Nostalgia, nostalgia canaglia…

Esattamente un anno fa, su queste stesse pagine, ero impegnato ad offrirvi – con la sobrietà che mi contraddistingue – la mia opinione su uno dei giochi più attesi della passata stagione videoludica: Destiny, l’esordio post-Halo di Bungie Studios.

Sebbene la “space opera” di Bungie fosse riuscita a titillarmi l’immaginazione con promesse di epicità profusa, le mie aspettative sul gioco avevano finito con l’arenarsi tra le lacune di una trama inconsistente, fortunatamente salvata da una formula di gameplay decisamente solida, seppur non priva di difetti.

Un anno fa Destiny mi era sembrato una lunga premessa orba di corpo e conclusione, un’opera incompleta e, pertanto, sostanzialmente insoddisfacente. Nei panni di un Titano corazzato mi ero trovato sballottato di pianeta in pianeta senza una chiara nozione del “quadro generale”, quasi fossi una sorta di faccendiere intergalattico spedito in giro a far… cose, vittima del mobbing di una narrazione claudicante e disorganica.

Malgrado la parziale delusione, al termine della mia recensione di Destiny avevo azzardato un allucinato vaticinio sul futuro del gioco: “Proprio come il World of Warcraft anno uno era stato solo il bozzolo deforme di un capolavoro in corso di perfezionamento, così Destiny saprà concimare il terreno con le ceneri del flame internettiano e crescere, rigoglioso, nel gioco che avremmo voluto portare a casa lo scorso 9 settembre”.

Sono lieto di annunciarvi che, con l’uscita dell’espansione Il Re dei Corrotti, “Destiny anno 2” è finalmente riuscito a realizzare quella profezia ispirata da dosi clinicamente rilevanti di Finkbrau, diventando il gioco che sarebbe dovuto arrivare sugli scaffali un anno fa.

Lo so, i miei mirabolanti poteri predittivi possono far paura, ma sappiate che intendo usarli solo per fare del bene, e occasionalmente piazzare qualche buon colpo alla Sisal.

Hola. Mi nombre es Oryx. Tu hai ucciso mio figlio. Preparate a morir

Il Re dei Corrotti introduce una vera e propria rivoluzione nella traballante struttura narrativa di Destiny. Per la priva volta, infatti, ogni missione nella quale il nostro Guardiano si imbarcherà avrà un obiettivo preciso e chiaramente riconoscibile, un passo che ci porterà sempre più vicini allo scontro finale con Oryx, potente Re dell’Alveare e principale antagonista dell’espansione.

Il buon Oryx è comprensibilmente alterato per la morte del figlioletto Crota (antagonista del DLC L’Oscurità dal Profondo), prematuramente scomparso a causa di un’indigestione di fucilate, e pertanto determinato a cancellarci definitivamente dall’esistenza, assieme a quello che rimane delle schiere della Luce.

Un proposito con cui ci sentiamo di simpatizzare, ma che saremo costretti a scoraggiare con tutti i mezzi a nostra disposizione. Saremo sostenuti in questo glorioso proposito da amici vecchi e nuovi, contestualmente dotati di una nuovo spessore caratteriale assolutamente inedito, in grado di offrire al giocatore – finalmente – la sensazione di far parte di un gruppo coeso e determinato, e non di un club del cucito con una spiccata tendenza all’apatia.

Un esempio eclatante di questa svolta “personalizzante” ce lo offre l’Exo Cayde-6, leader dei cacciatori della Torre e, malgrado la cotica in ferro battuto, uno dei personaggi più “umani” di questo anno 2. Nuovi filmati e sequenze dialogiche ci permettono inoltre di ricalibrare la relazione con il nostro fluttuante accompagnatore, lo spettro, approfondendo il rapporto che lega il Guardiano con il suo “lumino” dalle proprietà messianiche. Gli aggiornamenti all’interfaccia di gioco, tra l’altro, consentono al giocatore di seguire con maggior facilità la progressione della trama e delle quest legate ai diversi contenuti del gioco.

L’impenetrabile vascello del Re dei Corrotti, l’Astrocorazzata, è l’oscuro palcoscenico di molte delle nostre nuove avventure e, tra stanze ciclopiche e distorsioni spaziotemporali, riconferma l’eccellente direzione artistica del team di Bungie, che ha provveduto a rifornire la nave di Oryx di segreti, casse nascoste e valanghe di missioni secondarie, generalmente più interessanti rispetto alla media dell’anno uno.

L’Astrocorazzata è anche teatro della nuova modalità Corte di Oryx – una sorta di evento pubblico innescato dal giocatore, che propone un modello di gioco arena-style simile alle Prigioni degli Anziani – e dell’Incursione “La Caduta di un Re”, l’istanza più grande, ardua e articolata che si sia mai vista nell’universo di Destiny. Vi assicuro che, una volta messo al tappeto il colossale boss finale de “La Caduta di un Re”, non potrete fare a meno di esplodere in gridolini di giubilo accompagnati da clamorose imprecazioni d’esultanza. Il Re dei Corrotti include anche quattro nuovi Assalti, che risultano perfettamente inseriti nella trama dell’espansione e, senza mezzi termini, divertentissimi da giocare.

I nuovi nemici introdotti con l’espansione, gli spettrali Corrotti, offrono al giocatore scontri decisamente avvincenti, grazie ad una discreta varietà di abilità speciali – talvolta “rubate” al campionario dei poteri in dotazione agli stessi guardiani – che costringono a modulare strategicamente i propri exploit battaglieri in accordo con le tattiche avversarie.

Livellare 2.0

Per questo secondo anno di Destiny, Bungie ha deciso di rivedere completamente il sistema di progressione del gioco, svincolando il valore di Luce dal livello “proprio” dei personaggi. Se arrivare al livello 40, il nuovo cap de Il Re dei Corrotti, sarà una passeggiata di salute, trasformare il vostro Guardiano in una “luminosa” macchina da guerra sarà un’impresa decisamente più ardua. Il nuovo livello di Luce è determinato dalla media dei valori di attacco e difesa di tutti gli elementi che compongono l’equipaggiamento del personaggio. L’ottima notizia è che il valore del loot droppato crescerà in accordo con il livello di luce, una meccanica che garantisce al giocatore un ricambio piuttosto frequente dell’equipaggiamento in dotazione.![][nome_immagine]

Ed era pure ora, aggiungo.

Nel giro di poco sarete costretti a dire addio a tutti i vostri armamenti preferiti pre-2.0 – Gjallarhorn in primis – e vi ritroverete a ridefinire il look del personaggio con oggetti nuovi e decisamente più performanti. La minore randomizzazione del loot non solo riduce quantitativamente il grinding “obbligato” di Destiny, ma rende l’esperienza di gioco decisamente più soddisfacente, aumentando il valore del tempo speso dal giocatore. Tanto più che alcuni degli oggetti più preziosi sono ora ottenibili affrontando specifici eventi o catene di quest, fortunatamente strappati alla categoria “drop casuale”, fonte imperitura di imprecazioni multilingua.

Le tre nuove sottoclassi degli archetipi Titano, Stregone e Cacciatore – rispettivamente Spezzasole, Evocatempeste e Predatore della Notte – aumentano considerevolmente la varietà del gameplay e incoraggiano il giocatore a mettersi alla prova con approcci inediti e nuove strategie di gruppo. Va detto che il bilanciamento delle sottoclassi, seppur eccellente in PvE, risulta molto meno equo nel Crogiolo, dove i Predatori della Notte e gli Evocatempeste faticano un po’ a reggere botta rispetto ai Titani Spezzasole e alle sottoclassi anno uno. Per gli amanti del PvP, il Re dei Corrotti introduce tre nuove modalità di gioco, Frattura, Pandemonio e Recupero, oltre a otto mappe inedite. Frattura è, in soldoni, una versione modificata del classico “Cattura la Bandiera” e vede due squadre da sei giocatori fronteggiarsi nel tentativo di trasportare una “Scintilla” da un punto centrale alla base dello schieramento avversario. La modalità Recupero ripropone le meccaniche già viste in Controllo, ma sostituisce le classiche tre zone da conquistare con una serie di “manufatti” distribuiti sulla mappa. La più interessante – nonché la mia preferita – tra le nuove modalità PvP è la, manco a dirlo, caotica Pandemonio, che vede i Guardiani fronteggiarsi a suon di Super e colpi pesanti, con tempi di ricarica e di respawn ridotti all’osso.

Malgrado i miglioramenti, la componente PvP di Destiny continua ad essere – per certi versi – tristemente in linea con la media di genere e manca di offrire ai giocatori novità sostanziali. Sforacchiare avversari in carne ed ossa in Destiny rimane un’esperienza divertente, questo è chiaro, ma si sente un po’ la mancanza della Bungie innovatrice dell’era di Halo.

Concludendo?

Il Re dei Corrotti è senza dubbio il “gamechanger” che i fan di Destiny hanno aspettato per oltre un anno. L’anno due di Destiny si apre con una riscrittura profonda e radicale delle meccaniche del gioco, ora in grado di offrire un’esperienza finalmente organica di facile accesso.

Per la quantità di novità e attività proposte, la grande espansione che apre il secondo anno di Destiny vale sicuramente un acquisto a prezzo pieno (40 euro).

Il tempo che passerete tra gli oscuri corridoi dell’Astrocorazzata saprà ripagare in pieno l’esborso richiesto.

CI PIACE

Storia coinvolgente e personaggi splendidamente caratterizzati\nIl nuovo sistema di progressione è eccellente\nLe nuove sottoclassi e i nuovi nemici garantiscono una maggiore varietà nel gameplay\nContenutisticamente ricchissimo

NON CI PIACE

Dopo una quindicina d’ore si torna a impattare il muro del grinding\nNon avete Destiny

Conclusioni

Con “Il Re dei Corrotti” Destiny è finalmente diventato il gioco che avreste voluto giocare lo scorso settembre.

8.5Cyberludus.com
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