Wii Party U – Recensione

I veri amici si vedono nel momento del bisogno, dice un vecchio detto, e quando questa frase di può applicare con precisione chirurgica su un gioco, come fosse una sua sagoma, ci si può concedere una molteplice interpretazione: possiamo guardare all’esperienza in questione come un errore, uno sbaglio che impedisce ai solitari di godersi un prodotto nato esclusivamente per i gruppi di persone, o come una manna dal cielo per chi, davanti alla TV, vuole passare da solo meno tempo possibile. E’ l’evidenza alla quale Wii Party U costringe chiunque gli si avvicini, un evidenza che non ammette solo un paio di occhi, un paio di mani e un solo WiiMote ma, spesso e volentieri, almeno il doppio, se non il triplo o il quadruplo di ognuno di questi elementi. Un bene? Un male? Difficile a dirsi, su due piedi, specie pensando alla fortuna della serie Mario Party e di alcuni suoi fantastici episodi. Vediamo se questo nuovo arrivo nella miniserie Wii Party può offrire un divertimento bilanciato e di qualità per tutti!

Che la festa ‘cominci’

Di norma una festa tende sempre a partire da un fattore scatenante: che sia un presentatore carismatico, un letimotiv, qualcosa che riesca a risvegliare gli animi dei suoi partecipanti rendendoli più che mai pronti all’azione! Purtroppo non è il caso di Wii Party U: si può dire che questo momento di divertimento ‘cominci’ e basta; è difficile da spiegare, ma si potrebbe immaginare così: se non fosse per il tempo di caricamento, le musiche differenti e al fastidiosissima presenza di Gualtiero Festivaliero e Gelsomina Partitina sembrerebbe quasi di essere all’interno del Menù Home. Una volta premuto il tasto ‘Inizia’, tuttavia, le cose paiono migliorare, ma solo leggermente: gli elementi per fare festa sono tutti presenti… Ma è come se mancasse una ragione primigena per festeggiare.

Doppio schermo, molteplici esperienze!

Il menù principale del gioco, che si presenta purtroppo privo di ogni qualsivoglia orpello, permette di accedere istantaneamente alle tre macro-modalità presenti. ‘Giochi di gruppo’ riprende meglio di ogni altra la struttura dei vari Mario Party, mettendo sul piatto cinque diverse attività che permetteranno ai giocatori di sfidarsi in partite di circa 30-40 minuti a suon di minigiochi, strategia e qualche, sempre ben voluto, colpo di fortuna: è interessante notare come ogni ambiente offra un approccio completamente diverso, a tratti davvero originale, applicando a ogni tratto di gioco le regole dei giochi da tavolo, con caselle che possono mandare avanti o indietro i giocatori o stravolgerne le posizioni, o di altri divertimenti della vita di tutti i giorni; giochi come ‘Carnevale con i Mii’ e ‘Alchimia di squadra’, invece, richiedono una strategia maggiore grazie all’utilizzo di dadi speciali per il primo e delle regole del pokèr per il secondo, donando alla via di gioco quel pizzico di fascino in più, quella fatica mentale che spesso nei minigiochi è assente. Parlando di minigiochi, quasi tutti si giocano utilizzando un WiiMote, anche nel suo modello base privo di potenziamento Motion Plus: molti sono meravigliosamente ispirati e divertenti mentre altri, purtroppo, non riescono a reggere il confronto, specie quando ci si accorge che fin troppi sono originati da giochi già esistenti, come un treno di idee già viste. Oltretutto, la coscienza di avere in mano dei semplici WiiMote non riesce a disperdere l’idea generale di un prodotto che, visti gli strumenti, forse poteva nascere anche su Wii e non necessariamente sulla console che ne ha ereditato il lignaggio. La modalità ‘Giochi in casa’ offre un insieme di spunti diverso e, a tratti, più accattivante, specie per il grande uso che essa fa del Wii U Gamepad e del suo potenziale: ci si trova di fronte a nuovi approcci a giochi da tavolo come Pictionary, tutti conditi in salsa ‘asimmetrica’ e con alcune trovate davvero geniali.

Menzione di immenso onore per ‘Indovina la smorfia’, gioco nel quale al giocatore è richiesto di fotografarsi mentre mima un’espressione facciale, che poi gli altri dovranno indovinare: un vero e proprio distributore di risate, di quelle belle grezze che difficilmente si dimenticano! Da ultimo ‘Le sfide da tavolo’ rappresentano il punto cardine sul quale dovrebbe ruotare il vero sfruttamento del Gamepad, presentando microgiochi da giocare in due, uno di fronte all’altro: salvo alcune esperienze davvero ispirate, come la ‘Gimcana meccanica’, che urla nostalgia nel suo ricordare in tutto e per tutto il gioco meccanico ‘Tricky Traps’, molti di questi minititoli soffrono di un sistema di controllo preciso al punto da diventare scivoloso e difficile da padroneggiare. Alcuni di questi, come se non bastasse, sono calibrati in maniera distratta, tanto da trasformare una sfida in un puro trionfo del caso. Tutti i minigiochi, in ogni loro forma, possono essere rigiocati in una apposita sezione, ognuna con i suoi nuovi espedienti: in questo modo si possono organizzare veloci tornei, slegati dalla durata forse, per alcuni, eccessiva dei normali giochi di gruppo.

Dov’è il carisma?

C’è qualcosa che non va in Wii Party U, qualcosa che va oltre il semplice utilizzo di una tecnologia che, ormai, suona quasi come scontata e obsoleta o oltre il semplice fatto che non tutti i minigiochi sembrano essere nati da un sincero sforzo creativo: Wii Party U deficita di carisma. Come già spiegato, sembra davvero di stare davanti a un potenziamento del Menù Home della Wii U con diverse icone e qualche gioco piazzato in qua e in là: qualche pulsante colorato e via, una Wii U diventa una macchina da festa. Ma dov’è la vera festa? La festa rimane fuori, davanti alla televisione, tra le risate (assicurate) di chi gioca, i pavimenti che tremano nel fervore e i vicini che suonano il campanello, stanchi delle urla di follia che scaturiscono dal vostro piccolo appartamento. Quello è il vero Party, mentre Wii Party U è solo un mezzo, pieno di sostanza estremamente mal presentata: i menù sono fin troppo elementari, la musica sorvola le piane del fascino per stabilizzarsi sul dimenticabile andante e i due presentatori riescono a suscitare una greve antipatia nel giro della prima mezz’ora. Una lacrima scende se si pensa, invece, alla magnifica realizzazione di NintendoLand: a un anno dalla sua uscita, il parco divertimenti Nintendo aveva una luce migliore, modelli migliori, minigiochi migliori e una storia alle spalle. Una storia che a Wii Party U manca, perchè impacchettato senza troppo sforzo e senza creatività. E’ come se uno sconosciuto ti facesse il regalo più bello del mondo: non si potrebbe mancare di apprezzarlo, senza ombra di dubbio, ma resta l’amaro in bocca del trovarsi fra le mani qualcosa di incartato senza amore, mentre si guardano sorridendo piccoli pacchettini con regali più umili ma che pendono dalle mani dei propri amici. Amici che sono, oltretutto, la chiave di volta di tutta questa festa: circa la metà delle attività presenti possono essere giocate SOLO in multigiocatore locale, rendendo l’esperienza in singolo una rilevante perdita di tempo; poco può aiutare il MiiVerse, purtroppo, in quanto utilizzarlo mentre si è in tanti spegnerebbe l’atmosfera mentre, da soli, i risultati dei quali andare fieri sono davvero pochi.

Conclusione

Wii Party U ha davvero tantissimo da offrire per quanto riguarda il concetto semplice di party game: il suo problema sta, purtroppo, nella forma estremamente blanda e poco affascinante della sua offerta. L’interfaccia è ridotta ai minimi termini, l’esperienza per il giocatore singolo è pressochè inesistente (e quel po’ che c’è è tutto meno che divertente) e molto di quanto si gioca, pur fenomenale per i gruppi di amici che lo approcciano senza pensieri e con la solo voglia di divertirsi un po’, finisce per peccare, alla lunga, di una drammatica carenza di creatività. Basti pensare che le fasi di gioco più esilaranti risiedono nelle imitazioni dei giochi da tavolo per rendersi conto che, purtroppo, qualcosa non va per il verso giusto. Vedere così tanta, ottima sostanza sprecata lascia l’amaro in bocca: le applicazioni dovrebbero essere relegate in altri contesti; lasciamo alle console casalinghe il ruolo che sanno fare meglio, non ci si deve uniformare all’assenza di cuore. Forse, trattandosi di un titolo Nintendo, il disappunto è addirittura amplificato. Un sollazzante inciampo, ma pur sempre un inciampo.

CI PIACE

+ Se giocato in 3 o in 4 è un distributore automatico di sonore risate\n+ I tabelloni e i riferimenti ai giochi da tavolo strappano più di un meritato sorriso\n+ Alcuni minigiochi sono geniali…

NON CI PIACE

– …mentre altri lasciano estremamente a desiderare\n- Portate via Gualtiero Festivaliero e la sua collega, per pietà\n- Menù e interfacce completamente privi del benchè minimo carisma

Conclusioni

Wii Party U: tantissima sostanza, pessima presentazione. Le risate non mancano per chiunque lo avvicini circondato da buoni amici, pronti a ridere delle proprie incapacità, disgrazie et similia. Per tutti gli altri, Wii Party U è una festa priva di decorazioni, una sala spoglia dove ci si diverte ma che genera una strana nostalgia per i fronzoli, le stelle filanti e i festoni. Il vero materiale da festa sta fuori dal gioco.

5.8Cyberludus.com
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