Sniper Elite 3 – Recensione

Lo sporco mestiere del cecchino

Il lavoro di Rebellion con la serie Sniper Elite ha avuto inizio nel 2005. Rilasciato su PC e console, il titolo ottenne un ottimo responso dalla critica, aggiundicandosi anche un buon numero di riconoscimenti: la peculiarità del titolo risiedeva difatti nel guidare in maniera piuttosto accurata un cecchino in missione nella seconda guerra mondiale. I fan del titolo dovettero aspettare ben sette anni per vedere alla luce un seguito ufficiale, Sniper Elite V2: il sequel metteva il giocatore nuovamente nei panni di Karl Fairburne, cecchino alleato infiltrato nelle retrovie tedesche. Sniper Elite V2 manteneva pressocchè inalterata la formula alla base del titolo precedente ma riuscì a proporre un buon numero di feature interessanti: un miglioramento delle meccaniche stealth e la nuovissima X-Ray Kill Cam, una sorta di bullet-time capace di mostrare i danni effettivi allo scheletro e/o agli organi interni della nostra vittima una volta sparato il colpo.

A due anni di distanza Rebellion rilascia il terzo capitolo ufficiale della serie: Sniper Elite 3. Nuova location, nuova campagna e interessanti novità. Scopriamo insieme se Rebellion ha nuovamente centrato il bersaglio!

Benvenuti in Nord Africa

Con Sniper Elite 3 prenderemo parte alla campagna Nord Africana della Seconda Guerra Mondiale. Il compito dell’immortale Fairburne sarà quello di scoprire e debellare un arma all’avanguardia in costruzione dall’esercito nazista; la trama verrà principalmente narrata attraverso accativanti cut scene di intermezzo tra una missione ed un altra. Purtroppo il filo conduttore abusa di diversi clichè tipici dei videogame ambientati nel medesimo conflitto mondiale, la trama in se è debole e poco interessante e sfortunatamente Rebellion ha deciso nuovamente di non puntare sulla caratterizzazione del protagonista, rendendolo un personaggio assolutamente vuoto e privo di interesse.

Sniper Elite 3 ripropone in toto il gameplay che aveva reso celebre il precedente capitolo: a farla da padrone sarà nuovamente la componente stealth, essenziale alle difficoltà più alte per evitare di ritrovarsi in inutili ed impossibili conflitti a fuoco con i tedeschi da cui sicuramente se ne uscirebbe sconfitti. Vista la voglia degli sviluppatori di puntare su mappe maggiormente estese rispetto a quelle viste in Sniper Elite V2, potremo quindi cercare di raggiungere il nostro obiettivo sperimentando vie alternative. Esplorando la mappa anche grazie all’aiuto del binocolo, sarà possibile trovare postazioni da cecchino, zone coperte da rumore (sfruttabili in modo che il rumore dello sparo sia coperto) e obiettivi secondari che aumenteranno la nostra valutazione finale a fine livello. Il fucile da cecchino è ovviamente il protagonista nel titolo targato Rebellion. Con quattro fucili originali, personalizzabili e una balistica dei proiettili molto realistica, Sniper Elite V3 si ricandida come miglior simulatore di cecchini in circolazione.

La vera problematica del titolo? La ripetitività! Nonostante le ambientazioni Nord Africane siano variegate e belle da vedere, gli obiettivi che spesso ci saranno assegnati a inizio missione sono pressoché identici uno all’altro. Per altro la longevità del titolo non è di certo da considerarsi esaltante, visto che sarà possibile portare a termine l’avventura in circa 6-7 ore. Altro grave problema che sfortunatamente affligge la campagna a giocatore singolo è l’intelligenza artificiale dei nemici, problema che la serie si porta dietro dagli albori. Capiteranno svariate situazione dove i nemici spesso vi noteranno nonostante vi troviate dietro una parete, altre con nemici assurdamente troppo reattivi oppure bloccati da magiche barriere invisibili. Insomma è un titolo che avrebbe meritato più di un collaudo e ne son testimoni le innumerevoli (e pesanti) patch che dal lancio ad oggi stanno distruggendo le connessioni dei possessori del gioco. In ogni caso va considerato che la campagna è completamente giocabile in cooperativa, fattore che potrebbe influire positivamente sul fattore varietà delle missioni e naturalmente su una eventuale rigiocabilità.

Cecchino VS Cecchino

Come il precedente capitolo Sniper Elite 3 propone un buon numero di interessanti modalità in ambito multigiocatore. Come prima accennato, ottima l’implementazione della modalità cooperativa per la campagna, permettendoci quindi di sbizzarrirci in compagnia di un amico nelle ampie mappe della storyline. Oltre alle modalità coop, Rebellion ha implementato ben cinque modalità competitive che variano dai classici Deathmatch a squadre a missioni da “lupi solitari” come Distance King e No Cross. Il multiplayer, nonostante sia una discreta aggiunta al prodotto base, è pur sempre una feature accessoria, come testimonia lo svuotamento dei server che si è avuto negli ultimi giorni. Nonostante questo, maniaci della competizione troveranno pane per i loro denti nel multiplayer del titolo.

Comparto tecnico e sonoro

Diciamocelo, esteticamente Sniper Elite 3 non è affatto male: purtroppo data la natura “cross-gen” del titolo, Rebellion ha spinto troppo poco l’acceleratore per quanto riguarda la versioni oramai current gen (Xbox One e PS4). Il passo avanti compiuto rispetto al secondo capitolo è evidente, ma non riesce comunque a spiccare rispetto ad altri titoli usciti quest’anno. Le ambientazioni sono molto belle, la distanza di visuale è notevole ed i dettagli di ogni singolo elemento della mappa sono ben curati. Purtroppo i problemi sono riscontrabili nel motore grafico stesso visto che i glitch sono numerosi e spesso evidenti (alcune esplosioni ne sono un esempio). Alcune texture avrebbero meritato una rivisitazione più concreta così come il dettaglio dei veicoli. A livello sonoro il doppiaggio il lingua italiana è discreto anche se, a onor del vero, i dialoghi sono veramente pochi.

Concludendo

Sniper Elite 3 è un titolo che nonostante le buone premesse non riesce a mantenersi sul medesimo standard qualitativo del suo predecessore. Una trama ed un protagonista anonimi, che difficilmente susciteranno interesse sul videogiocatore, una campagna breve e costituita da missioni molto simili tra loro ed infine una IA deficitaria sotto molti aspetti non riescono a far spiccare il volo a Sniper Elite 3, titolo che riesce solamente a galleggiare sulla mediocrità.

CI PIACE

Rimane il miglior titolo di “cecchinaggio” puro sul mercato.

NON CI PIACE

I problemi che affliggono il gioco sono innumerevoli dalla mancanza di una solida trama, una ripetitività di fondo nella campagna ed una IA carente.

Conclusioni

Il cecchino questa volta, ha mancato il bersaglio…

6.5Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.