The Elder Scrolls Online – Tamriel Unlimited

La rinascita

L’immensa epopea – tempi di sviluppo titanici in primis – di Zenimax Online è sbarcata, possiamo finalmente dirlo, anche su console di nuova generazione. Dopo 7 anni di lavori ed una “prima prova” su Personal Computer, ora sono PS4 ed Xbox One a bearsi della nuova fatica ispirata al fantastico mondo di Elder Scrolls. Per chi si fosse perso i recenti aggiornamenti sul titolo, precisiamo come The Elder Scrolls Online sia uno spin-off “massivo” ambientato nel mondo della famosa saga Bethesda. Bestie immonde e prodi guerrieri saltano quindi nell’affascinante universo del MMO, tutti uniti (anche se non sempre) per salvare il popolo da Molag Bal, principe della distruzione. Già in passato vi abbiamo portato su queste stesse pagine la recensione riguardante il titolo originale; titolo originale che, seppur con qualche riserva, ci era indubbiamente piaciuto. Ma il passaggio da PC a console, come la storia insegna, è raramente indolore. La domanda, quindi, è: qualcosa si è perso per strada o ci ritroviamo di fronte ad un porting degno di questo nome? Ma soprattutto, si tratta davvero di un semplice porting o possiamo gioire di fronte a qualche nuovo contenuto?

Tutto ha un inizio…

Partiamo con l’annunciare – lietamente, per quanto ci riguarda – l’abbandono ufficiale all’abbonamento mensile, una delle “croci” più pesanti che il titolo si era trascinato fin dal lancio. Oggi non vi basta far altro che acquistare il titolo in negozio, appoggiarsi alla propria linea ADSL e partire all’avventura in solitaria o – preferibilmente – con un gruppo di amici. Tutto inizia con l’immancabile editor del personaggio; qui, potremmo decidere aspetto e classe del nostro alter-ego. Non parliamo di una personalizzazione profondissima, a dirla tutta, ma è più che abbastanza per assicurare carisma e unicità al guerriero con cui sceglieremo di imbracciare le armi. Anche le classi, in realtà, non son tantissime, limitandosi di fatto al classico Templare, Cavaliere, Stregone e Lama della Notte (il ladro, in pratica). La cosa positiva è che, però, tutto ciò risulta essere più un punto d’inizio che una limitazione vera e propria, dato che avremo comunque libertà completa nella nostra evoluzione e – perchè no – anche su possibili “incroci” sperimentali. Una volta pronti, ci risveglieremo – morti – in una misteriosa prigione. Il nostro scopo sarà non solo quello di fuggire, ma anche di scoprire la verità sul nostro assassino, e di conseguenza anche cercare un modo per tornare umani. Il primo livello, che come sempre in questi casi funge da tutorial, riesce egregiamente a farci entrare nella nuova ottica: grilletti dorsali per parare e attaccare, tasti azione per le “shortcut” alle abilità ed incantesimi e Select e Start – rispettivamente – per mappa e menù. Lo stesso menù, va sottolineato, è stato sensibilmente modificato per andare maggiormente incontro ai gusti dei giocatori console; ora, infatti, la gestione di equipaggiamento ed abilità è più in linea con quanto visto nei capitoli principali della serie. Non il più funzionale dei metodi, certo, ma i fan di vecchia data non mancheranno di sentirsi subito a casa. In linea di massima, è proprio quel retrogusto “proprietario” a rendere The Elder Scrolls Online un prodotto piuttosto differente dai concorrenti. Più che un MMO, sembra sul serio un nuovo episodio della saga principale, tanto nella quest principale quanto nelle meccaniche di gameplay. L’unica sostanziale differenza è che è possibile interagire con i giocatori di tutto il mondo che visiteranno la mappa di gioco insieme a noi. La mancanza di tastiera (e di supporto ad essa, tra l’altro) rende indubbiamente più difficoltoso interfacciarsi con i compagni d’avventura, e la costrizione ad affidarsi a cuffie e microfono rischia di far diventare ogni piazza una vera e propria Babilonia di rumori ed idiomi differenti.

Chi non mangia in compagnia… può farlo lo stesso

A dirla tutta, la cooperazione non si rivela neanche essere un fattore vitale per poter fruire appieno del gioco. Sembra quasi ironico, ma l’intera avventura può essere goduta e portata a termine senza mai giocare in compagnia di nessuno. Non che sia un difetto; anzi, a cospetto di ciò, si potrebbe persino affermare come TESO sia anche adatto a tipologie di giocatori piuttosto differenti. È altrettanto vero, però, che alcuni dungeon o incarichi secondari – soprattutto tra quelli più avanzati – sarebbe meglio intraprenderli in compagnia, vista la linea di difficoltà palesemente impuntata verso l’alto, ma non siamo praticamente mai obbligati a farlo. Le console, ironicamente, sembrano quasi essere le “case originali” di questo progetto, il luogo dove più si sente a suo agio. Molte delle scelte di riadattamento – soprattutto a livello di feeling dei comandi – sembrano essere persino più azzeccate delle loro controparti originali. Un’ottimo risultato, che va un po’ a scontrarsi con la poca voglia di “innovare” il gioco in sè, nonostante gli svariati mesi passati dall’uscita PC. Duole dirlo, ma contenutisticamente parlando, Tamriel Unlimited non differisce dall’originale Elder Scrolls Online neanche di una virgola. Poco male, direbbe qualcuno; dopotutto, la qualità generale è più che discreta, e anche a questo giro potremmo chiudere un occhio e farcela bastare. Dialoghi a scelta multipla, compiti da intraprendere, lande desolate da esplorare: c’è davvero così tanto da fare che, per un attimo, ammettiamo di aver sperato che questo porting potesse andare persino oltre e sorprenderci ulteriormente.

La calma prima della tempesta…

Parlavamo di terre selvagge, poco fa; non crederete sul serio che TESO sia un continuo affettare bestiacce in luoghi dimenticati da Dio? Anche le città, piccole o grandi che siano, sono come sempre protagoniste indiscusse dell’esperienza: ci si perde in nugoli di viuzzole e vicoletti alla ricerca dei più disparati compiti ben remunerati, ci si rilassa in casa propria a studiare la prossima mossa da fare (o semplicemente per “craftare” nuovi strumenti da portare in guerra), si possono visitare mercati, armaioli e banche, e – in linea di massima – c’è un po’ tutto di quello che vi aspettereste da un vero e proprio Gioco di Ruolo. Tra l’altro, dipendentemente dalla fazione scelta, potremo avere accesso o meno a determinate aree. Certo, per qualcuno può essere vista come una limitazione eccessiva, ma è comunque un atto di coraggio a cui dar merito, soprattutto perchè riesce a diversificare egregiamente le campagne anche in correlazione al personaggio creato. Il metodo PvP (acronimo, per chi non lo conoscesse, di “Player Versus Player”) ripesca a piene mani da questa meccanica, confinando i diversi giocatori in “basi” diverse della mappa, pronti a saltarsi alla gola da un momento all’altro per il controllo dell’ambita Città Imperiale. Ed è qui, come in ogni competitivo che si rispetti, che andremo a sfruttare appieno la forza del nostro guerriero, approfittando dell’esperienza accumulata per avere la meglio sugli avversari umani. Il netcode – qualche volta di troppo – ci mette del suo, ma a parte le prime fasi del lancio (i primi giorni sono stati letteralmente da incubo) con alcune patch dal peso non indifferente e problemi di log-in, ora c’è davvero poco di cui lamentarsi. Anche il comparto grafico si attesta su livelli medio-alti; tecnicamente, in realtà, non è proprio alla pari con i migliori prodotti sbarcati fino ad oggi su console new-gen, ma la parte artistica riesce comunque a mettere delle pezze laddove il motore non riesce ad arrivare. Il mondo di gioco è vivo, pulsante e sempre ispirato; colori vividi che si oppongono a dungeon più tetri saranno la regola, e la più pura esplorazione riesce sempre a regalare al giocatore non solo equipaggiamenti ed utilissimi “loot”, ma anche scorci e panorami spesso mozzafiato.

In conclusione…

The Elder Scrolls Online arriva su new-gen con il sottotitolo di “Tamriel Unlimited” e, nel bene o nel male, si riconferma essere quello che già ci aspettavamo. Da un lato, tiriamo un sospiro di sollievo nel notare come nel passaggio da PC a console non si sia perso nulla di importante (nè sul fattore estetico, nè su quello prettamente ludico), dall’altro ci saremmo aspettati magari qualche novità in più, considerati i numerosi mesi di distacco dall’uscita originale. La più grande novità, in ogni caso, è la mancanza di un abbonamento mensile; potremmo quasi dire che The Elder Scrolls Online inizi da qui, che si affacci solo ora al mondo per la primissima volta, facendo tesoro di tutte le critiche collezionate con il prodotto iniziale. Siamo di fronte ad un ottimo MMORPG che, nonostante la deriva online, riesce comunque a mantenere intatto lo stile della saga originale: magari, se le missioni fossero state progettate principalmente per il gioco di squadra, staremmo parlando di un capolavoro di tutt’altra caratura. Astenersi acquirenti che non mastichino una buona dose d’inglese; purtroppo, tanto nel doppiaggio quanto nei sottotitoli, il gioco non prevede alcun tipo di traduzione.

CI PIACE

L’anima della saga è intatta\nPoter giocare in compagnia è sempre un buon fattore aggiunto\nTante cose da fare…

NON CI PIACE

…ma nulla di realmente diverso dalla versione PC\nQualche problema tecnico\nCompletamente in inglese\nLa cooperazione è più un surplus, che una costrizione

Conclusioni

Un porting degno, che però – contenutisticamente parlando – non riesce ad alzare ulteriormente l’asticella

7.8Cyberludus.com
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Redazione
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