Oculus Rift – SPECIALE

Che la tecnologia stia compiendo dei passi da gigante verso mete che fino a qualche anno fa pochi si aspettavano di raggiungere è un dato di fatto. In molti campi ormai non si riesce a stare al passo con l’evoluzione, vedi ad esempio i settori mobile, TV, PC etc. Anche il campo videoludico sta viaggia spedito, con destinazione realtà virtuale definitiva. Ma cosa si potrà mai intendere con realtà virtuale? Il termine realtà in un certo senso lotta con virtuale, ed il loro accostamento sembra quasi volerci dire che non si raggiungerà mai un connubio tale da non saper distinguere più l’uno dall’altro, come accade in Matrix, tanto per citarne uno. Ma questo è un bene o un male? Analizzeremo dopo i vari aspetti, ora partiamo dal principio, quello che ci ha portato a ragionare: l’Oculus Rift.

Probabilmente non tutti sanno di cosa si tratta: l’Oculus Rift è uno schermo montato sulla testa dello spettatore, binoculare, e per usare termini più tecnici è HMD (Head-Mounted Display) di realtà virtuale a bassa latenza con un ampio campo di visuale, sviluppato da Oculus VR. L’oggetto in questione ha ottenuto subito un grande riscontro in termini di investimenti, tanto che da Kickstarter sono arrivati ben 2,4 milioni di dollari.

Per quanto riguarda le caratteristiche (in continua evoluzione) il primo prototipo montava uno schermo da 5,6 pollici prima di passare a 7 pollici. Ovviamente si parla di un display LCD con una profondità di colore di 24 bit per pixel ed è abilitato alla stereoscopia 3D. Andando ad analizzare il campo visivo, si parla di oltre 90 gradi in orizzontale e di 110 gradi in diagonale. Attualmente, la risoluzione è di 1280×800 (16:10 aspect ratio), che porta 640×800 per occhio (4:5 aspect ratio). Anche questo dato verrà con ogni probabilità incrementato al full hd 1920×1080. Difficile parlare di prezzo, ma i rumors danno l’Oculus Rift a 400?. Riguardo, poi, ad un’eventuale versione interfacciabile con le console, non è ancora ben chiaro quali piattaforme saranno associate all’Oculus, ma gli esperti del settore hanno dichiarato il proprio entusiasmo per questa nuova tecnologia. In sintesi, quindi, tramite un nuovo controller da piazzare davanti ai nostri occhi avremo il totale controllo della visuale con la realtà aumentata.

Ma quali vantaggi e quali pro avremo da questa promettente periferica? Molto dipenderà dagli sviluppatori, e dal modo in cui sapranno evolvere il loro concetto di realtà virtuale applicandolo al mondo gaming. E quali giochi si presteranno a questo sistema HMD? Nel corso dei mesi, i rumors e le notizie ufficiali si sono alternati passando da compatibilità per Half Life 2 alla possibilità di applicare il visore su giochi basati sull’Unreal Engine 4, arrivando, poi, alla scontata associazione del dispositivo con un gioco porno esclusivo: Wicked Paradise. Insomma, una nuova frontiera non solo per gli FPS, ma più generale, tanto che si parla anche della possibilità di vedere i film (non si sa se in modo interattivo o come semplice display).

Ma è davvero necessario questo passo verso il futuro? Molti sono i riscontri positivi verso questa innovazione in un settore che stava diventando, a detta di molti, troppo statico. Certo che, con la next-gen alle porte, ci voleva qualcosa capace di stravolgere il concetto di gaming e in un certo senso l’Oculus Rift lo fa. Ma non tutti la pensano allo stesso modo, tanto che il web è ricco di pareri contrastanti.

In definitiva, al fascino di questa nuova tecnologia si oppone il sentimento dei nostalgici che accusano le nuove generazioni di aver perso sentimento pur di raggiungere i nuovi limiti del realismo videoludico. E’ anche vero che una “realtà aumentata” così tanto accattivante potrebbe avere dei risvolti negativi per chi, troppo spesso, si rifugia nel virtuale trascurando quello che solo il mondo reale può offrire.

Voi da che parte state?

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Redazione
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