The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered

Scheda Gioco

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered

Piattaforma

PC
Genere
Action/RPG
Sviluppatore
Virtuos
Publisher
Bethesda Game Studios
Uscita

22 Aprile 2025
PEGI
PEGI 18

Il Nostro Voto

80/100
BUONO


Parlare di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un compito tanto emozionante quanto delicato per chi, come me, ha visto crescere Cyrodiil sin dal 2006. Oblivion non è stato soltanto il punto più alto raggiunto dalla saga di Bethesda (mi perdoneranno i fan di Skyrim), ma l’esperienza che ha segnato profondamente la mia infanzia e plasmato il mio approccio ai videogiochi di ruolo.

Avvicinarsi oggi a una remastered di un titolo così iconico porta con sé due sentimenti contrastanti: da un lato la curiosità di scoprire come Bethesda abbia scelto di rinnovare un’opera del passato; dall’altro la paura che i nostri ricordi, così vivi e nitidi, possano essere traditi da modifiche poco rispettose.

Tuttavia, non appena è arrivato il primo trailer, molte delle nostre preoccupazioni si sono dissolte: la qualità degli aggiornamenti grafici — texture dettagliate, illuminazione ripensata, animazioni più fluide — ha mostrato un evidente amore per l’originale. Così, dopo quasi vent’anni dall’uscita su PC, siamo tornati a esplorare le terre di Cyrodiil e, nelle pagine che seguono, vi racconterò le nostre considerazioni su cosa questa remastered ha conservato, migliorato o, talvolta, reinventato.

Wait, I’ve seen you. You’re the one from my dreams.

Le prime battute della The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered ci catapultano subito nei panni del cosiddetto eroe di Cyrodiil, un avatar completamente personalizzabile nella razza e nell’aspetto. L’editor conserva la stessa struttura dell’originale, ma grazie al passaggio a Unreal Engine 5 si è guadagnato un notevole restyling: i tratti del volto appaiono ora più definiti e realistici, pur lasciando spazio al gusto di certi burloni del web che amano dare un tocco… “particolare” ai loro personaggi.

In particolare, Argoniani e Khajiit hanno beneficiato di un upgrade sostanziale: le squame e il pelo risultano più intricati, i volti più espressivi, e l’illuminazione dinamica valorizza ogni dettaglio. Avremmo gradito qualche capigliatura in più e ulteriori slider per scolpire il volto—soprattutto sul profilo naso/mento—ma nel complesso l’offerta di personalizzazione si conferma solida e sufficientemente profonda, capace di soddisfare sia i puristi dell’originale sia chi cerca un tocco di novità estetica.

oblivion remastered screen 1 min

Come nell’originale, il giocatore vestirà i panni del “Prigioniero”, rinchiuso in una cella della prigione imperiale senza memoria né nome. All’improvviso, nella nostra cella, faranno irruzione un gruppo di persone: le Blades con al seguito l’Imperatore Uriel Septim VII in persona, costretto a fuggire dalla Città Imperiale inseguito da una misteriosa setta nota come “La Mitica Alba”, di cui verremo a conoscenza degli oscuri piani durante lo svolgimento della main quest. Durante la fuga, approfitteremo della confusione per evadere insieme all’Imperatore e al suo drappello, ritrovandoci catapultati in una corsa disperata attraverso i cunicoli sotterranei sotto la capitale. Ma la speranza dura poco: un improvviso agguato ha la meglio sulle difese imperiali e sullo stesso Uriel Septim VII, che cadrà vittima di un assassinio fulmineo (ci teniamo a precisare che, questa sequenza, ha beneficiato di animazioni migliorate in questa Remastered). Con il suo ultimo respiro, l’Imperatore ci affiderà un compito disperato e fondamentale, ovvero ritrovare il suo unico erede ancora in vita e aiutarlo a riaccendere i Fuochi del Drago, unico baluardo in grado di impedire l’apertura dei cancelli di Oblivion, varchi magici che comunicano con il Piano di Mehrunes Dagon, spargendo orde di demoni per tutta la capitale.

Da questo momento, l’imponente mondo di Cyrodiil si spalancherà davanti a noi, e la ricerca dell’erede perduto – e salvatore dell’Impero – diventerà il motore di un’avventura epica.

Non fidatevi del solo trailer in cima all’articolo: vi consigliamo di provarlo con mano, almeno per assistere in prima persona ai miglioramenti visivi applicati al titolo. È come riscoprire un classico sotto una luce totalmente nuova: le prime fogne sembreranno incantevoli, vero, ma aspettate di emergere a Cyrodiil: dolci colline verdi, spigolosità rocciose, torri e bastioni imperiali scolpiti con un realismo sorprendente. In termini di pura resa visiva, Oblivion Remastered si avvicina per certi versi a titoli moderni come Avowed, pur conservando qua e là qualche spigolosità, data dalla presenza del “layer” del Creation Engine/Gamebryo originale alla base. È difficile credere che sia un titolo di quasi vent’anni fa, se non per le meccaniche che tradiscono la sua età.

Remake o remastered? Questo è il dilemma…

I bug “più classici” sono ancora presenti: armi che si distruggono dopo un colpo o NPC che si bloccano negli spazi più angusti. Se amate il “grezzume” tipico dei giochi Bethesda, vi troverete a sorridere per queste assurdità, perché, a conti fatti, Oblivion resta un titolo spassosissimo. Come ogni open-world Bethesda, punta tutto su libertà e personalizzazione: tra il sistema ricco di statistiche di Morrowind e l’azione frenetica di Skyrim, qui si raggiunge un equilibrio ideale – sebbene il sistema di livellamento sia stato rielaborato in questa rimasterizzazione, non è ancora perfetto. In Oblivion guadagnerete esperienza incrementando la vostra competenza con le abilità, come Corpo a corpo, Agilità o Armature. Le abilità principali scelte all’inizio vi daranno più esperienza, ma ora anche quelle minori ve ne concederanno un po’. Dopo aver aumentato abbastanza volte una competenza, salite di livello e potete assegnare punti statistica agli attributi: Forza, Intelligenza, Volontà, Agilità e così via. Il mondo si adatterà al vostro livello, mantenendo teoricamente una sfida per tutta la partita. In pratica, se non aumentate abbastanza le abilità di combattimento prima di salire di livello, rischiate di trovarvi improvvisamente annientati da nemici che pochi minuti prima erano facili da battere. È un miglioramento rispetto a prima, ma servirebbero ancora aggiustamenti al bilanciamento generale.

oblivion remastered screen 2 min

Passando al combattimento, la sensazione è migliorata, ma non regge il confronto con i progressi fatti dal genere nel tempo. Lo stile di Bethesda non è mai stato il top, con quel senso di peso mancante negli scontri corpo a corpo. È ancora presente, con un’animazione sgraziata mentre si tenta di colpire i nemici. Ciò che è stato migliorato è la reattività dei nemici: mentre nell’Oblivion originale non c’erano animazioni di reazione ai vostri colpi, in questa rimasterizzazione sono state aggiunte. Non è nulla di eccezionale, ma rende l’esperienza un po’ più credibile.

Uno degli interventi più riusciti riguarda i volti: dagli stenti mendicanti di Bruma ai regalmente scolpiti cittadini della Città Imperiale, ogni personaggio ha ricevuto un lifting sorprendente, e il labiale finalmente si sincronizza con le vecchie tracce vocali. L’accattivante restyling di Khajiit e Argoniani merita un applauso, anche se indossare certi elmi li trasforma in strambi guerrieri felini. È stato aggiunto nuovo doppiaggio — con voci come James Marsden e Tim Blaney — che si affianca alle clip più celebri. Intanto, i bug più esilaranti di sempre continuano a regalarci gag involontarie: nemici morti che si lanciano come torpedini o “doppi Imperatori” osservatori della loro stessa morte.

oblivion remastered screen 3 min

Detto questo, non si tratta esattamente di un remake, dato che sotto il cofano è sempre lo stesso Oblivion che conosciamo e amiamo. Letteralmente, il gioco utilizza l’Unreal Engine 5 per il rendering dei nuovi asset visivi, mentre il resto è ancora gestito da Gamebryo. Una coesione, quindi, tra due engine diversi ed è affascinante il modo in cui Virtuos sia riuscita a fondere queste “due nature” ed è forse la prima volta in cui troviamo questo tipo di rimasterizzazione in una operazione commerciale di questo tipo. Nonostante gli ottimi miglioramenti grafici il gioco, almeno su PC, pecca di ottimizzazione, mostrando gli annosi problemi di stuttering dell’Unreal Engine e, nonostante il bollino “certificato”, il gioco fatica a raggiungere i trenta frame al secondo anche su Steam Deck. Si può giocare, certo, ma difficilmente vi divertirete su altro che non sia un PC potente o una console di ultima generazione.

Concludendo…

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered riesce a stupire dove conta di più: la riscoperta di Cyrodiil sotto una luce rinnovata restituisce al titolo quel fascino epico che abbiamo amato quindici anni fa, con panormai mozzafiato e volti finalmente credibili. L’upgrade grafico operato da Unreal Engine 5, pur conservando il “cuore” Gamebryo dell’originale, dimostra tutto l’affetto e il rispetto verso un classico indimenticabile, capace di farci tornare bambini davanti alla soverchiante quantità di contenuti che il gioco ha da offrire tutt’oggi.

Sul fronte del gameplay, invece, Oblivion Remastered è un esercizio di stile: i bug più surreali e il sistema di combattimento antiquato ci ricordano che non è un remake totale, ma le migliorie rendono l’esperienza più accessibile ai nuovi giocatori senza tradire lo spirito “grezzo” dei titoli di Bethesda. Qualche sbavatura di ottimizzazione e il bilanciamento ancora imperfetto sono peccati veniali se rapportati all’ondata di nostalgia e libertà che Oblivion sa donare.

Il Nostro Verdetto

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered

BUONO
Voto: 80 su 100 — BUONO
Pro
  • Texture ad alta risoluzione, illuminazione dinamica e modelli dei personaggi in Unreal Engine 5 che valorizzano ogni scorcio di Cyrodiil.
  • Mantiene intatto lo spirito “grezzo” e le meccaniche di gioco riconoscibili, per un’esperienza nostalgica ma rivisitata.
  • Tutti gli NPC hanno ricevuto un “lifting” notevole, con sincronizzazione del labiale e nuove espressioni facciali.
  • Aggiunta di animazioni di reazione agli attacchi, che rendono i combattimenti più credibili.
Contro
  • Stuttering e cali di frame rate, soprattutto su Steam Deck e hardware non di fascia alta.
  • Il bilanciamento tra abilità principali e secondarie può ancora generare sbalzi di difficoltà indesiderati.
  • L’assenza di peso e fluidità tipica di Bethesda degli ultimi anni si fa sentire, con animazioni a volte goffe.
  • Bug storici rimasti invariati.
Conclusioni

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un omaggio visivo e affettivo a un classico intramontabile: imperfetto nel gameplay, ma capace di emozionare ancora grazie a un restyling grafico di pregio e a quel fascino “grezzo” che lo ha reso unico circa vent’anni fa.

Piattaforma
PC
Data Recensione
4 maggio 2025
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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