In carrozzaaaa!

Train Valley, piccolo indie game inerente la gestione delle tratte ferroviarie, nasce dal lavoro di appena tre sviluppatori: Alexey Davydov, Sergey Dvoynikov e Timofey Shargorodskiy. Lituano il primo, già “ferrato” sul topic-treni (suo il gioco Railway Valley, datato 2008), ambedue russi gli altri. Il comparto audio è invece interamente curato da Alexander Ahura. Un team, dunque, evidentemente limitato, ma che con il suo prodotto ha saputo farsi apprezzare: Train Valley arriva su Steam Greenlight nell’agosto 2014 ottenendo in breve tempo il supporto di 10.000 utenti, un risultato degno di nota. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Occhio agli scambi!

Il gameplay di Train Valley si basa su un’unica e semplice meccanica: il raggiungimento della corretta stazione di destinazione da parte dei numerosi treni che andremo a gestire.
Al giocatore il compito di occuparsi della costruzione delle rotaie, della partenza delle locomotive e della salvaguardia del capitale, nonché, l’aspetto più importante (lo noterete sin da subito), della gestione degli scambi agli “incroci”.
Un iter apparentemente elementare, e, diciamocelo, tutto fuorché eclatante. Attenzione però ai giudizi affrettati, poiché le cose non sono facili come sembrano.
Partiamo dal budget. Premettendo sin da subito che Train Valley non include alcuna feature correlata all’universo dei gestionali, tenete bene a mente che il capitale messo a vostra disposizione in ogni scenario verrà adoperato unicamente per il pagamento di una tassa annua e, soprattutto, per la costruzione delle tratte (ogni segmento di rotaie: mille dollari).
Sono proprio i soldi, in Train Valley, a costituire l’ago della bilancia, con il vostro conto che, statene certi, non tarderà a rinsecchirsi. Ricordate: bancarotta, partita persa.
Praticamente parlando, da ogni specifica stazione (facilmente identificabile dal colore), dovrete fare partire i convogli, ognuno dei quali avrà una determinata meta (indicata, nuovamente, dal colore). Ogni volta, a seguito del corretto raggiungimento delle destinazioni, riceverete un corrispettivo in denaro.

Train Valley
A complicare le cose, va però ad aggiungersi il fattore tempo. Le locomotive, infatti, rimarranno immobili all’interno delle loro stazioni d’origine soltanto per un periodo limitato: se non “sbrigheremo la pratica” in tempo utile, i convogli partiranno automaticamente, causando dei veri e propri disastri, quali destinazioni errate (mille dollari in meno di ricompensa e ripartenza immediata) e, soprattutto, collisioni catastrofiche per le vostre tasche. Per ogni treno distrutto, appunto, verrete multati per un ammontare pari al valore di quel convoglio (senza contare, in aggiunta, la necessità di edificare nuovamente le rotaie). Non ci vorrà molto perché afferriate il concetto: l’arrivo di un treno “non programmato” è abbastanza facile da gestire. Potrebbe essere sufficiente stoppare momentaneamente gli altri convogli, sfruttando magari l’inversione di marcia e cercando, per farla breve, di rimediare nel minor tempo possibile. Quando però i convogli “fuori controllo” cominceranno a essere tre, magari quattro o anche di più, per farla breve avrete semplicemente perso: in tal caso, evitare la bancarotta sarà un’impresa quasi impossibile.
Da tutto ciò risulta evidente come ogni livello di Train Valley si presenti quale una “fuga dalla bancarotta”, una corsa contro il tempo nella quale sono la velocità del giocatore e la sua abilità nell’evitare errori a costituire le carte vincenti.
A tal proposito, impossibile non sottolineare quanto l’ottimizzazione degli spazi sia fondamentale: se all’inizio di ogni livello avrete a che fare solamente con due o tre stazioni (facilmente gestibili), queste, in breve tempo (col passare degli anni di gioco), diventeranno sette o otto. Il giocatore, proprio per quanto appena detto, deve tenere conto del fatto che solo una porzione delle mappe risulta liberamente edificabile e sgombra da edifici, monumenti o barriere naturali, mentre la maggior parte ne presenta in grande quantità.
Per poterli demolire, costruendovi sopra, saremo costretti a sborsare dei bei soldoni, che quasi sempre (ahimè!) non avremo. Ed eccoci dunque obbligati ad accontentarci, spesso, di misere monorotaie che ci obbligheranno a far avanzare un singolo treno alla volta. L’unica soluzione? La costruzione di incroci perfettamente funzionali, capaci di smistare il traffico alla perfezione. Alla fine, è tutta una questione di pratica (e di gestione dell’ansia!).
In summa, quella di Train Valley è una difficoltà ben calibrata, forte di alcune vette particolarmente stimolanti riscontrabili negli ultimi livelli, un importante valore aggiunto per un titolo palesemente casual, che senza di essa, finirebbe col perdere la quasi totalità del suo appeal.

Train Valley

Train Valley: un lungo viaggio, tutto in carrozza

Train Valley offre due distinte modalità di gioco: Storia e Sandbox.
La prima ci porterà a costruire ferrovie in tutto il mondo: cominceremo in Europa, quindi sarà la volta dell’America e della Russia, per poi concludere con il Paese del Sol levante”, ultimo scenario di gioco, nonché il più impegnativo.
Un lungo viaggio attraverso quasi due secoli di “storia ferroviaria”: in ogni singolo livello, infatti, a seconda del periodo e del contesto, sarà possibile notare non solo la presenza di continui rimandi a specifici avvenimenti storici (il primo uomo nello spazio, la Seconda Guerra Mondiale, le olimpiadi di Tokyo), ma anche una costante evoluzione dei modelli dei treni: sono infatti quindici le varianti di locomotive che avremo modo di ammirare attraverso l’intera campagna. Le sfide, ventiquattro in totale ed equamente suddivise in ognuno dei quattro scenari, vengono sbloccate una dopo l’altra. Pertanto, per affrontare il livello finale in Giappone, dovremo prima superare ogni singola “tappa”, partendo dalla primissima.
Come già anticipato nel precedente paragrafo, per completare questi livelli dovremo portare a destinazione tutti i treni programmati, evitando la bancarotta.
Discorso a parte per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi extra, “i timbri” (tre per ogni livello). Proprio questi, qualora vogliate cimentarvi nel completamento del titolo al 100%, vi faranno sudare non poco, aggiungendo parecchie ore all’esperienza di gioco.
Personalmente ho completato Train Valley in circa otto ore (senza curarmi dei timbri, ma unicamente del superamento dei livelli). In totale, potrei ipotizzare una longevità media di circa 13-14 ore.
Vorrei spendere ancora qualche parola per la modalità sandbox, che personalmente reputo il punto debole dell’intera esperienza. Essa consiste nella possibilità di rigiocare qualsivoglia dei ventiquattro livelli di gioco (a patto di averli sbloccati nella modalità storia), senza però la presenza di un capitale e di un fattore tempo: potrete così costruire come e dove preferirete, utilizzando quali stazioni vorrete e gestendo unicamente i treni che deciderete di fare partire.
Sinceramente, fatico a capire quale sia il fine ultimo di questa modalità, che patisce enormemente l’assenza di una qualsivoglia forma di sfida, finendo così col divenire completamente anonima e, in fin dei conti, noiosa.
Un vero peccato, a parer mio, non aver inserito (per esempio) un editor di livelli: la possibilità di creare nuovi livelli da zero, magari liberamente scaricabili dai membri della community, avrebbe costituito un’ottima feature capace di espandere notevolmente il gameplay.

 

Train Valley

Concludendo…

Train Valley si è rivelato una piccola e piacevole sorpresa.
L’impronta casual del titolo calza a pennello con le meccaniche di gioco e con la modalità storia, offrendo al giocatore tanto divertimento e un buon livello di sfida, oltre che una longevità, se paragonata al prezzo del prodotto, ben più che soddisfacente.
Gradevole (per quanto rilevante in un titolo di questo tipo) quanto a comparto grafico e sonoro, Train Valley risulta invece carente per quanto concerne le features di gioco: solamente due modalità, con la sandbox evidentemente sotto tono e completamente oscurata dall’ottima story mode. L’aggiunta di un editor per i livelli di gioco (con annessa condivisione tra gli utenti) poteva essere una mossa intelligente e capace di fare la differenza. Evidentemente, però, non rientrava nei piani degli sviluppatori.

CI PIACE

La scelta dell’approccio casual è perfetta. Divertente e additivo. Il livello di sfida, con l’avanzare dei livelli, si innalza notevolmente, rendendo l’esperienza via via più stimolante: avrete voglia di arrivare fino in fondo. Inoltre, la presenza di obiettivi extra, qualora desideriate completare il gioco al 100%, giova enormemente alla longevità.

NON CI PIACE

Modalità sandbox discutibile. La presenza di un editor di livelli poteva essere una buona idea. Contenutisticamente povero.

Conclusioni

Train Valley si è rivelato una piccola e piacevole sorpresa. L’impronta casual del titolo calza a pennello con le meccaniche di gioco e con la modalità storia, offrendo al giocatore tanto divertimento e un buon livello di sfida, oltre che una longevità, se si considera il prezzo del prodotto, ben più che soddisfacente.

6.9Cyberludus.com
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"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.

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