Il freddo Nord, un popolo in fuga, un’avventura indimenticabile

Tra gli anni 800 e 1060 DC un popolo, proveniente dal freddo nord, fece la sua comparsa nei mari europei: i vichinghi. Abili marinai, nonché feroci combattenti, essi colonizzarono, in pochi secoli, coste e fiumi non solo del continente europeo, ma anche di terre a loro lontanissime, come il Nordafrica. Un’epoca di conquista la cui fine venne segnata, a lettere scarlatte, dalla terribile sconfitta per mano delle forze anglosassoni, al termine della sanguinosa battaglia di Stamford Bridge.

La software house Stoic, creata da tre ex membri di Bioware (Dragon Age vi dice qualcosa?), alle prime luci del 2014 si presentò nel mercato videoludico con un un progetto, nato su Kickstarter, che immergeva il giocatore proprio nelle vicende del popolo norreno o, almeno, in una versione squisitamente fantasy dello stesso. Come ormai sapete, quel progetto, il primo dei tre capitoli previsti per The Banner Saga, funzionò alla grande.

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Da cacciatori a “cacciati”

Cominciamo con l’elemento che, da subito, travolge il giocatore al primo avvio del titolo. Lo stile grafico che, magistralmente, viene disegnato a schermo, cattura l’occhio e cattura il cuore. The Banner Saga 2, proprio come il primo capitolo, vanta un comparto grafico che a livello tecnico denota una pulizia ed una nitidezza senza pari, e un set di animazioni realizzate a mano semplicemente meravigliose, che richiamano in qualche modo i grandi ed indimenticabili classici Disney. Meraviglia, innanzi ai nostri occhi, quando le prime scene prendono vita, quando anche un semplice sfondo, animato appena, fa sentire… freddo. L’immersione nel mondo di gioco è praticamente istantanea e se pensate che questo titolo, come il predecessore, appartiene a un genere videoludico quasi tristemente estinto, una lacrima, almeno una, righerà il vostro volto.

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The Banner Saga 2: una scacchiera incastonata in un universo fantasy

The Banner Saga 2 è un gioco di ruolo strategico, a turni, con visuale isometrica. Dannazione, a descriverlo così, la magia quasi svanisce, nevvero?

“Gioco di ruolo”, “visuale isometrica”, parole fredde che contrastano con il calore che si era generato nella romantica introduzione a questa recensione. Ma abituatevi al freddo, perché The Banner Saga 2 ve ne farà sentire tanto. I vichinghi, come detto, venivano dall’estremo nord, ma non è soltanto il gelo che attanaglia quelle terre a rendere tutto così privo di calore. Vi è una razza, denominata “Dredge” (a qualcuno viene in mente il bellissimo film d’animazione Titan AE? Non è un caso!) che, apparsa dai recessi più oscuri delle dimenticate leggende norrene, ha deciso di distruggere la vita, in ogni sua forma.

Dal canto vostro, nel primo capitolo come in questo seguito, non avrete altra scelta che partire, affrontare lande desolate avvolte nel freddo gelido del nord, tra un combattimento e l’altro, tra una vita salvata ed una irrimediabilmente persa, come la pace che portava il calore nel vostro villaggio.

Alcuni di voi avranno avuto la fortuna di giocare ai mostri sacri del genere in questione, quali Final Fantasy Tactics o Tactics Ogre. Sebbene The Banner Saga 2, lo diciamo da subito, non riesca a toccare quelle vette di epicità, merita sicuramente tutta la vostra fiducia o, quantomeno, la vostra curiosità. Il gameplay, come detto, è quello di un gioco di ruolo a turni, ad ambientazione fantasy, con visuale isometrica. Come una scacchiera disegnata su un dipinto, il mondo di gioco di The Banner Saga 2 viene delimitato dai bordi di “blocchi” all’interno dei quali è possibile, un turno alla volta, decidere di spostarsi, ripararsi ed attaccare. La meccanica del classico gioco di ruolo a turni è però meravigliosamente ravvivata, come un tizzone ardente strappato alla brace.

Il tutto si basa su due valori: Forza e Armatura. Il valore “Armatura” può è inteso non solo come la capacità di subire danni, ma come una vera e propria barra vitale, terminata la quale, si va a terra senza troppi complimenti. Il valore “Forza” oseremmo definirlo “dinamico”, perché tende a modificarsi, a diminuire, ad ogni colpo subito, ovvero ad ogni alterazione del valore precedente. Una meccanica che non ha precedenti (smentiteci pure nei commenti, e in tal caso, la punizione al sottoscritto verrà decisa dal resto dello staff) e che oseremmo definire geniale nella sua fredda lucidità. Subisci danni? Bene, sei ferito. Sei ferito? Come puoi, attaccando, generare lo stesso livello di danni che provocavi ad inizio battaglia? Esatto, non puoi. Ci troviamo di fronte ad una sorta di “malus” perenne, impossibile da debellare, perché intessuto con luciferina intelligenza nella meccanica portante del gameplay.

Alla meccanica descritta, presente anche nel primo The Banner Saga, vanno ad aggiungersi due novità, sicuramente le più importanti di questo secondo capitolo, che riguardano la battaglia vera e propria. La prima riguarda la possibilità di sfruttare degli ostacoli naturali o artificiali all’interno delle varie ambientazioni di gioco (che ora, a proposito, non sono più soltanto a pianta quadrata). Questo aggiunge, come è facile intuire, più tattica negli scontri. Gestire il posizionamento dei propri alleati, infatti, non si traduce più in un semplice camminare verso il nemico, per farlo rientrare nel raggio d’azione del proprio attacco, ora potrete decidere se restare riparati, in attesa di tempi migliori, cercando di subire meno danno possibili. La seconda novità è che dall’esterno, ovvero dai bordi dello schermo, possono ora scendere in campo nuove truppe nemiche, una circostanza che si traduce in un potenziale stravolgimento delle tattiche di gioco calcolate e messe in atto fino a quel punto. Un sistema di gioco che vi catturerà dalla prima all’ultima battaglia, grazie anche all’aggiunta di una seconda abilità speciale, una delle aggiunte più volute dai fan della serie.

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“Il respiro profondo prima del balzo”

The Banner Saga 2 non è soltanto azione (se “azione” può essere definita quella di uno strategico a turni, s’intende). Tra una battaglia e l’altra – anticipata e seguita da sequenze meravigliose, raccontate in maniera epica ed accompagnate da una colonna sonora da brividi – vi toccherà in sorte l’incombenza di gestire il vostro popolo. Sì, perché quando siete stati costretti a fuggire, non solo l’esercito vi ha seguito, ma anche la popolazione intera, fatta di donne, uomini, giovani ed anziani. Quando sarete in testa alla Carovana, saranno molti gli aspetti che sarete chiamati a gestire, come ad esempio la crescita dei personaggi, attraverso gli ormai classici menù di distribuzione dei punti abilità (qui chiamati Renown, Fama). Oltre a poter dialogare con i vostri compagni per approfondire la bellissima trama che muove il tutto (ed attenti a quello che dite, perché la storia varierà in base alle vostre scelte!), il gioco vi metterà innanzi a delle situazioni per nulla semplici. Ad esempio: le ultime scorte di cibo rimaste, deciderete di dividerle con tutti, o solo con pochi eletti? Quando scenderete sul campo di battaglia, e i vostri soldati non avranno la forza necessaria, perché stanchi e affamati, rimpiangerete il cibo dato al vostro popolo? In The Banner Saga 2, come ormai in molti giochi d’avventura, a prescindere dal sotto-genere specifico (che sia un gioco di ruolo a turni, come in questo caso, o un gdr di ultima generazione, come Dragon Age), non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontare un problema, ma solo il vostro modo. In base alle conseguenze che vedrete palesarsi a schermo, nella loro spietata realtà, formerete il carattere del leader della vostra carovana.

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Concludendo…

Quando elementi di gameplay sono capaci di fondersi in questa maniera all’animo ed al cuore del giocatore, capite che tra le mani non avete un freddo “gioco di ruolo a turni con visuale isometrica”, ma un’avventura, narrata con parole forgiate nel ghiaccio, scolpite dal vento freddo del Nord, ambientata in una terra remota di cui oggi si sono perse la tracce: quella dalla quale provengono i Vichinghi. Siete pronti a vivere la loro storia, un turno per volta?

CI PIACE

– Stile grafico ed animazioni meravigliose.

– Trama profonda e raccontata in modo epico.

– Interessanti modifiche alle meccaniche di gioco classiche del genere.

NON CI PIACE

– Non è in italiano (audio e sottotitoli in inglese).

– Gameplay non sufficientemente profondo da impensierire le pietre miliari del genere, come Final Fantasy Tactics.

– Ad un certo punto, finisce.

Conclusioni

The Banner Saga 2 è un sogno per gli amanti dei giochi di ruolo a turni. Ad una trama raccontata in modo meraviglioso vanno ad aggiungersi importanti novità alle meccaniche di gioco del primo capitolo, giustificandone in pieno l’acquisto. Capolavori d’altri tempi come Final Fantasy Tactics, per profondità delle meccaniche di gioco, restano di un altro livello, ma questa serie ha un potenziale immenso per migliorarsi ulteriormente con il terzo capitolo, previsto in futuro.

8.3Cyberludus.com
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