Resident Evil HD Remaster – Recensione

Articolo a cura di Andrea Orlando

Negli ultimi anni, le scelte di Capcom per la serie Resident Evil hanno fatto discutere i milioni di fan del brand di survival horror più famoso della storia dei videogiochi. Pietra dello scandalo, la forte componente action introdotta in Resident Evil 4, apparsa ancorapiù marcata nei due capitoli principali successivi e soprattutto nello spin-off Resident Evil: Operation Raccoon City, uno sparatutto in terza persona che ha veramente poco in comune con i primi capitoli della serie. Così, per provare a riconquistare il cuore dei fan di vecchia data, Capcom annuncia ad agosto 2014 una rimasterizzazione in alta definizione del primo Resident Evil, Anzi, più precisamente una rimasterizzazione del remake del primo Resident Evil, uscito su Gamecube nell’ormai lontano 2002. Le novità? Grafiche in alta risoluzione (1080p sulle console next-gen e su PC) e un nuovo sistema di controllo, il tutto al prezzo di prezzo 19,99€ (purtroppo solo in digital delivery). Ennesima mossa commerciale di Capcom o degno ritorno di un gioco storico sulle nuove console di Microsoft e Sony? Scopriamolo insieme.

Ci sono giochi che invecchiano meglio del vino

Il primo Resident Evil, a distanza di anni, rimane un capolavoro. Non solo è stato in grado di inventare un nuovo genere, quello dei survival horror, ma si è imposto come termine di paragone per tutti i titoli dello stesso genere usciti successivamente. Mikami riesce benissimo nell’ intento di far sentire il giocatore intrappolato tra le mura nell’ormai celeberrima Villa Spencer, preda del costante senso di pericolo, che lo accompagna per tutte e 10 le ore necessarie a portare a termine la campagna, merito anche di comparto sonoro assolutamente eccezionale. La trama di Resident Evil, per quanto – tutto sommato – di scarso spessore, ben si adatta alle atmosfere create da Mikami, così come le meccaniche di gameplay estremamente semplici seppur “legnose”, anche a causa di un sistema di controllo poco pratico perfino per l’epoca. Il livello di sfida è sufficientemente alto, ma per apprezzare a pieno il titolo, consiglio di giocarlo subito al livello di difficoltà più elevato, dove(?) anche i veterani del genere dovranno versare un po’ di sudore per riuscire ad adattraversare i corridoi pieni di zombie senza rimetterci le penne. Per portare a termine l’avventura è necessario anche usare l’ingegno, sia per risolvere i numerosi puzzle (che dovremo risolvere combinando nel modo corretto vari oggetti), sia per gestire nel migliore dei modi il limitato inventario a nostra disposizione, soprattutto giocando nei panni di Chris. Insomma, manco a dirlo, Resident Evil rimane piacevolissimo da giocare anche nel 2015, e non sente affatto il peso degli anni che si porta sulle spalle. In definitiva La qualità altissima del capostipite dei survival horror giustifica in pieno la fama del brand. Ma non basta rimettere in commercio la versione aggiornata di un successo del passato per garantirsi un 95/100, quindi passiamo all’analisi della rimasterizzazione, valutando l’importanza delle novità proposte da Capcom.

Evitabile anche per i nostalgici

Una cosa è certa, un titolo dello spessore di Resident Evil avrebbe meritato una rimasterizzazione migliore sotto diversi aspetti. La grafica è stata rinnovata solo in parte: se le texture dei personaggi hanno fatto dei notevoli passi avanti, ma la stessa cosa non si può dire di quelle dei nemici e di molti oggetti, rimast praticamente identiche rispetto al passato. E sebbene l’ambientazione di Villa Spencer abbia giovato della conversione in HD, soprattutto grazie ad un sistema di illuminazione completamente rinnovato e al formato in 16:9, molti sfondi sono rimasti in una definizione sgradevolmente bassa. Si ha quindi l’impressione che Capcom non si sia sforzata a sufficienza per rinnovare l’estetica, e i risultati non sono affatto soddisfacenti.

La novità più interessante sotto il punto di vista del gameplay è senza dubbio il sistema di controlli “moderno”, basato sullo stick anziché sula croce direzionale.Con il nuovo schema di controllo Esso non è più necessario ruotare sul posto per muoversi, un cambiamento che rende il gameplay molto più agevole e meno meccanico. Anche la trama presenta delle differenze da quella originale, grazie a dialoghi riscritti e testimonianze aggiunte. Il prezzo di 19,99€ proposto da Capcom è tutto sommato onesto, ma non ci sono differenze sostanziali dal remake del 2002. Se avete già giocato la suddetta edizione, dunque, vi sconsigliamo di spendere altri soldi per portare a casa (anzi, sull’hard disk) una rimasterizzazione che non offre nulla che giustifichi la sua esistenza. Avrebbe avuto più senso trattare meglio un’opera così importante per la storia videoludica, magari rinnovandone completamente il lato grafico e raddoppiando il prezzo proposto, come avevamo già visto nella scorsa generazione con le rimasterizzazioni in HD dei primi 3 Devil May Cry e di Resident Evil 4. Purtroppo Capcom preferisce evitare di sforzarsi troppo e offrire al pubblico un prezzo più accessibile.

Concludendo…

Probabilmente se state leggendo questa recensione la domanda che vi state ponendo è: “Dovrei comprare Resident Evil HD Remaster?” Se non avete mai avuto la possibilità di giocare al gioco originale o vi siete persi il remake uscito nel 2002 su Gamecube, la risposta è assolutamente sì. Resident Evil è un pezzo di storia che ogni videogiocatore che si rispetti deve conoscere, e l’accessibile prezzo di 19,99€ è un altro buon motivo per procedere all’acquisto. Invece, se siete fan del brand e avete già giocato il precedente remake, potete benissimo evitare questa rimasterizzazione che offre ben poche novità al videogiocatore e risparmiare i vostri soldi.

CI PIACE

Il miglior survival horror di sempre arriva sulle console di ultima generazione. Da giocare almeno una volta nella vita.

NON CI PIACE

Il gioco è quasi invariato rispetto al remake uscito precedentemente su Gamecube.

Conclusioni

Una rimasterizzazione deludente di un capolavoro senza tempo. Il prezzo non è altissimo se si considera la qualità del titolo in questione, ma Capcom poteva impegnarsi di più questa volta.

6.5Cyberludus.com
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Redazione
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