Introduzione

Che la Marvel attiri su di sé grandi attenzioni, è cosa quantomeno assodata. Quindi non stupisce la spasmodica attesa per il nuovo gioco con i personaggi del celebre marchio (da poco entrato a far parte della famiglia Disney ), che promette botte da orbi e divertimento per tutti gli appassionati dei famosi fumetti statunitensi. Scopriamo se la fiducia in Vicarious Studios è stata ben riposta.

Trama

La storia del gioco è basata sull’apprezzatissima storia a fumetti Civil War; il governo statunitense decide di “censire” tutti coloro che dispongono di super poteri, attraverso l’Atto di Registrazione dei Superumani, quindi facendo cadere la loro identità.

Il gruppo di supereroi si divide in due fazioni, favorevoli e contrari, creando così il caos. Avremo a disposizione praticamente tutti i più amati personaggi Marvel, dall’Uomo Ragno a Wolverine, da Iron Man a Captain America, passando per i Fantastici Quattro, Hulk, Venom e molti altri, per un totale di 24 personaggi selezionabili.

Gameplay

Sulla scia del fortunato primo capitolo, lo schema di gioco scelto dagli sviluppatori è quello del classico picchiaduro a scorrimento. Senza eccessivi fronzoli, la maggior parte del tempo saremo chiamati a menare le mani contro qualsiasi cosa ci si pari dinanzi.

La prospettiva scelta per l’inquadratura è isometrica, quindi con visuale dall’alto, in modo tale da avere un buon controllo dei numerosi elementi presenti nel campo di battaglia. E’ possibile spostare l’inquadratura a destra o a sinistra, allargando il campo visivo in orizzontale, con lo stick analogico destro. Avere un party formato da 4 supereroi può essere scomodo, anche se tre li controlla la CPU, per questo motivo la scelta della telecamera larga, in linea teorica, dovrebbe garantire un buon campo visivo. Questo, però, non sempre succede e l’impossibilità di allargare o stringere il campo, ma solo di spostarlo lateralmente, è abbastanza limitante e talvolta fastidioso.

I tasti che useremo più spesso saranno, ovviamente, quelli deputati al combattimento. Con il tasto A effettueremo il colpo “normale”, veloce ma poco potente, con il tasto B un colpo di potenza, mentre la X ci farà afferrare oggetti da scagliare ai nemici, ed infine la Y è deputata al salto. Potremo anche usare il grilletto destro combinato alle mosse normali, ma attenzione all’esaurimento del Power Point nella barra blu accanto a quella rossa, quest’ultima indicante la salute. Per cercare di variare lo stile di combattimento potremo usufruire delle mosse speciali combinate, chiamate Fusion Power, che permetteranno a due personaggi di eseguire un attacco combinato.

L’attacco varierà in base ai due personaggi chiamati a interagire e, sulla carta, offrendoci un numero di combinazioni sbalorditivo. Peccato che in realtà gli attacchi differiscano poco, sia graficamente, che come tecnica vera e propria, risolvendosi spesso in animazioni molti simili e ripetute pressioni del tasto A.

Il sistema di controllo, purtroppo, solleva più di qualche obiezione,  soprattutto per l’imprecisione nella risposta dei tasti. Tranne qualche labirinto, o operazioni di search and destroy di oggetti specifici, per tutta l’avventura non faremo nient’altro che pigiare, spesso in modo totalmente dissennato, i tasti d’azione. Anche gli scontri con i boss risultano abbastanza ripetitivi, e spesso si risolveranno picchiando senza particolari attenzioni tattiche.

Nonostante la buona caratterizzazione dei personaggi, ben diversificati non solo caratterialmente ma anche fisicamente, spesso incapperemo in confusione su schermo. Soprattutto durante le prime partite capiterà di guardare un personaggio e credere erroneamente di controllarlo; per la lontananza dell’inquadratura, infatti, i supereroi da lontano possono essere confusi nel caso di colori simili, come per esempio Wolverine e il primo boss. In questo viene in aiuto il cursore colorato sopra il personaggio controllato, e la facoltà di cambiarlo  in-game con la sola pressione della croce direzionale. A poco conta la possibilità di sbloccare medaglie, da assegnare al team o singolo personaggio, nel tentativo di bilanciare l’equilibrio di squadra, quando comunque lo stile di gioco è eccessivamente incanalato verso il pestaggio scriteriato di qualsiasi cosa si muova su schermo.

Tecnica e longevità

Il motore grafico del gioco, nettamente migliorato rispetto al primo capitolo, si comporta tutto sommato abbastanza bene. Il gioco non soffre di evidenti rallentamenti nonostante le situazioni concitatissime che lo pervadono, e lo stile grafico adottato si rivela azzeccato e in linea con i fumetti Marvel. Le critiche possono essere mosse sulla poca varietà e caratterizzazione dei nemici, che spesso attaccano in “ordate” uniformi e identiche, anche se in verità è un problema fisiologico di questa tipologia di gioco.

I modelli dei protagonisti sono più che apprezzabili, mentre il resto dello scenario non brilla per la mole di poligoni ma, grazie anche a una buona interazione, merita la sufficienza, anche se nel complesso sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa in più. Il sonoro vanta un doppiaggio inglese di pregevole fattura e delle tracce musicali di ottima qualità, così come i suoni ambientali e relativi ai supereroi e ai loro super poteri.

Per quanto riguarda la longevità, il titolo conta numerose ore di gioco, anche se piuttosto identiche tra di loro, che ci faranno sbloccare parecchio materiale sui personaggi appetibile dai fan. Potremo decidere di finire il gioco con la fazione non scelta all’inizio e, soprattutto, la possibilità di giocare in cooperativa fino a quattro giocatori, sia online che offline. Se questo non può far altro che aumentare la confusione su schermo, potrà sicuramente accrescere anche il divertimento, specialmente se i vostri compagni di gioco bene si adattano alla filosofia fracassona della produzione Activision.

Il multiplayer risulterà infatti la vera anima del gioco stesso, anche se è da premettere che l’intero gioco è interamente in inglese, dai menu al doppiaggio passando per i sottotitoli (peraltro da attivare di persona, in quanto deselezionati di default). Questo minerà per molti la comprensibilità della storia e dei dialoghi a cui dovremo rispondere durante la storia, rendendo il tutto poco comprensibile. Una scelta a dir poco scriteriata alle soglie del 2010, cui beffardamente va ad aggiungersi la copertina personalizzata, vantata unicamente dall’Italia, disegnata dal noto e apprezzato Gabriele Dell’Otto.

Conclusioni

Ci dispiace parlare di occasioni mancante, specialmente quando i personaggi sono amati quanto quelli Marvel, in un periodo dove ancora i roboanti voti di Arkham Asylum, nella testa di molti appassionati di fumetti, facevano sperare che qualcosa stesse per cambiare. La Grande Alleanza 2 non è un brutto gioco ma è afflitto da un numero di difetti macroscopici che ne minano la qualità. Un sistema di gioco ripetitivo e noioso praticamente da subito, unito alla sciagurata scelta di non localizzare nemmeno i sottotitoli in italiano, rischiano di frenare anche coloro che vivono di pane e Marvel. In soccorso arriva un multiplayer divertente, anche se da affrontare senza velleità ma solo per far “chiasso”, e un’ottima longevità . Provatelo, se ne digerirete i difetti potrebbe essere il gioco che fa al caso vostro, se invece menar tasti alla rinfusa non è di vostro gradimento, rivolgetevi altrove.

Mikhail “Mik64” Vadalà

CI PIACE
  • Cast di assoluto rispetto
  • Divertente in multy
  • Trama interessante
NON CI PIACE
  • Meccanica di gioco ripetitiva
  • Totalmente in inglese
  • Graficamente non esaltante
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