limitando il giocatore nella sua libertà esplorativa ponendo barriere per l’accesso ad alcune aree. Se da un lato questo ovviamente ha permesso di dare al gioco una veste grafica di maggior livello, dall’altro la mancanza di libertà esplorativa limita il giocatore alla sola esecuzione della missione, diventando così a tratti un po’ troppo vincolante. Le ambientazioni sono alcuni mondi dei precedenti capitoli della serie, riproposti in tutto e per tutto, scelta che sì riconduce il gioco alla “serie madre”, ma che per contro lascia un po’ di amaro in bocca, in quanto per coloro che non si avvicinano per la prima volta a “Kingdom Hearts” sa tutto più di “già visto” che di “familiare”. Lo stesso difetto si può riscontrare nella colonna sonora, sempre appropriata ed evocativa, ma anche qui ripresa pari pari dagli episodi precedenti. Da due case titaniche come Square – Enix e Disney è lecito aspettarsi un po’ di più. Ineccepibile è invece il doppiaggio in inglese, che come ormai da abitudine è sempre appropriato e gradevole. La localizzazione dei testi in italiano per la versione PAL è completa e anche i sottotitoli sono in linea col parlato.

Più ce n’è, meglio è.

Ma in definitiva, cosa si può dire di questo “Kingdom Hearts 358/2 Days”? Su un piatto della bilancia abbiamo una trama profonda e coinvolgente, un sistema di controllo semplice ed efficace, una componente GdR originale, una veste grafica di livello e un’ ottima longevità (oltre alla Modalità Storia, già di per sé lunga, è presente anche la sopracitata Modalità Missioni, in cui si possono rigiocare le missioni già completate anche in multiplayer con altri amici, nei panni dei membri dell’Organizzazione). Sull’altro abbiamo una tendenza alla ripetitività di alcune fasi (soprattutto le prime missioni si assomigliano molto tra loro, e il fatto che si svolgano a blocchi nella stessa ambientazione non aiuta di certo), l’altissima difficoltà a comprendere bene la trama dall’inizio se ci si avvicina per la prima volta alla saga e una sensazione di già visto e già sentito che gli affezionati della serie avvertiranno sicuramente. Certamente però i lati positivi superano di gran lunga le critiche che possono essere mosse al gioco, per cui non siamo di fronte ad un capolavoro assoluto e imprescindibile, però sicuramente Square – Enix e Disney hanno aggiunto un ottimo elemento ad una serie nata come un esperimento per cui alcuni puristi hanno storto il naso, ma che di fatto ha dato ai giocatori degli ottimi prodotti.

CI PIACE

Trama di peso e avvincente
Sistema di gioco collaudato e immediato
Sistema dei Pannelli profondo e originale
Possibilità di giocare per la prima volta in multiplayer

NON CI PIACE

Prime fasi ripetitive
Episodi precedenti dati per scontati
Ambientazioni e musiche riprese totalmente dai precedenti capitoli

8.5Cyberludus.com
Articolo precedenteSOCOM: U.S. Navy SEALs Fireteam Bravo 3
Prossimo articoloRilasciato il terzo dlc di Borderlands
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.