The Way – Recensione

The Way

La rincorsa della vita

Il protagonista di questa storia è un esploratore spaziale. La sua professione lo ha portato a conoscere innumerevoli nuovi mondi, lasciandosi alle spalle, volta dopo volta, pianeti di ogni tipo. Un uomo senza radici, che ha imparato a non avere bisogno di una casa, poiché questa per lui altro non è che la prossima, misteriosa stella da visitare. Una vita spesa sempre con lo sguardo fisso sull’orizzonte, col pensiero sempre proiettato al domani. Eppure, un giorno, qualcosa è cambiato.

A distoglierlo dal futuro e riportarlo al presente è la donna della sua vita, la stessa con la quale avrebbe condiviso il suo nuovo percorso di “pioniere spaziale”, ora con un punto fermo, una certezza.

Quello che è il periodo più bello e prezioso della sua esistenza di essere umano arriva però troppo precocemente alla fine: stroncata da un’inguaribile malattia, la sua dolce metà gli viene portata via. Le è stato accanto fino alla fine, le ha tenuto la mano fino all’ultimo respiro, e dopo averla perduta per sempre, anche una parte di sé ha cessato di vivere.

Ma forse c’è ancora una speranza. Un ricordo, una riminiscenza di antiche scritture reperite durante i suoi studi su un lontano pianeta, per un’ultima, disperata e forse folle ricerca. The Way è una storia d’amore, l’appassionante dramma personale di un uomo dal cuore grande, disposto a sacrificare ogni cosa, anche una vita intera, pur di rincorrere ciò che appare semplicemente impossibile. Non è importante quanto irrisorie possano essere le probabilità di successo: quando c’è di mezzo cosa o chi si ama davvero, il gioco vale sempre la candela.

Puzzling Dream, con il suo nuovo lavoro, ci insegna che non sempre sono necessari grandi mezzi, tecnologie d’avanguardia o narrazioni mirabolanti per dare vita a videogiochi di pregevole fattura. Talvolta può essere sufficiente concentrarsi con dedizione su quello che si ha, perché una singola e semplice idea, se sorretta dalla giusta passione, può essere d’avanzo. Una storia non ha sistematicamente bisogno di essere grandiosa, può anche “scorrere” silenziosa sullo sfondo ed essere “minuta”, perché se veramente “umana” riuscirà ugualmente a sfiorare il giocatore dall’interno. E che dire di un gameplay palesemente indietro coi tempi, messo in moto da tecnologie ancor più attempate? Evidentemente, quello che The Way pare volerci comunicare è che non esistono né inizi né fini per alcun genere videoludico: tutto torna, e se fatto in un certo modo può sempre divertire ed emozionare tanto i più giovani quanto i giocatori d’esperienza.

 

The Way

 

Tra puzzle e… salti spericolati

Il gameplay di The Way potrebbe essere sommariamente suddiviso tra fasi che prevedono la risoluzione di puzzle o rompicapi e altre caratterizzate invece da vivaci sessioni di “movimento”, con tanto di salti, scalate, inseguimenti e scontri a fuoco.

Cominciando dalle prime, le tipologie di enigmi/rebus nei quali avremo modo di imbatterci nel prosieguo dell’avventura sono davvero numerose, e difficilmente il giocatore si ritroverà a constatare una situazione di ripetitività. Eccoci dunque impegnati (per esempio) nel superamento di ostacoli, sistemi di sicurezza e videosorveglianza oltre che di nemici di vario genere tra droni, alieni e creature inquietanti. Tutto questo avviene attraverso l’interazione con computer o bizzarri dispositivi, in maniera tale da sbloccare passaggi o attivare ulteriori congegni capaci di permetterci l’avanzamento verso nuove zone degli scenari di gioco. Nella maggior parte dei casi, il nostro compito consisterà nella risoluzione di veri e propri puzzle di logica, (quasi) sempre stimolanti e mai frustranti. Altre volte potremo invece contare sull’utilizzo di armi da fuoco, oppure fruire di quattro poteri speciali disponibili all’incirca per due terzi del gioco. Questi ultimi consistono nel teletrasporto e nella telecinesi, oltre che nell’interazione con la tecnologia aliena e nell’utilizzo di un particolare specchio in grado di riflettere luce e proiettili dei nemici.

Tuttavia, più che per i puzzle, il giocatore dovrà essere preparato per le già menzionate sessioni di gioco “in movimento”. Nello specifico, ci riferiamo alle banalissime fasi di salto nelle quali dovrete cimentarvi lungo tutti gli scenari. Lo confesso: sebbene mi ritenga un giocatore relativamente “pacato”, ho perso la pazienza più di una volta. Ammetto di aver sempre avuto qualche problema con burroni e salti (in quasi tutti i videogiochi), tuttavia sono fermamente convinto che prima o dopo vi accorgerete di quanto i comandi di The Way possano risultare scomodi. Praticamente parlando, il personaggio si muove attraverso il classico WASD, corre mediante il tasto shift e salta con la barra spaziatrice. Il controllo dei poteri e delle armi avviene invece tramite mouse. Nonostante l’apparente semplicità, numerose saranno le occasioni nelle quali il sistema di controllo mostrerà apertamente i suoi limiti, rendendo macchinosi anche dei gesti semplici e costringendovi così a calcolare meticolosamente rincorse e “atterraggi”. Per fortuna non dovrete però preoccuparvi troppo: i checkpoint sono davvero frequenti, e in caso di cadute e scivoloni potrete ricominciare da pochi metri più indietro.

 

The Way

 

The Way: un tassello dopo l’altro

Nel complesso, quello di The Way è un gameplay che non può che essere promosso. Puzzling Dream si dimostra attenta e intelligente, differenziando continuamente l’esperienza di gioco. Dobbiamo infatti tenere conto che salvo eccezioni il titolo in oggetto vi offrirà una longevità di circa 12-13 ore di gioco: un risultato decisamente soddisfacente, tuttavia macchiato da appena un paio di puzzle sottotono uniti ad altrettante fasi di gioco poco chiare e leggibili. In relazione a queste, il rischio di rimanere “bloccati” c’è ed è tangibile. In funzione di ciò, ecco emergere un’ingombrante sensazione di eccessiva longevità, che personalmente mi ha accompagnato per l’ultima parte dell’avventura. Le tempistiche, anche nei videogiochi, sono importanti. Quest’ultimo aspetto, tuttavia, non ha influito sul voto finale, essendo un “difetto” che, oltre ad essere opinabile, non danneggia concretamente quanto di buono The Way è in grado di offrire, ovvero molto.

Infatti, a un gameplay come appena detto gradevole e avvincente, va ad aggiungersi una storyline che funziona, ulteriormente avvalorata da due finali egualmente efficaci e in grado di rendere (a posteriori) tutto fuorché semplice la scelta che il giocatore dovrà operare. Ma le note positive non finiscono qui, perché l’ottimo lavoro di Puzzling Dream coinvolge anche il comparto visivo e sonoro. La veste grafica 2D di The Way risulta infatti ben curata e capace di offrirci ambientazioni dettagliate e sempre diverse, oltre che animazioni (tenendo conto dei limiti tecnici intrinseci) accettabili. Tutto è inoltre impreziosito da una buona colonna sonora, per la quale è d’obbligo un inciso: la soundtrack che ascolterete durante questo viaggio altro non è che una serie di “temi” di brevissima durata, ognuno dei quali destinato a ripetersi più e più volte a seconda del tempo che rimarrete in ogni specifico scenario di gioco. Anche questa volta, la parola d’ordine è “semplicità”: fare le cose in piccolo, ma farle bene. Non importa quante volte le dovrete riascoltare, poiché nessuna di queste melodie risulterà mai noiosa o fuori luogo, dimostrando invece di sposarsi perfettamente con ogni ambientazione.

 

The Way

 

Concludendo…

Un tassello dopo l’altro, Puzzling Dream confeziona un prodotto valido sotto più punti di vista, appetibile per differenti fasce d’utenza e soprattutto non banale. Pur non dettando nuovi standard per la “categoria”, The Way potrebbe essere un’occasione perfetta per riflettere sull’attuale situazione del panorama indie. Per anni, infatti, i frequentatori “una tantum” di questa branca del gaming hanno più volte etichettato la sua qualità media con semplicistiche affermazioni del tipo: “talvolta capolavori, quasi sempre pattume o mediocrità”.
A prescindere dalla condivisibilità o meno di questo pensiero, è evidente che qualcosa si stia muovendo: la cosiddetta “asticella” è destinata ad alzarsi sempre di più, e la prova di tutto ciò è da ricercare proprio in titoli del livello di The Way. Niente di meno che bei videogiochi, per l’appunto.

CI PIACE

– Trama di fondo coinvolgente e appassionante.
– Due finali che vi faranno riflettere in egual misura.
– Tantissimi puzzle di differente tipologia e un’ottima varietà di gioco.
– Buona colonna sonora (pur nella sua semplicità).
– Vale pienamente quello che costa.
– Decisamente longevo…

NON CI PIACE

– …Forse anche troppo.
– Un paio di puzzle discutibili poco chiari.
– Traduzione italiana perfettibile.
– Comandi talvolta macchinosi e scomodi.

Conclusioni

Puzzling Dream confeziona un prodotto valido sotto più punti di vista, appetibile per differenti fasce d’utenza e soprattutto non banale.

7.8Cyberludus.com
Articolo precedenteFinal Fantasy X / X-2 HD Remaster – Recensione
Prossimo articoloFIFA 17 sarà sviluppato con il motore di gioco Frostbite
Alberto Surano
"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here