Un RPG di stampo nipponico… dalla Norvegia!

Andiamo alla scoperta del mondo di Umbra, il classico regno da salvare, ad un passo dalla distruzione totale, che vede in voi l’unica speranza di riuscire a superare i catastrofici eventi che fanno da scenario al titolo di Snowcastle Games.

Earthlock: Festival of Magic, nasce circa cinque anni fa. Nell’estate del 2013 viene rilasciata una pre-alfa, poco prima che la giovane software house norvegese prendesse la decisione di avviare una campagna Kickstarter per portare a termine i lavori di produzione. Complice una campagna pubblicitaria ben al di sotto degli standard, Earthlock è un titolo quasi sconosciuto, comparso il 27 settembre sullo Store Microsoft (con il servizio Games with Gold) e su Steam (nella stessa data).

 

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La fine del mondo è vicina (capirai la novità!)

Protagonista del titolo è Amon, un giovane cacciatore di tesori. Dopo poche ore dall’inizio dell’avventura, il suo miglior amico (un pesce martello dalle sembianze umanoidi) viene rapito a causa del ritrovamento di un manufatto di estrema potenza. In compagnia di un lupo (?) e di altri personaggi, nostro compito non sarà soltanto quello di ritrovare il nostro mentore, ma di salvare il mondo intero.

Come vuole la tradizione degli JRPG, i combattimenti si svolgeranno a turni, con la visuale che, di volta in volta, cercherà di offrire lo scorcio più emozionante per presentare gli scontri. Particolarità del gameplay di Earthlock risiede nel fatto che, all’interno di ogni singolo combattimento, è possibile cambiare la specializzazione del personaggio utilizzato. Un tank può quindi trasformarsi immediatamente in un agile ladro, oppure si può optare per una classe che permette dei precisi colpi dalla distanza (una sorta di cecchino). Le skill si sbloccheranno, come nella più classica delle tradizione, con il passare delle missioni, di pari passo con l’evoluzione del personaggio, che qui viene gestita attraverso una schacchiera: i punti esperienza sbloccano determinati bonus, che a loro volta permettono di utilizzare diverse abilità, fino al raggiungimento del “top tier” di ognuna delle classi. Ogni combattimento, dunque, offre una profondità davvero notevole. Quando avrete sbloccato un buon numero di abilità differenti, sarà possibile utilizzare tanti approcci diversi per abbattere ogni nemico che vi si parerà davanti. Per arricchire ulteriormente la proposta ludica di Earthlock, lungo il tragitto sono stati disseminati dei puzzle con meccaniche a la “Trine”, ossia con la necessità di dover cambiare personaggio da utilizzare, a seconda delle sue abilità. per raggiungere delle zone altrimenti inaccessibili. Non mancano i classici tornei, dove dimostrare il proprio valore in combattimento, utili per guadagnare ulteriori punti esperienza, che vi permetteranno di sbloccare determinate skill.

 

 

Il mondo contro

Il mondo di Umbra è sull’orlo della totale distruzione e, come tale, è pieno di nemici in ogni dove. Esplorare tutti gli anfratti di ogni diversa ambientazione può rivelarsi letale se non opportunamente equipaggiati. A questo proposito ci sentiamo di consigliare l’utilizzo della mappa di gioco, dove ogni nemico viene segnalato con un discreto anticipo, tanto da permetterci di evitare la sua area di percezione, e con essa lo scontro. La varietà dei nemici nei quali vi imbatterete in Umbra non è eccezionale (abbiamo contato 14 specie diverse), ma ogni razza è ben caratterizzata, con specifici punti di forza e punti deboli. Per venire a conoscenza di questi ultimi, un po’ come in The Witcher 3 (chiediamo scusa per aver anche solo pensato al paragone), sarà necessario controllare le voci del bestiario, dove saranno raccolte le descrizioni di tutte le creature incontrate durante il cammino. Se la varietà non è certo il punto di forza di Earthlock, un elemento che invece abbiamo particolarmente apprezzato è che, a seconda del numero di nemici che si affrontano contemporaneamente, il moltiplicatore di punti esperienza varia di conseguenza. Quindi, se vi sentite in vena, affrontate quanti più nemici vi è possibile, la crescita del vostro personaggio sarà nettamente più veloce.

A livello tecnico, Earthlock raggiunge appena la sufficienza. I modelli poligonali risultano fin troppo semplicistici ed alcune animazioni non sono legate a dovere. Nonostante la quantità di poligoni non faccia certo gridare al miracolo, troviamo davvero incredibile il fatto che il motore grafico tenda, spesso, a rallentare. Male anche l’interfaccia che, ci crediate o meno, tende a “perdere” qualche comando, di tanto in tanto. L’input, semplicemente, non viene letto e si è costretti a ripetere la pressione del comando desiderato. Abbiamo invece trovato soddisfacente il comparto sonoro, con brani che variano d’intensità a seconda di quel che accade sullo schermo.

 

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Concludendo…

Earthlock: Festival of Magic è definitiva un buon jrpg, che di questo genere riesce a riproporre meccaniche di gioco e ambientazione, con dialoghi scritti (che personalmente, adoro!) e il solito mondo da salvare, sull’orlo del disastro. Ciò che in gran parte rovina l’esperienza è il comparto tecnico, appena al di sopra della linea di galleggiamento. Lo stile grafico è carino, ma i poligoni utilizzati per ricostruire il mondo tridimensionale di Umbra sono davvero troppo pochi. Non è certo la cosa peggiore che sia capitata tra le mani negli ultimi anni, ma se cercate un gioco di ruolo dalla trama epica e dai personaggi indimenticabili, cercate altrove.

CI PIACE

– Gameplay interessante

– Stile JRPG azzeccato

– Buona colonna sonora

NON CI PIACE

– Comparto tecnico scadente

– Molti rallentamenti (nonostante i pochi poligoni)

– Trama e personaggi non proprio indimenticabili

Conclusioni

La norvegese Software House Snowcastle ha dimostrato di avere più stoffa che risorse (economiche e tecniche). I combattimenti presentano delle caratteristiche degne di nota (su tutte, la possibilità di variare le abilità proprie di ogni classe durante il combattimento stesso). Il comparto tecnico, però, rappresenta il più grande limite di Earthlock; un buon jrpg, che non riesce a fare il salto di qualità. Occasione, in parte, sprecata.

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