Master of Orion – Anteprima [Gamescom 2015]

Al panel di Wargaming.net siamo riusciti brevemente a mettere le mani sul reboot di Master of Orion, celebre saga di strategici a turni che, oltre venti anni fa, è riuscita a conquistare grazie alla complessità del suo gameplay. Questo reboot è curato dai ragazzi di WG Labs, studio nelle cui fila è possibile trovare alcuni degli sviluppatori che parteciparono alla creazione dei primi capitoli della serie, cosa che non fa altro che aumentare le nostre aspettative sul ritorno del franchise.

Squadra che vince non si cambia?

Probabilmente non è il giusto modo di cominciare a descrivere un titolo provato in anteprima ma, da fan della serie, vogliamo dirvi che questo reboot di Master of Orion ci è piaciuto parecchio, nonostante la versione da noi provata fosse ancora priva di molti dei contenuti promessi nel prodotto finale. Tanto per cominciare erano presenti solo quattro delle dieci razze promesse, ognuna però ci è apparsa già ben caratterizzata sotto il profilo “psicologico”, apportando grande complessità ai rapporti diplomatici che sarà possibile intrattenere con le fazioni controllate dalla CPU. Sì, perché quanto abbiamo potuto vedere la diplomazia, che è stata il fulcro del gioco nei capitoli classici, tornerà prepotentemente ad essere un tassello importantissimo del gameplay anche in questo ritorno. Mouse alla mano abbiamo cominciato senza indugio la nostra partita nei panni della fazione Alkari, una razza aviforme molto forte dal punto di vista della ricognizione: in linea con la tradizione della serie, in Master of Orion sarà necessario concentrarsi subito sull’esplorazione di mappe che, simulando vastissime aree (nelle quali è possibile trovare dai venti agli oltre cento sistemi solari), necessitano di un’attenta pianificazione anche sotto questo aspetto. Ci è stato possibile constatare inoltre quanto fosse importante l’aspetto esplorativo non solo dal punto di vista del calcolo dei movimenti delle varie navi scout a nostra disposizione, ma anche dal punto di vista dell’analisi superficiale dei vari pianeti che incontreremo durante le nostre scorribande spaziali, col fine di trarne il maggior numero di risorse necessarie per il sostentamento e per la ricerca. La ricerca infatti è un altro aspetto del gameplay che dovremo curare con la massima attenzione in Master of Orion: ottenere l’accesso prima di altri alle oltre cento tecnologie presenti nel “tech-tree” permetterà di avere vita facile in un universo in cui la coesistenza è minacciata dalla scarsità di risorse e dalla belligeranza insita nella “personalità” di alcune razze. Purtroppo la prova è finita proprio quando abbiamo cominciato a prendere dimestichezza con l’ambiente di gioco, lasciandoci una voglia fortissima di provare la versione completa.

Concludendo…

Nonostante la brevità della sessione di gioco, questo Master of Orion sembra promettere bene. È legatissimo alla sua tradizione, innovando davvero pochissimo, ma se è valido il motto “squadra che vince non si cambia”, alcuni dei vecchi fan della serie potrebbero trovarlo un punto di forza e non un difetto. Inoltre piacerà sicuramente anche agli appassionati di Civilization V, visto che la struttura complessiva del gioco strizza neanche troppo velatamente l’occhio al gioco di Sid Meier. Master of Orion uscirà in esclusiva per PC e, nonostante gli sviluppatori non abbiano annunciato il periodo di uscita, il nostro hype già sta cominciando a salire vertiginosamente.

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Redazione
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