Di survival games, si sa, ne è pieno il mondo videoludico. Mappe gigantesche, scenari apocalittici, complessi sistemi di crafting e il costante terrore di non riuscire a sopravvivere un altro giorno. Ciò che Skyhill fa, invece, è ridimensionare tutti questi concetti, e i ragazzi di Mandragora – supportati da Daedalic Entertainment – lo hanno fatto non col cuore, badate, ma piuttosto col cervello.

Discesa all’inferno

In un futuro paranoico, in cui il timore delle infezione biologiche è tale da necessitare di misure di sicurezza in ogni casa, il nostro protagonista si troverà nell’hotel più lussuoso e tecnologicamente avanzato del mondo, lo Skyhill. Sarà proprio questa abitazione a salvare la vita al nostro personaggio quando, dal nulla, scoppierà la terza guerra mondiale e il mondo diventerà la casa di pazzi e creature mutanti. Il protagonista, ormai a corto di viveri, sarà dunque costretto a esplorare tutti e 100 i piani dello Skyhill, partendo dal lussuoso attico. Nel viaggio verso il piano terra, il giocatore dovrà tenere in considerazione la barra della vita del protagonista e soprattutto quella della fame, che si ridurrà di un punto a ogni turno, al termine del quale il sopravvissuto passerà alla stanza successiva. La struttura di gioco è semplice: dovremo affrontare la discesa dello Skyhill Hotel esplorando ognuna delle 3 stanze presenti su ogni piano, raccogliendo viveri, materiali e armi, e abbattendo ogni minaccia ci si parerà dinnanzi, fino ad arrivare – dopo innumerevoli imprecazioni – alla hall.

Durante ogni scontro, rigorosamente a turni, il giocatore potrà scegliere se tentare un attacco sicuro, seppur debole, o rischiare con un colpo mirato, decisamente più incline al fallimento.

Nei vari piani incontreremo porte chiuse che necessiteranno di particolari chiavi per essere aperte, o generatori di luce che, se riparati, garantiranno una maggiore visibilità. Potremo perfino fare la conoscenza di altri “colleghi” sopravvissuti, che ci proporranno scambi di sorta. Importantissima sarà la camera da letto del protagonista, il luogo dove riposare le membra stanche, e recuperare salute al costo di punti fame rischiando, peraltro, che qualcuno si intrufoli e rubi tutte le scorte accumulate. Nella stanza potrete sviluppare e produrre sul banco di lavoro tutta una serie di oggetti che vi aiuteranno nella discesa, tra sostanze curative, cibarie più efficaci, armi più letali. Sarà possibile potenziare anche i vari supplementi d’arredo presenti nella stanza che, una volta migliorati, garantiranno maggiori bonus e aumenteranno l’efficacia a tutti gli elementi della precedente lista. Lo stile del gioco è snello, funzionale e assolutamente accessibile e la mappatura dei comandi permette di eseguire ogni azione senza macchinosità di sorta.

Al livello di difficoltà più facile riuscirete – non senza qualche difficoltà – a finire il gioco nel giro di un’oretta.

Pessima cosa da leggere, vero?

Beh, c’è il trucco.

La struttura dello Skyhill Hotel è completamente procedurale pertanto, ogni volta che ricomincerete il vostro viaggio discendente, nemici, oggetti e armi saranno distribuiti in maniera assolutamente casuale. Vale la pena di aggiungere che è praticamente impossibile sbloccare ogni elemento craftabile in una singola run anche perché – credetemi – gli oggetti da creare sono veramente tantissimi. Il personaggio guadagnerà tra le cose dell’esperienza che lo farà avanzare di livello e ottenere dei punti spendibili per aumentare le sue statistiche. Interessante anche la presenza di una lista di abilità attive e passive, disponibili prima di ogni partita: il giocatore potrà sceglierne una a tipo, ed esse varieranno tra bonus e malus vari.

Skyhill è, come detto in apertura, un gioco sviluppato col cervello. Questo perché, sebbene la storia sembri quasi un pretesto per giustificare il gameplay, una serie di indizi accuratamente centellinati nel corso dell’esperienza creeranno il perfetto palcoscenico per un plot twist che porterà il giocatore a sentirsi sempre più a disagio ad ogni passo in direzione del piano terra. Detto questo, ci ficchiamo in bocca un calzino e lasciamo a voi il piacere di scoprire, stanza dopo stanza, la storia di Skyhill. Siamo certi che vi sorprenderà.

Non tutto è come sembra

Dal punto di vista tecnico Skyhill si difende bene, con un ottimo 2D che si è dimostrato stabile e a 1080p, anche se i requisiti richiesti – specialmente la ram – non sono giustificati, a conti fatti, dalla resa definitiva. Il design si rifà abbastanza ai temi classici dei classici horror come La Cosa – specialmente per quanto riguarda l’aspetto dei mostri – e, nel complesso, fa fare bella figura al titolo. Discorso simile per il sonoro che, seppur non stupefacente, contribuisce comunque a creare la giusta atmosfera, complice anche un buon doppiaggio inglese del protagonista. Precisiamo che il gioco, per una volta, è completamente sottotitolato in italiano.

Exit?

Skyhill è un titolo particolare. All’apparenza può sembrare un gioco modesto, semplice, che si può concludere senza troppi problemi, ma se il giocatore saprà andare oltre, scoprirà un titolo profondo, ricco di variabili e soprattutto molto impegnativo, specialmente ai livelli di difficoltà più alti. I nostri elogi vanno poi alla trama, perché se un gioco come Skyhill arriva a inspirare riflessioni profonde nel giocatore, significa che il team di sviluppo ha – senza dubbio – centrato un obiettivo importante.

CI PIACE

Semplice e intuitivo\nProfondità di gioco e rigiocabilità\nTrama a sorpresa

NON CI PIACE

Per chi non ha voglia di esplorarlo a fondo, l’esperienza si può rivelare fin troppo corta

Conclusioni

Buonissimo survival che saprà intrattenervi e stupirvi

7.5Cyberludus.com
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