Quando un gioco è incatalogabile finisce per essere anche molto complesso da giudicare, specie perché si viene presi dal timore di non saper cogliere alcuni suoi aspetti o determinate varianti che rendono la sua unicità una esperienza degna di essere vissuta. Legend Of The River King, apparso nella sua versione per GameBoy Color sulla Virtual Console di Nintendo 3DS, fa di certo parte di questo bizzarro insieme: sulla carta, il gioco unisce elementi dei giochi di pesca a svirgolate in salsa RPG, lanciate un po’ in qua e in là, e potrebbe trattarsi di una unione fenomenale! Qualcosa, però, in questo prodotto stona, come a voler dimostrare che, a volte, non sono solo unicità e stile a creare un prodotto godibile.

Alla ricerca del pesce leggendario

In un piccolo villaggio situato sulle rive di un fiume, i pochi abitanti trascorrono una vita pacifica che ruota attorno alla pesca e alla ristorazione; in questo villaggio, un giovane ragazzo si sta addestrando per carpire tutti i segreti che lo trasformeranno, in futuro, in un grande pescatore, ma un evento potrebbe rendere questo apprendimento più urgente del previsto? La sorella del ragazzino, purtroppo, resta contagiata da una rara malattia della quale non esiste cura se non tramite il Pesce Guardiano, un pesce leggendario che, secondo quanto raccontano le storie, vive nei fiumi e nei laghi attorno al villaggio. Purtroppo nessuno sembra averlo mai visto? Ma il giovane pescatore non si vuole perdere d’animo: afferrata la sua piccola canna da pesca, egli parte all’esplorazione del mondo fuori dalla sua cittadina per imparare tutte le tecniche di pesca necessarie a catturare il mistico pesce!

Formule interessanti senza spiegazioni

Legend Of The River King è un gioco assolutamente sui generis: la sua struttura recupera diversi elementi dei titoli legati alla pesca e li unisce a una narrazione, per quanto esile, e alla necessità di collezionare oggetti, canne ed esche per procedere nella propria avventura, con un sistema basilare di punti esperienza legato ad alcuni scontri che nulla hanno a che fare con questa attività sportiva. Una volta abbandonata la propria casa, il giocatore può esplorare liberamente tutta la zona circostante, parlando con i presenti e ottenendo informazioni su informazioni riguardo ai pesci catturabili nel corso d’acqua: una volta selezionata la canna, l’amo e l’esca si può lanciare il galleggiante e attendere che gli animali notino la sua presenza; una volta abboccato il pesce, il pescatore in erba deve attendere che questo si fermi, stanco per la fuga, per approfittare della sua fatica e tirarlo a riva e gettarlo nel secchio di raccolta del pescato. Ogni pesce, tuttavia, reagisce secondo un particolare comportamento della canna ed è necessario non solo comprendere quali esche rappresentano un pasto più ghiotto per ognuna delle specie presenti ma anche come muovere il galleggiante per attirare l’attenzione della fauna circostante, perdendo meno tempo possibile. Si tratta, senza dubbio, di uno schema di gioco davvero interessante e singolare, non fosse che, sfortunatamente, il comportamento dei pesci non permette di calcolare rapidamente le azioni necessarie per una pesca di successo: può capitare, infatti, che un gruppo di animaletti a scaglie ignori completamente l’esca; il giocatore, quindi, è tenuto a credere che possa trattarsi dell’esca sbagliata ma i pesci, invece, potrebbero semplicemente ignorare il galleggiante solo per pigrizia, rendendo più complesse le operazioni di ?decodifica’ delle strategie di pesca. Per fortuna, la varietà degli attrezzi riesce ad occupare il tempo di ogni novello pescatore, stimolato a testare tutte le possibili tecniche, dalla pesca galleggiante semplice allo spinning fino ad arrivare alla pesca con la mosca, e tutte queste tattiche assicurano risultati evidenti differenti a seconda delle specie e delle zone esplorate. Camminando per le rive verdeggianti di fiumi e laghi, come se non bastassero i pesci capricciosi, il giocatore può incontrare diversi animali selvatici, dai ragni passando per i corvi fino ad arrivare a violentissimi orsi, i quali vanno sconfitti attraverso un sistema di attacco a turni preso in prestito dai JRPG: premendo il tasto azione mentre il pugno è posizionato sopra lo sprite nemico si potrà sferrare un colpo più o meno potente e l’esperienza ottenuta in queste battaglie finirà per aumentare i punti vita massimi del personaggio, necessari per allungare le gite in zattera per passare da costa a costa o per affrontare altre prove di forza. Si tratta, senza dubbio, di un’altra meccanica particolare: tuttavia, la carenza di punti vita influisce eccessivamente sullo svolgimento degli scontri e sulla attività di pesca, portando il giocatore a una successiva, immediata visita all’albergo di turno per ripristinare la propria salute. Tutto sembra funzionare in maniera, almeno, discreta non fosse per un fondamentale problema di fondo: il gioco, purtroppo, tende a non dare alcuna spiegazione all’utente sul suo funzionamento, portando molti dei processi a un insieme frustrante di tentativi casuali; il manuale allegato alla versione per Virtual Console, tuttavia, è davvero completo ed esaustivo e riesce, per fortuna, a mettere una piccola pezza a una simile mancanza, pur non rimuovendo del tutto il problema. Conoscendo Natsume e i suoi altri titoli, come Harvest Moon, per esempio, viene quasi da pensare che si tratti di una strategia volontaria per lasciare al giocatore quanta più libertà possibile: è un tentativo davvero onorevole, peccato che, di tanto in tanto, pare si siano spinti un po’ troppo oltre.

Grandi colori? ma la musica spaventa i pesci!

I toni cromatici accesissimi sono una delle migliori caratteristiche del comparto tecnico di Legend Of The River King: la caccia al Pesce Guardiano è accompagnata da colori splendenti e meravigliose tinte che riescono a definire, pur in spazi ridotti, le ambientazioni e i personaggi con un alto livello di dettaglio; lo stesso vale per gli sprite dei nemici durante i combattimenti o per le animazioni dei pesci, lontane da un vero e proprio realismo ma comunque interessanti e plausibili. Sfortunatamente, la stessa cosa non può essere detta della colonna sonora: salvo alcuni casi rarissimi, infatti, la musica e gli effetti del gioco stonano con la ambientazione briosa, salvandosi solo negli effetti naturali dei momenti di pesca più concentrata. Trattandosi di un simil-gioco-di-ruolo non sono presenti modalità multigiocatore ma è, comunque, disponibile un simpatico acquario dove si possono allevare diversi pesci, osservandoli crescere e mutare nel tempo se si è capaci di rispondere a tutte le loro personalissime esigenze.

Conclusione

Legend Of The River King è una preda d’acqua dolce dalla quale è difficile farsi conquistare: i suoi sicuri ed evidenti caratteri di unicità lo rendono un prodotto sopra le righe ma forse per palati troppo fini. Un giocatore comune potrebbe perdersi, complici i meccanismi di eccessiva libertà concessa e le indicazioni limitate, portando il titolo ad un lieve margine di godibilità solo tra le mani di un pescatore paziente, come un vero sportivo, un esperto in materia. Sicuramente la piattaforma dove scorrono questi fiumi e si spandono questi laghi non è di aiuto nella comprensione di tutte le strane meccaniche che regolano questo mondo, dove a momenti di calma, soli con la propria canna, si alternano furenti lotte contro giganteschi orsi: tuttavia molti altri titoli complessi sono riusciti ad arrivare su Game Boy, mostrandosi cristallini in ogni loro aspetto. Mettetevi un bel cappello di paglia in testa, novelli Sampei, è tempo di imparare ad apprezzare il silenzio di un fiume, il rumore dell’acqua che scorre: almeno per voi, giovani motivati, Legend Of The River King non emanerà di certo uno sgradevole odore di pesce marcio.

CI PIACE

– Difficilmente si gioca a titoli simili\n- Molte specie di pesci, ognuna con il suo comportamento e i suoi gusti\n- Grafica dai colori sgargianti e luminosi\n- Meccanica JRPG curiosa…

NON CI PIACE

-… ma pesante e priva di brio\n- Alcune parti del gioco sembrano reagire al caso\n- Ritmi estremamente lenti, più di quelli di una vera giornata di pesca

Conclusioni

Legend Of The River King cerca di emergere tra i titoli dell’eShop e della Virtual Console offrendo spunti particolarissimi e un sistema di gioco fin troppo unico: purtroppo, il titolo inciampa nella sua stessa unicità, fallendo in un divertimento continuo a causa dei ritmi spossanti e di alcune spiegazioni mancate. Non è un gioco per tutti, insomma, per quanto resti un curioso esperimento.

5.9Cyberludus.com
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