Piccolo grande eroe

Trama

  1. New York. Yankee Irving è un bimbo di 10 anni che viene preso in giro dai suoi compagni di gioco per la sua scarsa capacità di giocare a baseball. Ma un giorno nel giardino di casa trova Screwie, una palla parlante dal carattere acido ma deciso, delusa dal trattamento che gli hanno riservato alle major league abbandonandola sul prato. Deciso a dimostrare le sue capacità, Yankee chiede al padre, che lavora allo stadio del baseball, di provare Darlin’, la famosa mazza del grande campione Babe Ruth. Ma Darlin’ viene trafugata da un magnate cinico dello sport che la crede l’unica forza del campione, il vero motivo della sua bravura. Deciso a ridare dignità al padre che è stato licenziato per via del furto, il coraggioso ragazzino parte con Screwie per ritrovarla e ridarla al giusto proprietario.

Commento

“Ognuno può diventare eroe” recita il titolo originale del film, diretto da dei transfughi della Dreamworks e della Pixar come Colin Brady e Dan St. Pierre, in nome e memoria dello sfortunato Christopher Reeve (si proprio lui, il Superman per eccellenza), morto nel 2004 e di sua moglie Dana, deceduta quaranticinquenne prima dell’uscita del film in America (avvenuta nel 2006, con colpevole ritardo è stato ripescato da noi solo oggi). L’ex uomo d’acciaio partecipò intensamente alla sceneggiatura e agli storyboard, ecco il motivo per cui lo vedete accreditato in regia. Si diceva anche del titolo originale, un valore intrinseco perso poi nel titolo italiano, del fatto che non serve essere grandi e grossi o potenti, per compiere grandi azioni, basta che si abbia il coraggio di fare qualcosa e di avere degli amici, fa nulla se sono non proprio convenzionali.

Cartone animato dolce ma non melenso o infantile, lontano anni luce dalle mega produzioni animate in 3d che vogliono stupire con roboanti effetti speciali, è la storia di un ragazzino, Yankee Irving, maltrattato dai compagni di gioco per la sua scarsa attitudine allo sport, che mette nei guai il padre, lavoratore licenziato dello stadio locale del baseball, favorendo senza volerlo il furto della mitica mazza di Babe Ruth “Darlin'” (doppiata in originale da Whoopi Goldberg). Yankee voleva provare Darlin’ per vedere quanto poteva essere bravo con il mitico attrezzo, ora deve partire alla ricerca del ladro. Il furto è stato commissionato da un cinico magnate del baseball, proprietario di una squadra avversaria degli Yankee di Chicago, che crede che la classe e la maestria di Babe Ruth siano dovute solo alla magia di cui Darlin’ è intrisa (si narra fosse costruita con il legno dell’Olimpo e per gli Dei), favorendo così il crollo del campione e la sconfitta della sua squadra. Yankee Irving è aiutato nell’impresa da Screwie, una palla da baseball parlante decisa e dal linguaggio tagliente, che nell’originale viene doppiata da William H.Macy (in italiano, stridendo contro lo spirito del film, c’è una battuta sua di cattivo gusto stranamente non censurata visto il target per tutti ma di base infantile). Avventura e incontri con persone di vario tipo (giocatori di baseball, vagabondi, una tenera ragazzina) costelleranno l’avventura dei tre amici per giungere a Chicago a ridare la mazza a Babe, viaggio condito dai litigi dei due attrezzi sportivi.

Con un cast di doppiatori originali di grande rispetto come Rob Reiner, Brian Dennehy e Forest Whitaker, questo film si riassume con poche parole : dolcezza, simpatia, tenue avventura. Si nota benissimo come sia intriso, in totale controtendenza con l’attuale trend animato, di colori tenui e smorti per non colpire mai diretto, abbia dalla sua la simpatia di personaggi che vogliono accaldare il mondo e il viaggio di yankee (sembra che la cattiveria sia limitata all’ufficio del magnate e agli atti del suo collaboratore che insegue il ragazzo), siano presenti genitori in grande difficoltà economica (“papà deve sempre fare gli straordinari”) ma che non eccedono mai in un rimbrotto o in uno scapaccione, neanche di fronte alla fuga in missione del figlio. Decisamente la casa di produzione IDT Entertainment (curiosamente specializzata in film horror) ha voluto fare un film che fa della dolcezza e della simpatia il suo forte, abbassando con questo il target, costruendo nella conseguenza un finale non forzato ma ultrascontato. Ma, è questa la cosa importante, il film regge, lo si segue con simpatia da parte di piccoli (che si divertiranno un mondo) e grandi spettatori accompagnatori che seguiranno con bonarietà accondiscendente, le battute e i diverbi sono divertenti, le azioni e i movimenti del bieco rapitore di mazze dinamici (sembra un Wile E. Coyote a cui capita di tutto), per un film concepito per questo davvero non si poteva chiedere di più.

Non ci sono citazioni particolari, tranne quelle sportive (i nomi dei giocatori annessi alle loro mazze da baseball), il gioco del ritrovo esterno non esiste, altra dimostrazione di target abbassato, e anche i cattivoni fanno movimenti che di bieco o spaventoso non hanno nulla (come giocare con i gadgets di Babe Ruth per vendetta). Tra l’altro non è mai facile “umanizzare” cose come una palla o una mazza, ma in questo caso l’operazione è riuscita appieno (viene comunque specificato che Screwie e Darlin’ sono ascoltate e percepite solo da Yankee). In Italia, sfavorito dal fatto che il baseball è uno sport decisamente minore, non potrà certo piacere come in America (quanti sanno chi è Babe Ruth, campione di home run senza cercare sul web?), sarà presto dimenticato, in questo lo stile vecchi stampo privo di particolari meriti sicuramente non lo aiuta, ma il pensiero che sia stato concepito da Reeve “immortale Superman”, fa commuovere e intristire, dato che Yankee ha lo spirito che contraddistingueva lo sfortunato attore : mai mollare.

In definitiva ci sarà tempo per film molto più profondi, importanti e completi, la Pixar sta tornando tra poco a deliziarci con uno dei suoi sicuri capolavori (visti i trailer e le premesse, Wall-E sembra davvero possa diventarlo), ma questo dolcissimo recupero è tutt’altro che pedantemente filamentoso di zucchero, è una avventura semplice da guardare con simpatia e tenerezza di fondo, quasi fosse una fiaba della buonanotte per dei bimbi che non devono dimenticare che ognuno nel suo piccolo fa grandi azioni, lotta contro il mondo che aiuta chi fa buone cose anche solo nell’intento.

Il tutto nel nome e nello spirito di un uomo che ha toccato il mito delle stelle e poi è dovuto rimanere a lottare contro un destino beffardo e crudele.

 

Pietro Signorelli

Articolo precedenteBurn After Reading – A prova di spia
Prossimo articoloSpeciale Sweeney Todd
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.