Double Dragon Gaiden – Il ritorno dei fratelli Lee
Double Dragon è uno di quei titoli che, per i giocatori più stagionati, senza dubbio suonerà decisamente familiare. Si tratta in realtà di uno dei primissimi picchiaduro a scorrimento della storia, probabilmente il primo gioco di questo genere che di fatto ne scolpì le regole base e lo fece apprezzare al grande pubblico, dopo alcuni prototipi non del tutto riusciti (ricordate Renegade?). In seguito a questo storico titolo, tra gli anni 80 e 90, nacque una lunga serie di titoli a lui ispirati, tra cui spiccano senza ombra di dubbio i titoli Capcom (chi non conosce il mitico Final Fight) per sfociare su cloni con armi bianche e oltre (Golden Axe, Alien Storm, etc). Nonostante un inizio entusiasmante questa saga però non è stata tra le più fortunate: a parte una trilogia di titoli ufficiali, negli ultimi trenta anni è finita nel vaporware con molti porting piuttosto malinconici e un dubbioso Double Dragon 4, nel 2017, con grafica 8-bit. Il che ci porta ad oggi, dove la Secret Base riprova a lanciare il marchio con Double Dragon Gaiden, appellativo giapponese che significa appunto parallelo / alternativo, ad indicare una sorta di reboot della saga su una story-line parallela. Se siete curiosi di sapere cosa ne pensiamo, continuate a leggere…
La solita minestra…
Double Dragon Gaiden rispetta la prima regola dei veri beat-em-up: dev’esserci una storia, rigorosamente banale e stringata, che funge da incipit per tutti i pestaggi. In questo caso seguiamo le gesta dei nostri beniamini di sempre, i fratelli Billy e Jimmy Lee, in un mondo post-apocalittico sullo stile di Ken Shiro, contro una pletora di avversari facenti parte di quattro “gang” principali. Il motivo di fondo in realtà importa poco, non vale neanche la pena menzionarlo: l’importante è iniziare a mettere delle sane mani in faccia ai cattivoni di turno fino ad arrivare al misterioso boss finale. Per completare da cima a fondo questo gioco, probabilmente è sufficiente una manciata di ore, esattamente come per i titoli originali, ma, essendo nel 2023, non poteva mancare una considerevole serie di elementi sbloccabili che premiano la perseveranza e l’impegno del giocatore…
… ma anche tante novità!
Il gameplay in generale non è cambiato: è quello classico dei Beat-em-up in 2D, seppure con qualche novità interessante. Intanto il movimento tra i vari livelli dimostra più maturità rispetto al solito “picchia tutti e prosegui a destra”. All’inizio della storia si deve scegliere da quale fazione nemica iniziare, tra le quattro disponibili e da qui in poi si procede a piacere. All’interno dei livelli, dove è anche possibile tornare indietro, sovente è necessario impegnarsi in alcune limitate esplorazioni, con tanto di strade multiple e zone segrete. Tutto il gameplay è stato arricchito con una sorta di meccanismo “rogue-lite”: i livelli cambiano parzialmente sulla base dell’ordine con cui vengono affrontati e, a fine partita, persiste un elemento di crescita grazie ad alcuni gettoni assegnati in base al punteggio raggiunto. Con questi è possibile sbloccare alcuni collezionabili, immagini, musiche, documenti e, ciliegina sulla torta, anche nuovi personaggi!
Il roster iniziale infatti comprende solo quattro personaggi base: Jimmy, Billy, la pistolera Marian e il possente “Zio Matin”; accumulando ricchezze e ore di gioco sarà però possibile sbloccare altri nove avatar, che includono molti dei boss che si incontrano nell’avventura.
Nonstante tutta questa scelta sia apprezzabile, in realtà tra un personaggio e un altro non c’è molta differenza: bene o male le mosse a disposizione sono sempre le stesse e non si sente una grande varietà in questo senso. Fanno eccezione i pochi personaggi che fanno uso esclusivo di armi da fuoco e in qualche modo riescono davvero a variare il gameplay. Altra novità rispetto all’originale è la quantità di mosse disponibili, che sono più varie: a parte il classico attacco standard, attacco in corsa, colpo volante e la presa ci sono anche alcune mosse speciali che necessitano di essere ricaricate per poter essere eseguite. La ricarica avviene sia aspettando il tempo necessario oppure massacrando i nemici, che possono mollare appunto dei bonus blu di ricarica e/o monete. Il giocatore inoltre deve scegliere sempre due personaggi che può scambiare a piacimento durante il gameplay con la semplice pressione di un tasto. Questo consente di variare un po’ il gameplay e anche per effettuare combo più complesse, oltre che per uscire da situazioni difficili.
Comparto Tecnico
Unity, che ormai sta diventando una sorta di standard per tutti i giochi 2D, è l’engine utilizzato anche per Double Dragon Gaiden. Lo stile prediletto per la grafica ricorda molto i titoli Technos di fine anni 80-90, per nulla seriosa con modelli che fanno uso di teste “esagerate” rispetto ai corpi e un tratto che ricorda quello dei fumetti. Tutta la grafica sfoggia una qualità che ispirata ai 16-bit, quadrettosa al punto giusto, ma sempre chiara, gradevole e animata con una buona maestria. Il comparto audio include un paio di musiche del titolo originale e tanti pezzi aggressivi che fanno un vistoso uso di chitarre elettriche, per accompagnare con adeguatezza l’azione e l’ambientazione. Gli effetti sonori sono selezionati con cura e mai noiosi, insomma, sotto questo aspetto non possiamo che ritenerci soddisfatti. Non abbiamo sperimentato bug o problemi tecnici di nessun tipo e l’esperienza di gioco è stata sempre piacevole e rilassata. Impostando il testo nella nostra lingua abbiamo potuto constatare che è stato tradotto con molta cura e senza errori grossolani.
Concludendo…
Double Dragon Gaiden è un titolo interessante, che cerca di riproporre alle nuove leve un titolo del passato. Il gameplay funziona, sebbene il timing tra un colpo e il successivo, quello che potremmo chiamare “l’effetto mazzata”, non sia dei più riusciti perchè a nostro avviso è troppo lento. Quando vengono uccisi tre nemici o più in contemporanea, tutta l’azione si blocca per mostrare a tutto schermo il bonus ottenuto: una scelta controversa che non ci è piaciuta perchè dopo le prime volte poi diventa davvero molesta. Lo stile grafico fumettoso e poco serio è forse un altro elemento problematico; si tratta di una cosa soggettiva, ovviamente, ma a tratti ci è sembrato davvero troppo orientato alla comicità, che per un picchiaduro non è bene. In definitiva un titolo carino, ben realizzato, ma con un gameplay da migliorare e uno stile che può piacere oppure no: decidete voi.
Double Dragon Gaiden
SUFFICIENTE- Gameplay fedele all’originale ma con tante novità rilevanti.
- Completamente giocabile in coop per due giocatori.
- Stile grafico 16-bit ben realizzato, animato e ricco di contenuti, nemici, personaggi, armi …
- … forse troppo orientato al comico, ideato per un pubblico più giovane?
- Da migliorare alcune meccaniche di gioco “moleste”.
- A conti fatti si finisce in poche ore, se i collezionabili non interessano.
- Poca varietà di gameplay da un personaggio all’altro.
Double Dragon Gaiden cerca di riproporre alle nuove leve un titolo del passato: il gameplay funziona, sebbene il timing tra un colpo e il successivo, quello che potremmo chiamare “l’effetto mazzata”, non sia dei più riusciti perchè a nostro avviso è troppo lento. Lo stile grafico fumettoso è sembrato davvero troppo orientato alla comicità, che per un picchiaduro non è bene. In definitiva un titolo carino, ben realizzato, ma con un gameplay da migliorare e uno stile che può piacere oppure no: decidete voi.





