Ubisoft ha davvero un legame speciale con Nintendo Wii, del resto ha presentato sulla bistrattata console Nintendo un alto numero di titoli, scegliendo con cura il target e garantendo sempre una buona qualità. Dagli spassosi Rabbids alle montagne di Shaun White passando per conversioni di titoli del passato (con fortune alterne), la casa francese ha saputo ritagliarsi una buona nicchia in ogni mercato. Alla luce di questo, chi se non Ubisoft poteva rischiare con un gioco di calcio?

Hogwarts o son desto?

Che Harry Potter abbia inciso su (almeno) una generazione e abbia in qualche modo fatto tornare “di moda” la magia non ci piove, come del resto ci sono pochi dubbi sul fatto che Pelè sia stato un calciatore per certi versi “magico” per tante generazioni. Questa dev’essere stata grossomodo l’equazione di Ubisoft, puntando per il suo “Academy Of Champions: Football” sulla moda letterale/cinematografica del maghetto inglese, da un punto di vista stilistico e formale, con il carisma del più grande calciatore brasiliano di sempre. Il binomio, nonostante l’apparenza bislacca, funziona e potenzialmente “rischia” di essere una grande idea.

Pelè come Albus Silente

La modalità storia inizierà con un filmato in computer grafica che ci mostrerà il nostro (o la nostra, vista la possibilità di scegliere il sesso), protagonista che riceverà nella buca delle lettere l’invito a iscriversi nell’accademia di calcio gestita da Pelè , con tanto di firma del campione brasiliano. In realtà, come il filmato sottolinea, si tratta di una firma falsa ma, nonostante tutto, alla fine Pelè lo sceglierà ugualmente visto l’innato talento del nostro personaggio. In quest’accademia, proprio come avviene nella saga della Rowling, avremo dei trimestri, composti da lezioni (in questo caso veri e propri allenamenti) , e dovremo sfidare tutte le squadre rivali fino alla conquista del titolo. Durante la settimana avremo un calendario con impegni sia la mattina che il pomeriggio, tra minigiochi utili a farci guadagnare punti esperienza, che ci permetteranno di potenziare i nostri calciatori, e la ricerca di nuovi compagni di squadra, trattando con loro e cercando di convincerli a unirsi a noi. Spesso parleremo con gli allenatori, o proprio con Pelè, che ci daranno consigli pratici per migliorare o sfruttare al meglio i nostri punti esperienza.

Giocabilità

Il titolo Ubisoft, come facile intuire, punta su una fascia d’utenza piuttosto giovan e. Per questo motivo, la scelta delle meccaniche di gioco è ricaduta su un’impostazione arcade e scevra di qualsiasi velleità simulativa. Non sono presenti né i falli né le rimesse laterali, infatti i campi sono circondati da muri, e ovviamente non sentirete mai parlare di fuorigioco o altre regole. Sulla carta sarebbe potuta essere una buona idea, lasciando solo pochi tasti a disposizione del giocatore e permettendogli di concentrarsi su altre meccaniche. I comandi sono i seguenti: sul Wiimote avremo la A per passare il pallone o effettuare una scivolata in fase difensiva, B servirà per tirare. Se al momento di premere A o B faremo un movimento verso l’alto con il Wiimote otterremo rispettivamente un cross o un pallonetto. Per quanto riguarda il Nunchuk, oltre al naturale stick per controllare i personaggi selezionati, potremo utilizzare il tasto C per selezionare un giocatore in fase difensiva e il tasto Z per scattare in fase difensiva o effettuare una finta in fase offensiva. Detto in maniera un po’ brutale, “Academy of Champions” è ben lontano dalla frenetica e divertente giocabilità vista e apprezzata nei due capitoli di “Mario Smash Football” di Nintendo. A dirla tutta, non ricorda nemmeno lontanamente lo spassoso “Sega Soccer Slam”, usato da alcuni come metro di paragone un po’ improprio, ma tra tutti gli esempi di calcio arcade del passato sembra piuttosto ricordare il disastroso ” Disney Football” . Le meccaniche di gioco risultano lente e farraginose palesando, ahinoi, una certa inesperienza da parte degli sviluppatori in questo ambiente. Alcune scelte sono quantomeno discutibili, se non proprio incomprensibili, come l’impossibilità di scattare palla al piede. A peggiorare le cose ci si mettono alcune scelte di design del terreno di gioco che, davvero, proprio non aiutano. I campi sono davvero troppo grandi, e l’effetto “collinetta di Holly e Benji” aggrava la sensazione di dispersione. Durante la partita interverranno alcuni piccoli Quick Time Event e se eseguiremo i tasti su schermo nella maniera corretta supereremo un avversario o bloccheremo. L’idea non sarebbe così negativa se non andasse a rallentare ulteriormente i già soporiferi ritmi di gioco. Ci accorgeremo molto presto che, oltre che non molto utili, il cross e il pallonetto sono abbastanza stancanti e noiosi da fare, e cercheremo di giocare quanto più possibile “palla a terra”. Il sistema di tiro, dopo aver imparato a prendere la mira, risulta sufficientemente governabile, anche se ci vorrà qualche minuto di pratica. L’intelligenza artificiale dei portieri si comporta in modo abbastanza dignitoso, mentre i team avranno spesso “amnesie tattiche”, risultando completamente sbilanciati: per esempio se un difensore avanza in attacco non lo vedrete tornare a difendere così celermente, amplificando ancora la sensazione di dispersione del terreno di gioco. In parziale soccorso accorrono i minigiochi presenti durante le settimane di scuola, divertenti e ben calibrati. Anche tenendo conto il target molto giovanile cui Ubisoft si rivolge, il risultato sul lato del gameplay puro è mediocre e limitante.

Aspetto tecnico e longevità

Graficamente “Academy of Champions” non è di certo un cattivo prodotto ma, per colpa di alcune scelte estetiche infelici, il tutto è meno gradevole di quanto dovrebbe essere. In linea con una certa corrente cel-shading, purtroppo dilagante, le proporzioni dei giocatori in campo sono spesso ridicole e risultano caricaturate in maniera eccessiva: vedremo ragazzini tutto sommato “normali” giocare accanto a compagni di squadra con la testa piccola e il corpo gigante, oppure viceversa. Gli unici personaggi a rispettare le prospettive, e per questo paradossalmente quasi fuori posto, sembrano essere proprio Pelè (ben riprodotto) e l’allenatore Richard. Anche i volti non sono proprio il massimo dello splendore, e questo va a incidere sulla simpatia nei confronti dei personaggi che incontreremo, e controlleremo, durante le nostre partite. I campi appaiono piuttosto scarni ma graficamente abbastanza puliti, seppur non si gridi mai al miracolo tecnico. A livello grafico su GameCube sarebbe stato un risultato buono, ma su Wii il tutto risulta inevitabilmente vecchio e già visto, dando l’idea del “compitino svolto” senza troppo voglia . Il sonoro, di maniera, svolge in modo sufficiente il suo compito, con musichette d’atmosfera nei menu, simpatici versi dei personaggi e blando accompagnamento nelle partite, con effetti ambientali e di gioco piatti e monotoni. La longevità della storia principale si aggira intorno alle otto-dieci ore di gioco, con la possibilità di sbloccare la divertente combriccola Ubisoft formata dai Rabbids, Sam Fisher, Prince of Persia e altri, in modo da poterla usare in multigiocatore, disponibile fino a quattro giocatori. Forse un po’ poco per incentivare il gioco sul lungo periodo, dando per scontato l’assenza di alcuna modalità in rete.

Conclusioni

Academy of Champions: Football è una vera delusione . La speranze di trovarsi di fronte a una briosa e divertente rilettura irreale del calcio sono andate a infrangersi contro un gameplay lento e blando, il tutto aggravato da una direzione stilistica totalmente da rivedere. L’idea, tutto sommato simpatica, non basta a salvare un gioco insufficiente e difficile da consigliare se non proprio ai giovanissimi che, scegliendo, si orienterebbero più volentieri verso altri lidi, “Mario Smash Football” in testa. “Academy of Champions: Football” non è comunque un pessimo gioco e alcune idee simpatiche, come l’ambientazione e “la vita alla Hogwarts”, potrebbero essere riutilizzate meglio in futuro, sfruttando a proprio favore i peccati di gioventù.

CI PIACE

Pelè preside di una scuola di calcio!
\nIdea di base divertente e simpatica

NON CI PIACE

Gameplay lacunoso e noioso
\nGrafica e stile banale e piatto
\nNessuna modalità online

5.5Cyberludus.com
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