Bravely Default – Recensione

*ARTICOLO CURATO DA GIANLUCA CARCIOTTO***

E’ un bel periodo per la piccola console di casa Nintendo, che ha sfornato ottimi titoli in grado di cementare il suo dominio in ambito portatile. Diciamolo subito: Bravely Default è certamente un altro buon motivo per avere un 3DS. Perchè? I motivi seguiranno nelle righe successive. Bravely Default è un JRPG della Square-Enix, famosa per la serie di Final Fantasy, sua croce e delizia visto che la serie è arrivata al quattordicesimo capitolo e i fan e la critica hanno chiesto a gran voce delle novità. Ebbene, eccola qua la novità tanto voluta, e pochi avrebbero scommesso che sarebbe stata una così piacevole sorpresa! Dopo essere uscito l’anno scorso in Giappone, Bravely Default, nato agli arbori come seguito di Final Fantasy: The 4 Heroes Of Light, approda finalmente anche qui in Europa, pronto a stupire anche noi scettici videogiocatori del vecchio continente, che non siamo certo cresciuti a ”pane e JRPG” come i nostri amici nipponici.

Un contatto inatteso

Si parte già in maniera originale, con un ologramma di Agnès Oblige che ci chiede disperatamente aiuto dopo essere emersa da una delle carte RA (presenti in confezione o stampabili da internet) che abbiamo precedentemente disposto su una superficie piana. Dopo un breve filmato, apprendiamo che Agnès Oblige è una giovane vestale, una sacerdotessa che con le sue preghiere cerca di mantenere incorrotto il cristallo del vento di Ancheim (ebbene si, anche qui ci sono cristalli elementali che reggono l’equilibrio del pianeta, vi ricorda qualcosa?). Agnès incontra Tiz, il tipico bravo ragazzo dal cuore d’oro, che ha improvvisamente perso la sua famiglia e la sua cittadina in un enorme voragine comparsa dal nulla e non può fare a meno di aiutarla, essendo le vestali state dichiarate eretiche dall’impero di Eternia. Qualcosa non va nel mondo, il vento di Ancheim ha smesso di soffiare, la natura sta marcendo e i cristalli si sono corrotti. I due si mettono quindi in viaggio e conoscono molto presto gli altri protagonisti della storia: Edea Lee, traditrice dell’impero, e Ringabel, un donnaiolo che ha perso la memoria e che si lascia guidare solo da un diario che sembra prevedere il futuro (!?) . La trama viene narrata in scioltezza e con grande stile grazie alla perfetta caratterizzazione dei personaggi, sia dal punto di vista del character design sia per quanto riguarda il doppiaggio, giapponese o inglese che sia, e i sottotitoli completamente in italiano facilitano di molto la comprensione, così che potremo godere appieno di tutti i momenti a volte esilaranti, a volte commoventi della campagna. Lo svolgimento è comunque molto lineare, andremo da una città all’altra, di dungeon in dungeon, inizialmente a piedi, poi potremo anche velocizzare l’esplorazione con altri mezzi.

Classi e tecniche per tutti i gusti

La vera forza di Bravely Default è la personalizzazione: sono presenti infatti molte classi differenti, come i Cavalieri, Maghi Bianchi, Maghi Neri, Cronomaghi, Evocatori e così via, ognuna con i suoi punti di forza e di debolezza, classi che i protagonisti possono cambiare in qualsiasi momento anche combinando vari stili e magie fra loro. Le possibilità di combinazioni rasentano l’infinito: si vuole far diventare Tiz un mago bianco che impugna una spada conoscitore di tecniche ninja? Si può. I personaggi e le relative classi si possono migliorare accumulando esperienza attraverso gli scontri casuali, quindi è abbastanza semplice livellare il proprio setup: per i più accaniti dell’allenamento è possibile tramite un settaggio aumentare le probabilità di scontri casuali fino all’impossibile (tanto che ad ogni passo ci sarà una lotta), così come di abbassare questa probabilità fino allo zero percento (chiaramente in quest’ultimo caso, alla lunga, diventerà tutto più difficile). Per quanto riguarda il gameplay delle battaglie stesse, possiamo dire che è apparentemente quanto di più classico possiamo aspettarci da uno strategico a turni: ambientazione sullo sfondo, i team ai due estremi dello schermo, ed il primo ad attaccare è quello più veloce. La novità sta nel sistema di Brave e Default, che modifica sostanzialmente il modo di intendere il combattimento: il comando Default permette a chi lo utilizza di stare fermo per uno turno (o più) e di utilizzare questo turno conservato in un momento successivo, mentre il comando Brave è esattamente il contrario, ovvero consente di anticipare uno o più turni per poi star fermi forzatamente per recuperare il numero di mosse consumate. In pratica potremo scegliere l’approccio alle battaglie, attaccare subito all’impazzata e poi subire, o iniziare con calma per poi scatenare 3 o 4 mosse di fila: sta al giocatore la scelta, tener conto di ciò che ha a disposizione oltre al fatto che anche i nemici possono usufruire di queste tattiche. Se soddisfiamo determinati requisiti (come ad esempio utilizzare per 10 volte il Brave) si possiamo attivare le mosse speciali, sottolineate da una incalzante musichetta. Mosse speciali anch’esse personalizzabili nel tipo di danno che infliggono, nel nome e addirittura nel modo in cui vengono chiamate dal personaggio che le utilizza! Tutto questo è molto ben costruito e dona grande profondità agli scontri, sopratutto a quelli più lunghi (anche se in generale sono tutti piuttosto lunghi rispetto alla media), e certamente piacerà ai veterani del genere che saranno attratti dalla sfida e dalla novità. Un po’ difficoltoso da padroneggiare all’inizio invece per i neofiti, che incapperanno in qualche Game Over specialmente alle prime battute di gioco. I bonus invece sono sbloccabili restaurando il villaggio di Norende , la cittadina distrutta del povero Tiz (un po’ come accadeva per la ricostruzione di Monteriggioni da parte del buon Ezio Auditore), e ci serviremo dell’aiuto degli abitanti, che possono essere sia ”persone vere” (i nostri amici che possiedono una copia del gioco) che NPC, scaricabili una volta al giorno tramite StreetPass. Per quanto riguarda l’online, non esiste una vera e propria modalità dedicata, ma la possibilità di ”evocare” un proprio amico (alla Dark Souls) che ci aiuti in battaglia con le fattezze del personaggio da sostituire e altre piccole chicche costituiscono le funzionalità in rete del titolo: carine, ma forse non così piene di attrattiva, non fanno assolutamente parte dei veri punti di forza del gioco.

Qualità artistica

Graficamente parlando, bisogna ringraziare il direttore artistico Akihiko Yoshida (lo stesso di Final Fantasy Tactics e Final Fantasy XII, ma anche e sopratutto di The 4 Heroes Of Light, tra gli altri), che ha di nuovo dimostrato di essere uno dei migliori, se non il migliore in circolazione. Siamo davanti a un piccolo capolavoro, che si può paragonare ad un’opera d’arte in piena regola, con i personaggi sia principali che secondari perfettamente disegnati e caratterizzati nelle loro fattezze, con i paesaggi mozzafiato che vengono ancor più enfatizzati con le inquadrature a volo d’uccello, le quali rendono accuratamente ancor più artistiche del solito alcune scene del viaggio dei nostri quattro amici. Il 3D completa l’opera donando un’ottima profondità nei dungeon e nei combattimenti, senza cali di frame. Dal punto si vista della colonna sonora, non siamo agli stessi altissimi livelli artistici della grafica ma siamo decisamente lì vicino: musiche sempre giuste al momento giusto, lente e rilassanti nelle fasi di esplorazione, incalzanti nei colpi di scena, epiche durante le battaglie, e addirittura quasi rock in certi momenti della trama, adattate alla perfezione al ritmo di gioco. Se vogliamo proprio trovare qualche difetto a questo capolavoro, lo possiamo riscontrare nella trama, forse poco originale e mancante di quel pizzico in più di audacia e coraggio, e nella poca rigiocabilità, elementi che avrebbero permesso al titolo di entrare nella storia videoludica tra i migliori RPG di sempre!

Conclusione

In conclusione possiamo dire quindi che ci troviamo di fronte ad un quasi-capolavoro assoluto, una rara perla preziosa che si colloca ai piani alti della classifica 3DS e non solo, un gran segnale lanciato alle porte delle nuove generazioni di console, che abbaiano e ringhiano prepotenti forti dei loro potenti processori, ma che nulla possono contro l’arte pura.

CI PIACE

+ Se siete amanti dei JRPG \n+ Gameplay profondo \n+ Personaggi e dialoghi strepitosi\n+ 3D davvero ben fatto\n+ Manuale del vero JRPG classico

NON CI PIACE

– Se cercate qualcosa di davvero innovativo\n- Se cercate un’esperienza mordi e fuggi

Conclusioni

Bravely Default dovrebbe essere posseduto da tutti coloro che hanno un 3DS, o almeno essere senza dubbio un altro forte motivo di acquisto della console per chi non ce l’ha. Anche i non fan del genere dovrebbero dargli una possibilità per rimanere completamente imprigionati dal fascino, dall’epica armonia fra azione e romanticismo di questo meraviglioso gioiello. Nulla di più, nulla di meno.

9.4Cyberludus.com
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