Orcs Must Die! Deathtrap – Si ritorna a macellare orchi!
Per gli appassionati degli ibridi tower defense e action, il brand Orcs Must Die è sicuramente noto. Tra alti e bassi, la saga videoludica si è trascinata innanzi per quasi tre lustri, attraversando varie ere videoludiche senza perdere la sua innata comicità e leggerezza, al contempo offrendo sempre un gameplay piuttosto profondo e divertente con qualche variazione sul tema (non sempre, però, degna di nota). L’ultimo capitolo pubblicato, Orcs Must Die! Deathtrap, non tradisce questa definizione sulla carta ma… è tutto sangue quello che cola da un corpo verdognolo?
Scopriamolo assieme con la nostra review della versione Steam del gioco!
Dannati orchi!
Orcs Must Die! Deathtrap è un divertente gioco d’azione con visuale in terza persona, dagli spessi connotati tower defense e ruolistici. La novella iterazione del brand, al contempo, aggiunge anche un leggero elemento roguelike alla sua complessiva offerta, aggiungendo un po’ di sale ad una formula, comunque sia, di già ben rodata. Com’è tradizione, il prodotto di Robot Entertainment avrà dalla sua una linea narrativa volutamente cliché e parodistica: noi, maghi e difensori indefessi dell’umanità, dovremo fermare infinite orde di “cattivissimi” orchi dalle altrettanto “terribilissime” intenzioni. La trama è sempre stata giusto una piccola giustificazione per introdurci nel brutalmente colorato e divertente mondo di Orcs Must Die e Deathtrap non fa differenza: non vi sarà una vera e propria linea narrativa, ma una sequela di livelli casuali fra cui scegliere, correlati fra loro solo dall’incombente “minaccia”.
Per chi ignorasse l’oggetto di questa review, il complessivo gameplay di Orcs Must Die! Deathtrap potrebbe esser facilmente riassunto così: saremo chiamati a difendere, tramite l’uso di trappole e abilità varie, un cristallo magico da un gruppo di orchi in mappe piuttosto estese e labirintiche. Il nostro compito? Naturalmente quello di farli passar a miglior vita prima che arrivino a destinazione deviando il loro tragitto e cospargendolo di vari strumenti di morte. Nelle battute iniziali, si sceglierà un Mago da utilizzare, ognuno con armi, abilità attive e passive specifiche, armandolo al contempo di una serie di trappole (al momento, non tantissime) da dover piazzare su mura, pavimenti, soffitti ecc.
Quegli spuntoni nel muro sembrano molto appuntiti…
Rispetto al passato, Orcs Must Die! Deathtrap punta molto di più sul gioco cooperativo, sino ad un massimo di 4 giocatori, e sul lavoro di squadra. Le mappe saranno già in prima battuta grandi e complesse, con i flussi di attacco che si riveleranno essere già dall’inizio piuttosto corposi: caratteristiche che, in prima battuta, potrebbe scoraggiare chi non conosce le meccaniche di base del gioco. Se a questo si aggiunge che, effettivamente, nel gioco vi saranno degli “svogliatissimi” video tutorial, peraltro nemmeno particolarmente esaustivi, e non più le classiche mappe iniziali piccole e limitate, che gradualmente introducevano ai meccanismi di gioco, ciò che si desume è che Robot Entertainment abbia confezionato il prodotto principalmente per i fan e i veterani del suo brand. Con buona pace dei neofiti che avranno vita non facile sin dall’inizio.
Come brevemente indicato all’inizio, Deathtrap è un gioco che pesca a piene mani dai titoli ruolistici e dai roguelike. Sconfiggendo gli orchi, si guadagneranno punti che possono essere utilizzati per migliorare le caratteristiche specifiche del nostro personaggio (in realtà, tendenzialmente minori e relativamente impattanti) o quelle delle trappole, nell’apposito hub centrale ricolmo dei classici npc (e forse un po’ sovradimensionato rispetto a quanto di importante contiene). A questo proposito, nel continuum del brand, Deathtrap si pone un po’ come una versione, in certi aspetti, semplificata dei precedenti capitoli: in passato, ad esempio, si potevano selezionare armi differenti ed indossare specifici oggetti in grado di modificare anche completamente una build. Oppure, al contempo, potenziare le trappole in modo da cambiarne l’essenza, il posizionamento ecc. Il nuovo capitolo del gioco, al momento, è molto più rigido e limitato da questo punto di vista, seppur si potrà cambiare liberamente personaggio senza perdere la stra-grande maggioranza dei potenziamenti sbloccati.
Tutto o niente
L’aspetto più squisitamente roguelike, invece, è più intrigante: avremo facoltà di affrontare, in progressione, diversi stage caratterizzati da alcuni malus specifici (come, ad esempio, la comparsa di unità speciali ad ogni ondata). Man mano che andremo innanzi, aumenterà la difficoltà dei livelli, che erediteranno anche i malus precedenti, ma al contempo avremo facoltà di metter mani su un maggiore quantitativo di punti nel caso in cui dovessimo superare indenni la sfida.
L’altro aspetto “rischia tutto” sarà la possibilità di selezionare dei potenziamenti speciali tra una ondata e l’altra, i quali naturalmente resteranno in piedi solamente durante la specifica sessione. Idee, tutto sommato, divertenti e che provano un minimo a modificare il flusso ludico “storico” del prodotto che, sostanzialmente, sarà in larga misura invariato. Proprio a questo proposito, possiamo tranquillamente asserire che nel suo specifico bacino d’utenza, il prodotto di Robot Entertainment è uno dei migliori rappresentanti del settore.
Ebbene, ricordate quanto detto nei riguardi dei neofiti? Quanto sin qui asserito evidenzia come questo discorso non cambi, in questo senso, anche per quanto concerne i veterani: Deathtrap, infatti, non offre grandi variazioni sul tema rispetto al passato, anzi andando ad imporre qualche limite di troppo rispetto ai precedenti capitoli. Per quanto il gioco sia, comunque, godibile e divertente, le novità introdotte non riescono pienamente a bilanciare le caratteristiche mancanti. Detto ciò, rispetto al passato, la componente cooperativa è qui più marcata e necessaria, rendendolo un titolo di assoluto divertimento se giocato in compagnia.
Tecniche di difesa
Da un punto di vista tecnico, il lavoro profuso da Robot Entertainment è, ora, di discreto livello. A ridosso del day-one, il gioco avevo diversi angoli da smussare, tra prestazioni traballanti, bug dei più vari (specialmente, nemici che si incastravano continuamente tra mura e barricate) e qualche problema di connettività. Al momento, nel giro di diverse patch, gli sviluppatori hanno sostanzialmente ridotto all’osso le grane tecniche che affliggevano il gioco, al momento sufficientemente pulito per essere godibile. Unico punto debole al momento ancora evidente sono le animazioni, spesso legnose e innaturali. Esteticamente, invece, il discorso cambia: ambienti e personaggi sono caldi, colorati e morbidi, con una forte impronta cartoon. Una scelta stilistica gustosamente dissonante con la “brutale” violenza che contraddistingue il gioco, tra decapitazioni, bagni “brucianti” nella lava e quant’altro. Il comparto sonoro, invece, è sufficientemente coerente con l’aria leggera che tira, a livello di effettistica, mentre le musiche sono davvero spettacolari e curate, improntante ad un stile heavy/epic metal davvero ispirato.
Concludendo…
Orcs Must Die! Deathtrap è molto divertente da giocare, soprattutto con una squadra di quattro amici. È collaborativo, divertente e ricco di azione, e conserva ancora molti degli aspetti più piacevoli della serie, come far precipitare un orco attraverso la mappa in un pozzo di lava, infilzarlo con più oggetti appuntiti allo stesso tempo e poi rimandarlo indietro per rifare tutto da capo. Il gioco introduce dei timidi elementi roguelike ma, al contempo, va a “tagliare” alcune caratteristiche del passato, rendendolo più conciso e limitato. Per quanto concerne le complessive prestazioni, Deathtrap è un buon prodotto che, nonostante qualche rallentamento in situazioni “oppressive” a livello di elementi a schermo, riesce comunque ad essere quasi sempre sufficientemente fluido senza intervenire eccessivamente sulle opzioni di gioco. A questo, si aggiunga che, alcune scelte “opinabili”, rendono Deathtrap non fluidamente digeribile né dai veterani, né dai neofiti. Resta, al suo prezzo, comunque uno dei migliori prodotti del settore in circolazione.
Orcs Must Die! Deathtrap
DISCRETO- Un dei migliori action/tower defense in commercio
- Divertente e colorato
- Cooperativo fino a quattro persone
- Qualche limite concettuale e numerico rispetto al passato
- Rende la vita difficile ai neofiti
- Nessuna reale novità di peso per i veterani
Orcs Must Die is back! Il brand che unisce azione caotica e brutale violenza cartoonesca, offre ancora un’atmosfera leggera e divertente. È collaborativo, divertente e ricco di azione, e conserva ancora molti degli aspetti più piacevoli della serie, seppur al contempo, va a “tagliare” alcune caratteristiche del passato, rendendolo più conciso e limitato. Resta, al suo prezzo, comunque uno dei migliori prodotti del settore attualmente in circolazione.




