Un passato oscuro che sta per essere svelato

 

La figura di Wolverine rappresenta indubbiamente uno dei personaggi Marvel più amati di sempre, e probabilmente il più carismatico. Nel mondo Comics, ciascun supereroe ha un passato che, prima o poi, viene svelato ai propri lettori. A volte occorre attendere anni. Il mistero del passato  di Logan rappresenta  uno dei segreti meglio celati all’interno dei fumetti, nonostante il personaggio sia nato nel 1974 dalla penna di Len Wein e dalle matite di Herb Trimpe. Fatto sta che il mutante più famoso e popolare del mondo, ne ha fatta di strada dalla sua prima apparizione sulle pagine di Hulk nel 1974, sino ad oggi. Dal fumetto ai videogiochi, ed infine, al cinema, dove ha trovato in Hugh Jackman un interprete assolutamente perfetto sia per fisicità che per intensità dell’interpretazione. Conclusasi la trilogia cinematografica di Xmen, con grandissima gioia dei fan di tutto il mondo, è stato annunciato  uno spin-off interamente dedicato a Logan ed alle sue origini oscure. E ovviamente, non poteva mancare l’annuncio, in concomitanza con il rilascio del film il primo Maggio 2009, dell’omonimo videogioco, che prende  la forma di un action in terza persona. Il momento di affilare gli artigli e gridare vendetta è finalmente giunto, cosi come il gioco negli scaffali dei negozi.

X-MEN Origins Wolverine

 

Chiamatemi Logan

Quindici anni prima che entrasse a far parte degli X-men, James Howlett (detto Logan), era un boscaiolo mutante libero da problemi e preoccupazioni. Tutto questo mentre un letale assassino di mutanti, Sabretooth, si preoccupa di eliminare più mutanti possibili e la prossima vittima destinata a morire è proprio la fidanzata di Logan, Volpe D’Argento. Nel frattempo, lontano da questo scenario, il segretissimo e misterioso programma conosciuto come “Arma X”, prende forma. Lo scienziato militare,  Stryker, contatta Logan per farlo entrare nel progetto. Durante l’esperimento, che donerà a Logan la copertura dello scheletro in adamantio, qualcosa va storto e il suo fattore di rigenerazione, per proteggere la mente di Logan dal forte trauma, crea una barriera che scatena i suoi istinti, e causerà la perdita totale della memoria. Oltre a seguire le vicende dell’omonimo film, Wolverine riprende alcuni degli eventi più importanti della storia del coriaceo supereroe, come lo scontro con la sentinella gigante, e altre sequenze mozzafiato ricche di adrenalina e coinvolgimento cinematografico. Il ritmo caratterizza l’intera vicenda, arricchita da colpi di scena e momenti davvero emozionanti che mancano nella pellicola originale e che conferiscono, di conseguenza, a questa controparte videoludica un tocco in più, soprattutto per gli appassionati della saga.

X-MEN Origins Wolverine

Artigli e sangue

A livello tecnico, si può tranquillamente affermare che in generale Wolverine si difende piuttosto bene. A gestire il tutto, ci pensa l’Unreal Engine III, capace di creare scenari dettagliati anche se non particolarmente dinamici. Le ambientazioni che fanno da sfondo all’intera avventura sono nella media anche se non originalissime, con ottimi panorami all’aperto ed elementi gradevoli per gli interni. Non tutte  però appaiono ricreate con la stessa cura e se, per esempio, le parti nella giungla risultano ben elaborate, lo stesso non si può dire dei cupi laboratori che fanno da sfondo all’esperimento Arma X. I corridoi tutti uguali tra loro e le stanze poco varie risultano sottotono, anche se il coinvolgimento nella vicenda rimane comunque alto grazie al divertimento offerto. Ben realizzato il modello poligonale del protagonista con tanto di rimarginazione delle ferite, ma un po’ meno quello dei comprimari, a parte qualche avversario dalla grosse dimensioni.. L’ottimo effetto danneggiamento sul corpo del protagonista, che si riempirà di tagli ed abrasioni arrivando a perdere persino parti del busto e dei fianchi subendo molti attacchi, (salvo rigenerarsi automaticamente con il passare del tempo in maniera progressiva e credibile), è davvero stupefacente da osservare e richiama i momenti più belli delle pellicole di Logan. Graficamente ben realizzati i danni che si creano sul corpo del protagonista durante i combattimenti. I fori di proiettile, le cicatrici prodotte da lame e artigli sono ben visibili, ma si rimargino in tempo reale non appena il fattore rigenerante comincia a svolgere il suo lavoro.
Purtroppo, a  rovinare l’atmosfera ci pensa prontamente la telecamera che mette talvolta in difficoltà, soprattutto in aree circoscritte e limitate. Infine, il comparto sonoro appare  semplicemente discreto a causa di musiche che ben si sposano con l’azione, ma che non risultano certo indimenticabili. Buoni gi effetti sonori tipici dei combattimenti, ma poco enfatizzato il doppiaggio un po’ monocorde che in alcuni tragici casi non rispecchia gli stati d’animo del protagonista, per non parlare dell’inarrivabile talento del doppiatore originale di Logan nei film, la cui mancanza si sente pesantemente nel videogioco.

X-MEN Origins Wolverine

Parola d’ordine: vendetta

Per ciò che concerne il gameplay, il gioco si fa portabandiera di una violenza efferata  e selvaggia, che caratterizza il personaggio durante le sue battaglie più sanguinose. Il giocatore ha la possibilità di testare su campo tutti i superpoteri di Wolverine, ed è stato studiato un metodo di controllo che fosse semplice e allo stesso tempo profondo. I tasti frontali sono suddivisi tra attacco leggero, pesante, salto e presa. Nella lista delle mosse è possibile scoprire come inanellare combo devastanti, uccidere istantaneamente i nemici più deboli, lanciarli per aria per poi colpirli al volo, e eseguire attacchi che andranno via via aumentando grazie ad un sistema di punti esperienza piuttosto classico ma ben integrato. Grazie ad esso, dopo aver raggiunto il quinto livello, verranno assegnati 2 punti abilità ad ogni altro livello raggiunto, da spendere liberamente all’interno di un albero di abilità. Sarà possibile aumentare i danni, ottenere maggiore energia, o abilitare condizioni speciali capaci di fornire maggiore velocità e potenza quando si è prossimi alla morte. Alcune mosse speciali caratteristiche si sbloccheranno solo con l’avanzare dell’avventura, permettendo di spalancare le braccia e cominciare a girare tranciando chi si para dinnanzi, o di entrare in modalità “Furia”, aumentando temporaneamente la velocità e la potenza dei colpi. L’energia vitale di Logan, adattata al potere rigenerante (fiore all’occhiello del personaggio Marvel), è caratterizzata da due indicatori. La barra rossa rappresenta il fattore di guarigione. Ogni volta che si viene colpiti questo diminuisce per poi riempirsi nuovamente quando non si subiscono altri danni. Il secondo indicatore è invece rappresentato da un cuore che pulsa, ed indica il livello di danno agli organi vitali. Esaurita la prima barra anche la seconda comincia a svuotarsi e, una volta giunta al termine, ci si ritrova al checkpoint precedente. Uno degli elementi più accattivanti del gameplay risulta il balzo sui nemici, caratteristica tipica del protagonista. Tenendo premuto il tasto dorsale destro è possibile prendere di mira il nemico più vicino. A schermo compare una curva disegnata di colore verde, premendo il dorsale sinistro, Wolverine spicca un notevole salto e piomba contro il malcapitato con la possibilità di infierire su di esso con colpi veloci al petto prima di un devastante colpo finale. Quest’abilità ritorna utile in molte circostanze, ed è addirittura fondamentale per superare baratri altrimenti invalicabili, ed effettuare inseguimenti spettacolari e avvincenti. Purtroppo è doveroso sottolineare che, a lungo andare, il ritmo diventa sempre più ripetitivo e i giocatori meno ispirati potrebbero non trovare appagante e stimolante portare a termine l’avventura. A questo significativo difetto si aggiunge il livello di difficoltà, piuttosto semplice, grazie ad un fattore di rigenerazione che svolge fin troppo bene il proprio dovere, lasciando il giocatore, raramente in difficoltà, anche negli scontri contro i boss o nelle fasi più concitate e coriacee.

Conclusioni

In definitiva, X-men le origini:Wolverine, vince l’impresa di saper trasportare il giocatore nel sanguinoso mondo di Logan e dei mutanti Marvel, sfoggiando la  violenza e la rabbia unita al puro, e prettamente videoludico, divertimento. Certo, i suoi principali ed evidenti  difetti, che risiedono in una ripetitività di fondo, un fattore sfida non elevato e in alcune ambientazioni un po’ sottotono, non riescono comunque a farlo brillare verso il podio del genere action. Eppure, allo stesso tempo, non impediscono affatto alla nuova creatura Activision, di simboleggiare la riscoperta di un personaggio amato,temibile  e dalle mille sfaccettature, non solo sul grande schermo, ma anche e soprattutto, attraverso le console casalinghe.

 

Marco “Seth” Delle Fave

CI PIACE
  • Trama ben strutturata con l’aggiunta di elementi non presenti nella controparte videoludica
  • Gameplay ricco di potenziale e divertentissimo
  • Protagonista reso in tutto e per tutto in maniera impeccabile
NON CI PIACE
  • Alla lunga poco vario e ripetitivo
  • Eccessivamente facile
  • Graficamente non eccelso
Conclusioni

In definitiva, X-men le origini:Wolverine, vince l’impresa di saper trasportare il giocatore nel sanguinoso mondo di Logan e dei mutanti Marvel, sfoggiando la  violenza e la rabbia unita al puro, e prettamente videoludico, divertimento.

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