Episodio 4: Dark Room

E proprio da quel potentissimo cliffhanger riprenderemo la storia di Max, ora nella scomoda posizione di dover vivere un presente alternativo in cui la povera Chloe, a costo del padre ancora vivo, è costretta su una sedia a rotelle per via di una paralisi. La sequenza si è dimostrata toccante, un vero colpo al cuore che non mancherà di farvi sentire in colpa, specialmente per come andrà a concludersi.

Tornata nel presente “normale”, andrete a fare visita a Kate – sempre che sia ancora viva – e dopo esservi messo il cuore in pace per quanto riguarda quel discorso, insieme a Chloe andrete al dormitorio maschile alla ricerca di indizi presenti nella camera da letto di Nathan. Questa parte si concluderà con un’ennesima scelta particolarmente importante, in cui starà a voi decidere se intervenire o meno nello scontro fisico fra Warren e Nathan.

Fatto quest’ultimo step, sarà il momento della resa dei conti con Frank. Questa parte può concludersi in 3 modi diversi e al giocatore sarà richiesto una buona dose di attenzione e sangue freddo. Tornati alla camera di Chloe, sarà quindi il momento di tirare le somme e raggruppare tutte le prove in vostro possesso. Si tratta della parte più cervellotica di tutto il gioco e dovrete far fronte al piccolo investigatore che è in voi per riuscire a superarla.

Individuate le coordinate, arriverete finalmente nella “Dark Room” del titolo e, be’, a voi la terribile sorpresa di questa sequenza.

Infine sarà il momento della resa dei conti al Vortex Party, a caccia di Nathan. Ma, come già successo per lo scorso capitolo, anche questa volta la vicenda si chiuderà in modo inaspettato, shockante e, soprattutto, bastardissimo. Ma per davvero. Ottimo episodio, il più dark di quelli usciti finora e quello con più contenuti e varietà, andando di merito a piazzarsi come il migliore di tutto il gioco. Almeno prima che esca il quinto e ultimo episodio.

VOTO EPISODIO: 90/100

Episodio 5: Polarized

Ci siamo. I nodi vengono al pettine. Si tratta della fine di una storia atipica, una sorpresa che nessuno si aspettava, così profonda, bella ed emozionante che non si dimenticherà facilmente. Dopo il terribile finale del quarto episodio, ora Max dovrà superare sé stessa, sia per salvare Chloe, sia per fermare Jefferson – razza di hipster bastardo – e soprattutto per salvare Arcadia da quell’uragano che ha aperto le danze del gioco.

L’episodio è, tra le cose, quello più scuro, crudo, violento e angosciante, costruito su un’impeccabile struttura thriller/horror che riconferma la poliedricità stilistica di Life is Strange. Max è in trappola, agonizzante e isolata, e tutto ciò che potrà fare sarà tentare di cambiare le finestre del passato, ancora una volta in quest’ultima e lunga notte di terrore.

E preferiamo fermarci qui con la trama, perché se c’è qualcosa di bello in Life is Strange su cui tutti potranno concordare, è l’intensità delle emozioni che sa offrire, capace di andare oltre il semplice teen drama e rivelarsi qualcosa di più complesso e personale che riesce a far breccia nell’intimo di ogni giocatore.

E questa rimane la vittoria più grande di questo gioco.

L’episodio è, al di là di tutte le aspettative, il migliore in assoluto di tutto il gioco, ottimamente congegnato e splendidamente eseguito. Tutta la storia, tutte le scelte che avete fatto finora avranno un senso, che magari non saranno nulla di così traumatico nell’economia del gioco, ma comunque al di sopra di quelle semplici illusioni che ci hanno dato i giochi di David Cage e della TellTale.

E niente, quella scelta finale vi spezzerà il cuore, e questa volta non c’è nessun episodio successivo di cui doversi preoccupare, no, solo un’ultima, triste, devastante scelta e, se siete stupidi come me, una sigaretta durante i titoli di coda.

VOTO EPISODIO 100/100

CI PIACE

– Lo scopo e le capacità di ogni elemento interattivo, nuove unità e ambienti tecnologicamente più avanzati renderanno l’esperienza molto più gratificante.\n- Gli elementi che hanno reso il titolo originale una parziale delusione sono stati migliorati tanto da rendere questo contenuto molto più che una semplice espansione.\n- L’introduzione dei tratti caratteristici dei leader, le nuove opzioni diplomatiche, le affinità e il nuovo sistema di artefatti rendono il gioco molto più profondo e variegato.

NON CI PIACE

– L’organizzazione delle unità e può diventare difficile e macchinosa da gestire nel tempo.\n- I menù di gioco non raggiungono la perfezione di altri strategici.

Conclusioni

Civilization: Beyond Earth – Rising Tide è un’espansione ben sviluppata, superbamente equilibrata e raffinata dell’originale. È un classico esempio di cosa si può realizzare quando gli sviluppatori accolgono le richieste dei giocatori per creare la migliore esperienza possibile. Se avessi saputo che acquistare l’originale avrebbe portato a questi risultati non ci avrei pensato due volte. Nel complesso, Beyond Earth e Rising Tide, restano comunque distanti dal superbo lavoro che è Endless Legend ma accontenteranno tutti gli amanti dei giochi di strategia a turni.

8.2Cyberludus.com
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