Call of Juarez: Gunslinger – Recensione

“Un avvertimento valevole per tutti, hombres!… Il primo che mette mano a un’arma è un uomo morto!” (Tex Willer)

Pistoleri: saranno famosi!!!

L’ambientazione western ha interessato il mondo del cinema, con innumerevoli capolavori di cui basta citare le pellicole del regista italiano Sergio Leone, il mondo del fumetto, con la serie bonelliana di Tex Willer. Gli sviluppatori hanno saputo cogliere spesso, anche nell’universo videoludico, quella vena artistica che è stata propria delle pellicole cinematografiche, di cui i recenti Red Dead Redemption e Call of Juarez ne sono un fulgido esempio. Proprio quest’ultima serie torna a fare la propria apparizione con un nuovo capitolo uscito su Xbox Live, Playstation Network e Steam. Call of Juarez: Gunslinger è una sorta di spin-off della serie che racconta, attraverso la voce del protagonista, alcune vicende che hanno per protagonisti i personaggi più conosciuti del selvaggio West. Un gradito ritorno alle origini dopo il deludente The Cartel. Il gioco è disponibile al prezzo di 1200 MP su Xbox Live e 14,99? su PSN e Steam.

Selvaggio West

“…Voi sarete forse un asso con le vostre colt, ma in fatto di carte vi accorgerete presto di essere soltanto polvere!” (Tex da n.º 151)

Call of Juarez: Gunslinger racconta la storia di un cacciatore di taglie, chiamato Silas Greaves, che fermatosi nel saloon di un piccolo paese di provincia, incontra alcune persone che riconosciuto Silas cominciano a chiedere informazioni sulle sue gesta diventate leggendarie soprattutto per i personaggi incontrati. Gli eventi che Silas Greaves afferma di aver vissuto tra i fuorilegge e come cacciatore di taglie, includono personaggi storici realmente esistiti che fanno parte dell’immaginario collettivo come Billy the Kid, i fratelli Dalton, Jesse James, e molti altri. Il meccanismo con cui vengono narrati gli eventi scandisce il susseguirsi dei capitoli della storia, senza tralasciare momenti esilaranti e alcuni colpi di scena e flashback creati ad arte per rendere partecipe il giocatore alla narrazione di Silas. Quest’ultima vive letteralmente nelle scene che appaiono su schermo. Mentre Silas, ad esempio, descrive uno scenario dice: “Come un fienile apparso dal nulla”, il giocatore a quel punto vede comparire un fienile davanti ai suoi occhi. Questi e molti altri simpatici espedienti rendono la trama di gioco un’esperienza divertente e coinvolgente che contribuisce a canalizzare l’attenzione e a proseguire la storia sino all’ultimo.
La rigiocabilità è garantita da un sistema che permette di mantenere tutti i benefit, livelli, armi ed esperienza, acquisiti una volta terminato il gioco la prima volta. Tra le altre opzioni è possibile giocare singolarmente ogni livello della storia nella modalità Arcade al fine di migliorare il proprio punteggio o per recuperare tutte le pepite d’oro – un bonus che permette di ricevere informazioni storiche sui personaggi del gioco – dimenticate ad un primo passaggio.
In alternativa è possibile rivivere tutti gli scontri più importanti nella modalità Duello, un’interessante modalità che permette di rivivere lo scontro finale di ogni capitolo con il boss di turno.

Tizzone d’inferno!

“Il whisky non cambia sapore a seconda della simpatia di chi lo offre.” (Tex Willer: da “La lunga pista”, n.º 473)

Silas Greaves è un cacciatore di taglie a cui non piacciono particolarmente i cavalli, quindi per la maggior parte del tempo il giocatore è costretto a percorrere tratti di sentiero a piedi. Armato di una o due pistole ? e successivamente di fucili e altre armi del tempo ? il nostro pistolero dovrà vedersela contro centinaia di loschi figuri e legende del West mosso dalla sete di vendetta.
In modo del tutto analogo ai precedenti capitoli della saga, ad ogni uccisione viene assegnato un punteggio che si andrà ad aggiungere al totale dei punti esperienza guadagnati. Effettuare un uccisione alla testa, in corsa oppure trivellare di colpi più nemici consecutivamente, contribuisce ad accrescere questo punteggio e di conseguenza a far salire più velocemente il livello del personaggio. I punti ottenuti ad ogni livello sono utili per acquisire delle abilità e, di conseguenza, a scegliere il percorso del personaggio che spazia tra tre classi: pistolero, ranger e rissaiolo. Queste classi consentono principalmente di specializzarsi in un arma in particolare come il doppio revolver o il fucile, e allo stesso tempo ogni albero delle abilità comprende alcune competenze a tutto tondo con la quale si possono migliorare: velocità di ricarica dell’arma, quantità massima di munizioni, bonus in slow motion e tanti altri. Riuscire a specializzarsi in un’arma permette di sbloccare speciali armi leggendarie e dalla potenza di fuoco di gran lunga più potente delle armi convenzionali.
I pistoleri nemici sono armati di revolver e fucili di ogni tipo ma bisogna fare attenzione perché sparsi per le terre del West, ci sono sempre appostati e ben nascosti letali killer pronti a colpire a tradimento quando meno ce lo si aspetta. Ma revolver e fucili non sono le uniche armi alla quale bisogna stare attenti, perché i fuorilegge (i boss soprattutto) fanno uso di ogni mezzo per cercare di uccidere Silas; dalla dinamite alle temibili gatling gun (le mitragliatrici). Ogni scontro a fuoco di particolare importanza, però, si decide, come vuole il clichè, con un duello. Questa particolare modalità all’interno della storia principale, vede il giocatore contrapposto al cattivo di turno. La velocità di esecuzione e la precisione dei comandi giocano un ruolo fondamentale per riuscire ad uscire vivi da un duello. Gli stick analogici, infatti, servono per mirare l’avversario spostando il mirino verso il suo corpo mentre quello sinistro serve per avvicinare la mano alla fondina. Il resto si svolge in un attimo, con uno dei due contendenti che giace per terra.
Vi sono, infine, due abilità che si ricaricano con l’uccisione dei nemici e che servono a migliorare la mira e la schivata delle pallottole; slow motion che consente di fermare il tempo e colpire i nemici con più facilità; e la schivata mortale che permette di evitare un colpo mortale schivando il proiettile con lo stick analogico destro. Il motore grafico del gioco, supportato da una grafica in cell-shading, riesce a ricreare fedelmente e in modo realistico, ogni ambiente di gioco; dal saloon alle gole dei canyon americani. Non mancheranno, infatti, le scorribande lungo le rotaie di un treno, gli scontri a fuoco nei saloon e nei ranch, così come i duelli alla Mezzogiorno di fuoco. Le musiche di gioco e il doppiaggio (sottotitolato in italiano) sono apparsi di buon livello e consentono di richiamare quell’atmosfera che si respira nei migliori film di genere.

Il Buono, il Brutto e il Cattivo

“Quando penso che nonostante la vecchia amicizia, mi stai deliberatamente spingendo nelle rapide di quello sporco fiume, sento vacillare la mia fede nel genere umano!” (Carson: da Tex n.º 201)

Call of Juarez: Gunslinger si è rivelato un buon sparatutto per tutti i fan del selvaggio West (e non solo). La storia è appassionante sin dai primi momenti in cui vengono narrate le vicende del protagonista che, grazie all’interazione creata con il giocatore, riesce a trascinare l’interesse di quest’ultimo sino alla fine, nonostante alcune meccaniche di gioco che sulla lunga distanza possano apparire ripetitive. Graficamente, l’uso del cell-shading e una fedele riproduzione degli ambienti in cui si svolgono le vicende, rendono Call of Juarez: Gunslinger un arcade che porta con sé un buon bagaglio tecnico.
Nel complesso, visti i pregi e la rigiocabilità del titolo e, soprattutto, un prezzo conveniente (soprattutto su Steam grazie ai suoi continui sconti), il gioco sviluppato da Techland merita di essere provato sia dagli appassionati di sparatutto in prima persona sia dai fan del vecchio e selvaggio West.

CI PIACE

– Ottima grafica in cell-shading
– Storia ricca di colpi di scena e coinvolgente
– Buona colonna sonora e doppiaggio

NON CI PIACE

– Meccaniche di gioco ripetitive
– Assenza multiplayer e doppiaggio in italiano

Conclusioni

Call of Juarez: Gunslinger si è rivelato un buon sparatutto per tutti i fan del selvaggio West. La storia si rivela appassionante sin dai primi momenti in cui vengono narrate le vicende del protagonista che, grazie all?interazione creata con il giocatore, riesce a trascinare l?interesse di quest?ultimo sino alla fine, nonostante alcune meccaniche di gioco che sulla lunga distanza possano apparire ripetitive. Graficamente, l?uso del cell-shading e una fedele riproduzione degli ambienti in cui si svolgono le vicende, rendono Call of Juarez: Gunslinger un arcade che porta con sé un buon bagaglio tecnico. Nel complesso, visti i pregi e la rigiocabilità del titolo e, soprattutto, un prezzo conveniente, il gioco sviluppato da Techland merita di essere provato sia dagli appassionati di sparatutto in prima persona sia dai fan del vecchio e selvaggio West.

8Cyberludus.com
Articolo precedentePlaystation 4 sarà prima di ogni cosa una console per giocare
Prossimo articoloWii U Panorama View – Speciale