World of Warcraft: Legion – Recensione

Il 2016 secondo Blizzard

Il 2016 è stato, senza alcun dubbio, una tra le annate più prolifiche in casa Blizzard. In primis, il lancio dello shooter multiplayer Overwatch – già analizzato a fondo nella nostra recensione – ha rappresentato una sorta di nuovo inizio per la casa statunitense, che da quasi 20 anni non lanciava una nuova IP sul mercato. Overwatch, acclamato da pubblico e critica, ha permesso di rivitalizzare un genere – quello degli arena shooter – con un gameplay immediato, ma allo stesso tempo complesso, realizzato con uno stile unico e accompagnato da un cast di personaggi ottimamente caratterizzati.

Poche settimane dopo, ecco approdare nelle sale cinematografiche Warcraft: L’Inizio, prima pellicola dedicata ad una tra le più storiche e longeve saghe di Blizzard. Il film, con un incasso di 433 milioni di dollari, è diventato la pellicola tratta da un videogame con il più alto incasso di sempre.
Per concludere al meglio l’anno della svolta, ecco approdare in piena estate l’ultima espansione dedicata all’eterno MMO dello studio, World of Warcraft: Legion.

Tra cacciatori di demoni, vilsangue e nuove terre da esplorare, Legion è riuscita a portarci via un quantitativo spaventoso di ore di gioco. Siamo quindi pronti, come sempre, a fornirvi il nostro responso finale dell’espansione.

Buona lettura!

 

Di ritorno dalla timeline alternativa

La precedente espansione, Warlords of Draenor (date un occhio alla nostra recensione), ha suscitato pareri piuttosto discordanti tra i vari giocatori dell’MMORPG di casa Blizzard. Nell’immediato, la quinta espansione di World of Warcraft fu causa di uno tra i più grandi aumenti di abbonati nella storia del gioco. Assurdo pensare che, solo qualche mese dopo, il titolo registrò anche il più grande calo di giocatori mai registrato. Tra acquirenti non soddisfatti dei contenuti end game, e altri non abbastanza motivati per continuare a pagare l’abbonamento di mese in mese, World of Warcraft sembrava ormai diretto verso un declino lento ma inesorabile. Tuttavia, quando il declino di iscritti iniziò a farsi sentire, Blizzard aveva già in cantiere l’espansione successiva, sviluppata ad hoc per rimediare agli errori del passato e proporre un prodotto carico di contenuti per i fan storici del gioco.

 

WoW Legion

 

In Legion, sesta espansione di World of Warcraft, a farla da protagonista è ancora una volta la terribile Legione Infuocata agli ordini dello stregone Gul’Dan, tornato al comando dopo la sconfitta di Garrosh Malogrido. L’armata demoniaca animata dal vilsangue minaccia nuovamente le terre di Azeroth, attaccando le principali città e soprattutto le isole disperse, sede dell’antica città di Suramar, terra natia di Malfurion e Illidan, ma soprattutto luogo di sepoltura del Titano Oscuro Sargeras.

Di fronte alla terribile minaccia in agguato, gli eserciti di Orda e Alleanza decidono quindi di unire le forze – ancora una volta – andando però incontro ad un misero fallimento, con la conseguente riapertura di vecchie ferite tra le due fazioni, risalenti alla morte di Re Varian dopo il tradimento di Sylvanas.

Narrativamente parlando, Legion cerca di portare avanti quanto di buono fatto con le precedenti due espansioni – Mists of Pandaria e Warlords of Draenor – proponendo lunghe questline, spesso intervallate da cutscene e dialoghi di pregevole fattura. La scelta di Blizzard di puntare, per questa espansione, su personaggi “forti” come Illidan, Sylvanas e Maiev ci è sembrata particolarmente riuscita, visto che stiamo parlando di alcuni tra i più iconici eroi mai apparsi in prodotti legati a Warcraft.

Gran parte del lavoro, tuttavia, è stato svolto per caricare Legion di una valanga di contenuti, puntando quindi forte su un end game che, nella passata espansione, mostrava tutte grandi debolezze sul lungo periodo.

 

Il nuovo end game tra artefatti e world quest

Se Warlords of Draenor, dal canto suo, proponeva aree e contenuti molto interessanti, salvo poi “morire” inesorabilmente una volta toccato il tanto agognato level cap, al di là del comparto narrativo, Legion mette tanta carne al fuoco a livello di contenuti. In primis, una volta raggiunto il level cap, attualmente fissato a 110, si potranno sbloccare le cosiddette world quest, ovvero missioni “globali” che compariranno al giocatore sulle Isole Disperse. Le quest globali sono suddivise per area e vantano un sistema di reputazione simile a quello prototipato negli anni di The Burning Crusade, anche se ora il titolo sfrutta dinamiche più immediate, divertenti e semplici da gestire per i vari tipi di giocatori.
Uno tra i fattori che rendono davvero interessanti queste “world quest” è la loro suddivisione in categorie: potremo trovare missioni PvP in cui si vince sconfiggendo i giocatori avversari, semplici quest con obiettivi sparsi sulla mappa, esplorazioni di dungeon con relative boss fight e addirittura quest legate all’utilizzo delle mascotte. Il completamento delle quest ci permetterà di trovare equipaggiamenti sempre migliori per il nostro personaggio, rendendolo maggiormente competitivo nel caso volessimo gettarci a capofitto nel PvP.

 

WoW Legion

 

Da segnalare inoltre l’introduzione di un nuovo livello di difficoltà per i dungeon. In maniera piuttosto simile a quanto visto con Diablo III: Reaper of Souls, terminando un dungeon a difficoltà massima verremo ricompensati con una chiave, utile per rigiocare lo stesso dungeon a un livello di difficoltà ancora più limitante (con vincoli come, ad esempio, l’obbligo di sconfiggere tutti i boss entro un certo periodo). Fallire significa perdere del tutto i progressi registrati nei diversi livelli di difficoltà e, ahinoi, ricominciare nuovamente da capo.

L’introduzione degli artefatti è sicuramente una delle principali feature presenti all’interno dell’ultima espansione di Legion.
Con l’uscita dell’espansione, armi iconiche dell’universo di Warcraft come il Doomhammer e l’Ashbringer, potranno essere impugnate dal nostro eroe e sfoggiate contro gli avversari che ci si porranno davanti negli scontri PvP. Ogni specializzazione di classe, presente all’interno di World of Warcraft, vanterà di una propria arma artefatto, ottenibile fin dalle prime battute di Legion. Una volta ottenuto, l’artefatto ci accompagnerà per tutta la durata dell’espansione, evolvendosi e migliorando insieme a noi grazie ad uno specifico sistema di progressione dell’arma, grazie a cui potremo attivare abilità diverse, sia attive che passive. Su ogni arma sarà poi possibile innestare reliquie con cui aumentare il livello della stessa e ottenerne diversi benefici.

Legion segna il ritorno delle classi eroiche che, di fatto, mancavano dalla terza espansione Wrath of the Lich King. Il cacciatore di demoni, la nuova classe in questione, è limitata alle due razze elfiche presenti all’interno del gioco – Elfi della Notte per l’Alleanza ed Elfi del Sangue per l’Orda – con un livello di partenza di 98.

Il cacciatore di demoni presenta due diverse specializzazioni, Rovina e Vendetta, che lo rendono una classe capace di ricoprire ruoli di DPS e Tank. A rendere peculiare il gameplay di questa classe eroica, è la presenza di caratteristiche come il doppio salto, la planata e i vari scatti offensivi, capaci di rendere il cacciatore di demoni una tra gli archetipi più mobili di sempre.
La classe è divertentissima da usare, anche se saranno necessarie diverse limature per riavvicinarla al livello delle altre.

 

Addio guarnigione, benvenuta Enclave!

Partendo dalle buone basi della guarnigione di Warlords of Draenor, ovvero la cittadella personale costruita dal giocatore e contenente benefici di ogni genere, in Legion è stata introdotta la cosiddetta Enclave di classe.

 

WoW Legion

 

L’Enclave di classe può essere rapidamente descritta come il ritrovo di tutti i personaggi – online – della stessa classe. Ideata in maniera molto simile alla Guarnigione, all’interno dell’Enclave avremo la possibilità di gestire il nostro artefatto – oltre che attivarne le relative quest – e i seguaci. Proprio come nella Guarnigione, infatti, potremo attivare quest completabili esclusivamente dai nostri seguaci, grazie a una semplice ma efficace interfaccia gestionale (per gli utenti iOS e Android è inoltre presente una companion app con cui poter gestire al meglio gli eroi da mandare in missione).

 

Dodici lunghissimi anni

Per essere un titolo che si porta ben dodici anni sul groppone, World of Warcraft riesce spesso a regalare alcune piccole perle grafiche. Certo, stiamo parlando di un motore ormai vecchio e tutt’altro al passo coi tempi ma, a nostro parere, i diversi miglioramenti apportati all’engine hanno reso nuovamente il titolo Blizzard sufficientemente appetibile.

 

WoW Legion

 

La varietà, a livello puramente paesaggistico, delle Isole Disperse è apprezzabile, così come la cura riposta dagli sviluppatori nella resa grafica di vegetazione, texture e colori, più realistici rispetto al passato.
Al di là dell’ottima cura rivolta da Blizzard – come da tradizione – alle intro, abbiamo apprezzato anche i diversi filmati di intermezzo, realizzati sfruttando il motore di gioco e accompagnati dalle solite incredibili musiche.

Ottimo ancora una volta il doppiaggio in lingua italiana, che sfoggia un cast di doppiatori abili nel caratterizzare al meglio il variegato cast di personaggi dell’universo di Warcraft.

 

Concludendo…

Legion è indubbiamente una tra le migliori espansioni di World of Warcraft sulla quale abbiamo mai messo le mani. Grazie alla presenza di una nuova classe eroica, divertente ed immediata nell’utilizzo, e ai diversi contenuti end game, non possiamo che consigliare quest’ultima espansione a tutti i giocatori che sognavano un ritorno in pompa magna dell’MMORPG di casa Blizzard, capace di non far rimpiangere i tempi d’oro di The Burning Crusade.

Legion ci ha fatto tornare una voglia matta di “nerdare” tra le terre di Azeroth.

E voi? Siete pronti, ancora una volta, a mettere da parte la vostra vita sociale?

CI PIACE

– La goia di poter utilizzare un cacciatore di demoni
– Le nuove aree di gioco sono varie e ben realizzate sul fronte “artistico”
– L’end-game finalmente convince
– Il ritorno di alcuni tra i più iconici eroi dell’universo di Warcraft

NON CI PIACE

– Giocando a WoW, difficilmente troverete tempo per dedicarvi ad altro
– L’abbonamento mensile è una tassa!
– Problemi di bilanciamento per la nuova classe

Conclusioni

Una tra le migliori espansioni mai dedicato all’immenso MMORPG di casa Blizzard, carica di contenuti ed in un end game che, finalmente, convince.

9Cyberludus.com
Articolo precedenteOutlast 2 – Anteprima
Prossimo articoloNiche – A genetics survival game – Anteprima
Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here