Sistema operativo: Windows XP Service Pack 3
Processore: 2.4Ghz Intel Core 2 Duo o AMD equivalent
Memoria: 2 GB di RAM
Scheda video: Direct X9 compatible video card 512Mb RAM
DirectX: Versione 9.0c
Rete: Connessione internet a banda larga
Archiviazione: 10 GB di spazio disponibile
Scheda audio: DirectSound supported with Direct X9.0c o superiore
Note aggiuntive: Keyboard & Mouse
Consigliati
Sistema operativo: Windows 7 o superiore
Processore: Quad Core CPU
Memoria: 2 GB di RAM
Scheda video: Direct X11 compatible video card with 1024Mb RAM
DirectX: Versione 9.0c
Rete: Connessione internet a banda larga
Archiviazione: 10 GB di spazio disponibile
Scheda audio: DirectSound supported with Direct X9.0c o superiore
Note aggiuntive: For the best experience we highly recommend using a XInput compatible Gamepad.
Vi siete mai chiesti come possa fare una serie videoludica a sopravvivere decenni nello spietato mercato dei videogiochi? Basti pensare a due illustri saghe, come Mario e Zelda, per capire che alla base di questa longevità vi è una precisa politica, fatta tanto di tradizione quanto di rinnovamento, per essere al tempo stesso specchio delle proprie origini e avanguardia generazionale. Questo meccanismo, apparentemente semplice, è in realtà una trappola nel quale sono cadute molte delle serie che da ragazzini ci allietavano i pomeriggi, finendo in un triste limbo di anonimato o sprofondando definitivamente in meandri oscuri e reconditi del mondo dove mai nessuno più potrà ripescarli: ed è innegabile che ciò sia tristemente vero e frequente. Prendiamo, ora, una serie come Castlevania. Un titolo altisonante che vanta una storia ventennale, costellata di giochi memorabili che hanno accompagnato, nel bene e nel male, tutte le generazioni videoludiche. Ora, se interrogassimo un sasso o un distributore di caramelle sulla serie di Castlevania, ci verrebbe detto che questa rappresenta indiscutibilmente uno dei più gloriosi esponenti dell’action-platform bidimensionale (sì, i sassi che conosciamo noi sono molto ben istruiti). Nel corso della sua storia possiamo, però, annoverare anche dei tentativi, completamente falliti, di produrre dei Castlevania in 3D, più vicini ai nuovi action che muovevano i primi passi in quegli anni: in particolare, ci riferiamo ai due titoli usciti nel 1999 per il Nintendo 64 i cui nomi dovrebbero scomparire, per sempre, dalla memoria di qualsiasi videogiocatore. Veniamo ai giorni nostri e al filone attualmente in corso: Lords of Shadow. Il primo capitolo di questo filone narrativo è una sorta di ibrido, un action ambientato nel mondo gotico e cupo di Castlevania completamente in 3D ma con telecamera semi-fissa: il suo seguito, appena rilasciato, è senza indugi un action puro e duro con telecamera mobile che compie un audace passo in avanti, tentando di portare il brand del conte Dracula all’attenzione di nuove potenziali leve.
Tecnicamente, LoS 2 non mostra nulla di nuovo rispetto al passato: stessi toni cupi, texture di Gabriel ben fatte, quelle di alcuni personaggi secondari un po’ meno, illuminazione e filtri che funzionano il 90% delle volte ma che quando non funzionano fanno in modo che Gabriel lasci sullo schermo un fastidioso “effetto scia”: insomma, una situazione stazionaria. Abbiamo quindi davanti un comparto tecnico non certo all’avanguardia, ma nemmeno troppo arretrato: piacevole da guardare e abbastanza solido da garantire, in qualsiasi circostanza, un frame rate stabile. La colonna sonora è, invece, gradevole, così come il doppiaggio in lingua inglese della versione da noi provata, coerente con le situazione e le espressioni dei personaggi, nonostante gli stessi siano dotati di una mimica facciale tutt’altro che eccellente.
Concludendo…
Castlevania Lords of Shadow 2 è un buon seguito e un buon action, ma gli encomi terminano qui. Non ha particolari difetti, esclusi quelli già citati nel corpo della recensione, ma il suo essere un “more of the same” spudorato, senza l’introduzione di nulla di realmente diverso da quanto già offerto dal primo LoS, non può che influenzarne il giudizio. Il cambio di rotta netto e deciso verso il mondo degli action potrebbe essere un argomento di discussione valido con colleghi ed amici retrogamer dalla corteccia in giù, ma ora si rischierebbe soltanto di gettare polvere su quello che, invece, deve essere uno spazio critico dedicato a LoS 2: i problemi della telecamera 3D e la nostalgia potrebbero far pensare ad un ennesimo esperimento di ammodernamento fallito, ma in realtà ciò è vero solo per metà . Se da un lato abbiamo un’azienda con il bisogno di rinnovare un brand per poterlo vendere in un mercato certamente diverso da quello in cui muoveva i primi passi, è pur vero che stravolgere i canoni di un brand è un’operazione rischiosa che comporta molti svantaggi e pericoli. Mercury Steam ha svolto un compito buono con l’ottimo LoS, ma non è riuscita nel difficile salto di qualità che in molti si attendevano da questo sequel, confezionando un titolo non anonimo, ma che certamente verrà dimenticato molto presto. In definitiva, Castlevania: Lords of Shadow 2 è un titolo certamente consigliato ai grandi fan del genere; un titolo caldamente consigliato a chi sta seguendo il filone narrativo di LoS e di MoF; un titolo consigliato a chi, al sol nominare Castlevania, ha sbalzi di calore da 3000° F; o, per tutti gli altri, un titolo discreto che vi farà trascorrere una ventina di ore liete e senza particolari patemi d’animo.
Il Nostro Verdetto
Castlevania Lords of Shadow 2
DISCRETO
Voto: 75 su 100 — DISCRETO
+
Pro
Sistema di combattimenti intuitivo
Di questi tempi, circa 20 ore di buon gioco in single-player sono oro che cola
“Open World”, più o meno
Fascino immortale di Dracula
−
Contro
Sezioni platform e stealth fastidiose ed inutili
Tecnicamente nulla di eccezionale
Essenzialmente, nulla di nuovo rispetto al passato
Di Castlevania è rimasto ben poco
✎
Conclusioni
Titolo divertente, non c’è che dire, anche se mi duole dover constatare che anche un brand famoso come quello di Castlevania si stia omologando alla massa, rischiando di cadere pericolosamente nell’anonimato e nell’appena sufficiente. LoS 2 è un titolo senza dubbio un titolo discreto, ma a questo punto il futuro potrebbe riservarci anche dei Gabriel Belmont armati di AK-47, piuttosto che di una frusta. Spero solo, in un ipotetico futuro, di non dover mai recensire un Castlevania e dare come titolo all’articolo “Call of Dracula”. Sarebbe troppo.