L’esplorazione spaziale è sempre stata un argomento di spicco nei videogiochi. L’infinita vastità dell’Universo, tra corpi celesti ed il vuoto cosmico, rappresenta infatti una grandissima attrattiva per opere dalle tinte molto fantasiose. Tra queste, trova spazio il survival game umoristico Breathedge. Il gioco di cui andremo a parlare è stato sviluppato e pubblicato da RedRuins Softworks, software house dedita allo sviluppo di videogiochi indie. Rilasciato in Early access il 13 settembre 2018, è stato definito dagli stessi creatori “il miglior gioco di sopravvivenza nello Spazio! O no”.

Breathedge
L’esplorazione spaziale.

“Ehi nonno, guarda, un pollo!”

Il gioco comincia mostrando un flashforward del protagonista mentre viene interrogato da due automi a proposito di un incidente nello spazio. Il protagonista decide quindi di raccontare la propria versione.

Inizialmente si trovava su una nave spaziale che trasportava le ceneri del suo defunto nonno. Quest’ultimo era un appassionato della vita nello spazio, nonché un noto astronauta. Possedeva anche un pollo immortale (ebbene sì!), tramandato dalla propria famiglia per svariate generazioni. Durante il trasporto, ovviamente, accade qualcosa di inaspettato. Mentre il protagonista conforta l’affezionato animale da compagnia e procede nella lettura di un giornale (con in prima pagina una notizia riguardante degli attacchi terroristici da parte dei Broccoli), la quieta atmosfera sull’astronave viene interrotta. Delle grida e un poderoso frastuono lasciano spazio alla catastrofe: il mezzo viene completamente distrutto all’istante. “Sorprendentemente” il protagonista sopravvive, pur dovendo affrontare uno scenario desolante: lui e il suo amico pennuto sembrano infatti essere gli unici sopravvissuti. L’unico modo per tornare a casa? Sopravvivere.

Il gameplay di Breathedge si basa sul raccogliere risorse e craftare i beni necessari a sopravvivere ed avanzare nella storia. Il tutto, mediante l’esplorazione dell’ambiente e l’interazione con gli oggetti che lo compongono. In primis, è bene introdurre l’interfaccia del personaggio. Una volta iniziato il gioco, infatti, salteranno subito all’occhio la moltitudine di indicatori presenti sullo schermo: la barra di colore rosso, in basso a sinistra, rappresenta la vita. Questa diminuisce subendo danno o, progressivamente, col finire dell’ossigeno. Per recuperare è necessario riposare nel letto, o aspettare che si rigeneri. Gli altri due indicatori, posti sopra la vita, rappresentano rispettivamente la fame (in verde) e la sete (in bianco). Questi due valori diminuiranno in base al tempo di gioco e per ricaricarli bisognerà consumare cibi e bevande. A destra, inoltre, troviamo un’icona blu indicante un altro valore: l’ossigeno. Questo diminuirà rapidamente durante l’esplorazione esterna. Per ricaricarlo si può ritornare alla base, avvicinarsi ad una stazione d’ossigeno o utilizzare determinati strumenti. Infine, in basso a destra troviamo il livello di radiazioni. Durante l’esplorazione sarà infatti possibile imbattersi in alcuni luoghi radioattivi, che per essere attraversati richiederanno un equipaggiamento adeguato.

 

L’interno della base.

Raccogli, costruisci, utilizza

Il vero fulcro del titolo è il crafting system. Dalla progressione nella storia principale alla “semplice” esplorazione spaziale, infatti, sarà necessario costruire oggetti. Inizialmente, i beni potenzialmente craftabili saranno limitati. Sarà però possibile costruirne di nuovi ampliando la gamma di risorse o trovando progetti nuovi. Una volta soddisfatti i requisiti per la costruzione di un nuovo oggetto, esso verrà aggiunto in automatico al sistema.

Gli oggetti craftabili si dividono principalmente in quattro classi (con relative sottoclassi): cibo, equipaggiamento, risorse e oggetti. La prima, come facilmente immaginabile, ha a che fare con i bisogni essenziali. L’equipaggiamento serve invece per potenziare le capacità del protagonista. Gli attrezzi, diversamente, permettono di interagire in modo peculiare con determinati oggetti o scenari e possono inoltre essere assegnati ad uno slot di utilizzo rapido (tasti da 1 a 4). Da non dimenticare che sia l’equipaggiamento sia gli attrezzi sono poi contraddistinti dalla durabilità. Per quanto riguarda le risorse, trattasi dei materiali necessari alla costruzione. Si suddividono in risorse comuni (ottenibili da singoli oggetti grezzi) e risorse composite (ossia costituite da materiali multipli). Per ultimi troviamo gli oggetti: beni con applicazioni specifiche, di supporto (come i contenitori).

Breathedge permette di scegliere tra quattro modalità. La “standard” è la più bilanciata: permette infatti di imparare a giocare garantendo un’esplorazione libera ma impegnativa. La modalità “storia” invece enfatizza la narrativa, garantendo un’esperienza unica e coinvolgente che comporta però necessariamente una limitazione per le azioni del giocatore. Vi è poi la modalità “impossibile”, perfetta per chi ama le sfide estremamente stimolanti: l’assenza di indizi complica non poco il prosieguo della storia, favorendo le capacità deduttive dei giocatori. Inoltre, la meccanica della morte permanente non ammette il minimo errore. L’ultima scelta è la classica “free mode”: l’assenza di restrizioni, l’immortalità e le risorse illimitate la rendono perfetta per gli amanti dei sandbox e del crafting compulsivo. Consigliata a chi preferisce il divertimento e il relax.

Lo Stato dell’early access è molto avanzato. Breathedge, infatti, è essenzialmente completo: non si notano bug evidenti e tutto fila liscio, senza scivoloni. Il team di sviluppo ha inoltre annunciato l’aggiunta di nuovi capitoli. Pertanto, l’unico eventuale interrogativo (al momento) riguardarda l’evoluzione della trama.

Altri detriti causati dall’incidente.

Concludendo…

Breathedge è un videogioco di sopravvivenza molto coinvolgente ed intuitivo, che gode di un’ottima ambientazione contraddistinta dal forte contrasto tra gli scenari dello spazio siderale e quelli artificiali. Il crafting system è intuitivo, e vanta una varietà di oggetti non indifferente. Le meccaniche di gioco sono sì basilari, ma non prive di qualche interessante innovazione. La trama è originale, mai prevedibile e soprattutto colma di humour. È proprio l’aspetto umoristico del titolo a colpire il giocatore fin dai primi momenti, mettendolo a suo agio e strappandogli più di una risata. Le uniche pecche risultano essere le fasi iniziali del gioco, leggermente ripetitive e non propriamente “chiare”.

CI PIACE
  • Meccaniche intuitive e adatte a tutti.
  • Storia divertente e coinvolgente.
  • Crafting ed esplorazione entusiasmanti.
NON CI PIACE
  • Inizio poco chiaro e leggermente macchinoso.
  • Filo narrativo superfluo in determinate fasi.
Conclusioni

Breathedge, sebbene sia ancora Early Access, ci ha pienamente convinto. Si tratta di un videogioco curato, coinvolgente ed intuitivo, che sfoggia un motore ed una grafica degni di molti titoli AAA. Si potrebbe definire, se vogliamo, come un “Subnautica nello spazio”, anche se, grazie al simpaticissimo sfoggio di humor, riesce a distaccarvisi e ritagliarsi una personalità tutta sua. Aspettando con ansia i prossimi capitoli della storia, che dovrebbero uscire entro il prossimo aprile/maggio, lo possiamo già caldamente consigliare a tutti i fanatici dei survival/crafting.

SENTENZA

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Nato a Reggio Calabria nel 1997, si appassiona fin dall’età di sei anni ai videogiochi. Nonostante le sue prime esperienze videoludiche fossero principalmente al computer, dopo qualche anno riesce nell’impresa di farsi regalare una Xbox: Halo e Fable saranno i due titoli preferiti, come del resto le loro rispettive serie. A dodici anni scoprirà la sua passione per la Nintendo e da questa nascerà un grandissimo amore per i suoi titoli più famosi e gli immancabili JRPG. Al momento studia Giornalismo, con la speranza di poter scrivere dei suoi amati videogame anche in futuro.

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