Raramente un sequel riesce a migliorare il suo antenato. Ma in questo caso, l’eccezione conferma la regola. Turrican II the Final Fight riesce nell’impresa di migliorare il suo prequel dandogli ancora più profondità sia dal punto di vista videoludico che da quello tecnico.

La nascita di un mito

E’ il 1991 quando la teutonica Rainbow Arts fa uscire il gioco per Commodore 64, Amiga, Atari ST ed altri computer e console ad 8 e 16 bit dell’epoca. Turrican 2, un platform frenetico e con molte componenti da shoot’em up, a differenza del suo predecessore, si presenta ancora più bello dal punto di vista grafico, più gradevole da quello sonoro e più tosto, lungo e variegato. Insomma, migliorare Turrican che l’anno precedente aveva incantato molti videogiocatori, non era cosa da poco ma i ragazzi di Rainbow Arts compirono il miracolo.

Gameplay profondo

La struttura del gioco era sostanzialmente identica al primo episodio ma poteva contare su alcune varianti niente male. Ad esempio, in alcuni livelli, l’azione si trasformava in un vero e proprio shoot-em up con tanto di Turrican alla guida di una navetta. Ma ciò che colpiva, oltre alla giocabilità semplice era l’azione molto rapida e frenetica. Più armi, più nemici, più adrenalina, e, come dicevo, più grande. Oltre 1.500 schermate di gioco (unità di misura dell’epoca hehehe), 200 in più rispetto a Turrican, suddivisi in 12 livelli e 5 mondi costituiscono la mappa, immensa per l’epoca, di T2. La trama è sempre la stessa: i cattivi questa volta più arrabbiati del solito vogliono conquistare la terra ma ci penserà Turrican a cacciarli via a calci ripetuti nelle parti intime grazie a laser, mine, spari multipli e più ne ha più ne metta in un cammino lungo e periglioso verso la base dei cattivi.

Grafica

Non voglio dilungarmi troppo su quello che è uno dei miei videogiochi preferiti, e lo sguardo dal punto di vista tecnico sarà rapido. La versione per C64 pur con i limiti tecnici di una macchina ormai obsoleta, è sensazionale. Nessun rallentamento anche con tanti nemici in movimento ed in contemporanea sullo schermo, grafica invidiabile con l’aggiunta della parallasse e di dettagli davvero elevati. Il sonoro fa la sua parte con gli effetti sonori praticamente copiati dal primo episodio ed alcune buone canzoni. Bellina anche l’introduzione stile fumetto manga in bianco e nero. Giocabilità perfetta, longevità su livelli assoluti in poche parole un capolavoro.

Musica Maestro…

Ottima anche la versione Amiga, sviluppata dalla Factor 5, che presenta una veste grafica migliore, ovviamente, rispetto a quella per 8 bit. Più colori, più definizione, più pulizia, ma questo va da se. Quello che differenzia realmente, però, le due versioni è il comparto sonoro: discreto per Commodore 64, epico per Amiga dove il gioco presenta una quantità impressionante di splendide canzoni firmate da Chris Hülsbeck
(il gioco è ancora una volta ideato da Manfred Trenz, papà del primo Turrican). Indimenticabili molti pezzi, tra cui la colonna iniziale e, a mio avviso, “the great bath”. Buono e, “coinopposo” il parlato quando il nostro turrican prendeva dei bonus armi o i power up.

Conclusioni

Turrican 2 non può mancare nella ludoteca di un appasionato. Il gioco funziona su emulatore amiga sia con il kickstart 1.3; 1mb di ram e processore 86000 e chip grafico originale (amiga 500) che con il kickstart 3.0, 2mb di ram e processori da 86100 in su e con chipset aga.

Globale: 9.5/10

da Edoardo “Edoedo77” Ullo

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