Multigiocatore Uncharted 4 – Scivoli e Rampini – Anteprima

La Nathan Drake Collection, oltre a raggruppare tre fra i più grandi capolavori dell’ultima generazione di console, regalava anche un codice esclusivo con il quale poter accedere alla Beta di Uncharted 4, la nuova avventura attesa per la primavera del prossimo anno. Il momento è giunto, le porte sono aperte, e finalmente anche noi abbiamo avuto occasione di provare con mano – e per la primissima volta – il primo viaggio next-gen del simpatico Nathan Drake. Anche se, “viaggio”, non è forse adattissimo. Diciamo più “guerriglia”.

Accostarsi alla concorrenza e superarla ancora una volta

Come accaduto già con il secondo e terzo episodio, infatti, Naughty Dog ha dato il via alle danze con una dimostrazione del multigiocatore, modalità magari fin troppo spesso oscurata dal single player, ma non per questo meno meritevole di attenzione. Del resto, quando ai tempi di Uncharted 2 fu annunciata un’integrazione con le classiche meccaniche multiplayer dell’epoca, non furono in pochi a storcere il naso. La storia ci ha insegnato ancora una volta, però, che prima di dare per scontato il fallimento di una qualunque idea, bisognerebbe quantomeno vederne il risultato. Uncharted capita a fagiolo: forsennate sparatorie si amalgamavano ad arrampicate e salti mortali di ogni genere, creando un peculiare miscuglio di morte e abilità circense davvero unica nel suo genere. Non era il più profondo degli sparatutto, ma bisognava ammetterlo, cercava di allontanarsi nettamente dall’offerta di qualunque altro concorrente, e lo faceva con stile. Non è stata quindi una sorpresa che anche Uncharted 4 puntasse buona parte del suo appeal sulle battaglie in rete, e siamo ancora una volta noi giocatori a lanciarci in anteprima nell’antipasto offerto dalla software house e a testarne la corretta funzionalità. Quando leggerete questo articolo, il periodo di prova sarà ormai quasi scaduto; contemporaneamente, siate certi che abbiamo spolpato l’offerta senza sorvolare su nulla, e che il tempo che ci hanno concesso è stato più che abbastanza per studiare ciò che ci è stato donato in ogni sua sfaccettatura. Partiamo subito col dire che il multiplayer di Uncharted 4 non si discosta chissà quanto dalla linea tracciata dai predecessori, e che ancora una volta ci ritroviamo di fronte ad un prodotto dalla grande personalità e fantasia, ma più rifinito in alcuni particolari. Le mappe a disposizione in questo test erano due: la foresta ed una città africana. Entrambe, nonostante le differenti palette cromatiche e i panorami mozzafiato, presentano però la medesima struttura, con arene centrali più grosse e numerosi passaggi limitrofi a circondarle. Inutile dire che la stragrande maggioranza degli scontri tenderà a confluire verso il cuore delle mappe. La foresta è piuttosto piccola, la cittadina un po’ meno, ed entrambe non lasciano possibilità alcuna di riprendere fiato; per quanto non sfoci mai in royal rumble caotiche, Uncharted 4 schiaccia il piede sull’acceleratore e rafforza il suo ritmo classico, costringendo il giocatore a tenere la guardia sempre alta ed a sfruttare bene l’ambiente circostante. Si spara, si schiva, si scalano palazzi e, bene o male, si cerca sempre di contrattaccare dalla miglior postazione di vantaggio. L’introduzione del rampino, tra l’altro, apre alla saga orizzonti tutti nuovi: ora si potrà persino saltare di struttura in struttura senza mai toccare terra, o addirittura lanciarsi in volo sugli avversari mentre ci si dondola dalla fune.

Oggi che mi metto?

La suddivisione in classi dona al tutto un sapore strategico completamente nuovo, con giocatori che – prima di lanciarsi in battaglia – potranno decidere se essere assaltatori, tattici, medici, cecchini e così via. La differenziazione si sente, e mai come prima il gioco di squadra e il giusto accostamento di commilitoni fa la differenza tra vittoria e sconfitta. Ogni classe avrà un proprio armamentario e abilità speciali, tutte sbloccabili tramite monete in-game ottenibili dopo vari assist e uccisioni, compreso un El Dorado che falcia chiunque passi nella sua zona, una Pietra Cintamani che rianima tutti i compagni caduti, uno scettro che rivela la posizione dei nemici sulla mini-mappa e così via. Grazie all’ausilio di queste monete, oltre che attivare tecniche speciali, potremo persino richiamare e farci affiancare da Intelligenze Artificiali, come cecchini posizionabili, “ninja” veloci e silenziosi e bestioni armati di mitragliatrice pesante. Cooperando e impegnandosi in scontri a fuoco col proprio gruppo conviene su più livelli: ad esempio, ci si potrà resuscitare resuscitare a vicenda, mentre classi particolari potranno rifornirci di munizioni ed energia in quantità industriali. Un’altra possibilità da non sottovalutare è quello di costruire da zero il proprio avatar, tanto nel vestiario quanto nell’equipaggiamento. Se è vero che le differenti classi sono un’ottimo punto di partenza per provare qualcosa di già “completo” e funzionale, è altrettanto vero che i veri campioni creano da soli i propri guerrieri. Al prezzo di qualche moneta in più, infatti, potremo iniziare le partite con personaggi creati già in precedenza ed equipaggiati con ogni tipo di combinazione bellica.

Non ti curar di loro, ma guarda e… continua a guardare

Comunque, comprendiamo benissimo che quello che abbiamo provato è forse solo la punta dell’iceberg. Tantissime personalizzazioni, sia estetiche che combattive, non erano neanche disponibili, e due sole arene potrebbero non essere abbastanza per far comprendere al meglio lo spirito del gioco. Come abbiamo detto prima, infatti, le loro strutture sono abbastanza simili, e non è chiaro se anche tutti gli altri campi spingeranno su questi tipi di ritmi forsennati o se ce ne sarà anche qualcuno di più ampio respiro. La prova tecnica, in compenso, è superata a pieni voti. 60 fotogrammi per secondo costanti ed una grafica all’ultimo grido piazzano già ora questo Uncharted 4 sul podio dei prodotti più belli da vedere di questa generazione. I passi in avanti rispetto ai predecessori sono netti e palesi, con il classico stile cartoon che è andato a fondersi ad un aspetto dal retrogusto più maturo e realistico. L’avevamo visto già dai trailer, il risultato finale è sconvolgente, ma provarlo con mano è un’esperienza ancora migliore. Dal lato server, nulla da segnare: la Beta è filata liscia come l’olio, con zero lag, zero glitch ed un matchmaking relativamente veloce, anche considerato il basso numero di persone ammesse ai test.

In conclusione…

La Beta di Uncharted 4 ha confermato ciò che già sapevamo: per quanto l’avventura in solitaria di Uncharted sia sempre stata il pezzo forte, il multigiocatore sta evolvendosi in qualcosa di sempre più accattivante ed innovativo, e questo quarto episodio ne è forse la summa massima. Tante possibilità combattive e di spostamento rendono il multi di Uncharted 4 una forsennata battaglia brutale e tattica al punto giusto. Aspetteremo pazientemente l’uscita del gioco completo, ormai dietro l’angolo, per un parere più completo e, si spera, altrettanto entusiastico.

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