HarmoKnight – Recensione

Quando si sente il nome di GAME FREAK Inc. si finisce, istintivamente, per pensare a Pokèmon: è vero, questo gruppo di sviluppatori, partito dalla umiltà più assoluta e dalle condizioni peggiori possibili, si distingue per aver creato uno dei franchise videoludici più importanti (e amati? e pure odiati!) della storia ma non è qui che finisce il loro lavoro. Già ai tempi del GameBoy Advance, GAME FREAK aveva creato Drill Dozer, uno stranissimo platform game apprezzato caldamente da critica e pubblico, e prima ancora si era addentrato nel mondo dei puzzle game con il titolo d’esordio Mario & Yoshi su NES e con la periferica all’avanguardia (per i suoi tempi, sia chiaro) Game Boy Camera. Oggi è arrivata l’ora di HarmoKnight, un platform musicale che potrebbe partire già con addosso un minimo di sfortuna, vista l’immediata somiglianza con l’eccellente Bit.Trip Runner, del quale è appena arrivato a noi il secondo episodio. GAME FREAK sarà riuscita comunque a creare qualcosa di unico, inserendo nel suo titolo lo stesso fascino e la stessa magia che è sempre riuscita ad instillare nelle sue opere precedenti?

Il rumore minaccia Melodia!

Nella terra di Melodia tutto richiama alla musica: tra i fiori si nascondono cembali, piatti e triangoli tintinnanti, tra le creature si trovano animali a forma di tamburello e di flauto e perfino le forme delle nuvole ricordano tanti strumenti senza nemmeno il bisogno di immaginarseli. La stabilità del regno di Melodia, che ha il suo centro nella capitale Symphonia, è garantita dalla voce magica della principessa Arianna? Fino al momento dell’invasione dei Rumorozzi, una razza oscura, priva di senso del ritmo e avversa alla bellezza delle note! Lontano dal regno, il maestro Fiaton sta allenando Tempo, un giovane ragazzino, alla via del guerriero che un lo farà diventare un HarmoKnight, un guerriero dell’armonia? L’invasione dei Rumorozzi, tuttavia, costringe Tempo ad abbandonare l’addestramento: è necessario che la Bacchetta Armonica, un bastone ritmico a forma di nota musicale, sia portata a Symphonia per essere consegnata a un HarmoKnight esperto capace di abbattere il rumorozzo più potente, il malvagio Gargan. Tempo e Tappy, il suo amico coniglio, partono alla volta di Symphonia in un viaggio che, chissà, potrebbe trasformare Tempo nell’eroe del ritmo più coraggioso della storia!

Due pollici e due orecchie, non c’è bisogno d’altro

Il primo dei tanti mondi di gioco di HarmoKnight accompagna il giocatore con alcuni brevi ma intensi tutorial: non c’è, comunque, molto da spiegare in quanto per completare tutto il titolo saranno sufficienti i due pollici, uno posizionato sui tasti A e B per colpire e saltare e l’altro sulla croce direzionale, quest’ultimo da tenere pronto solo in sporadicissimi casi. Tutti i livelli si svolgono secondo i criteri dei giochi di piattaforme a scorrimento da sinistra a destra ma quello che si incontrerà, dai salti agli ostacoli fino ai nemici, sarà posizionato in modo tale che una reazione a ritmo possa portare a una schiacciante vittoria con il migliore dei risultati. Un nemico si avvicina? Poco male, basterà colpirlo con la Bacchetta Armonica! Un meteorite o un crepaccio vi sbarrano la strada? Un piccolo salto risolverà tutto! GAME FREAK dimostra proprio nel level design e nel posizionamento dei nemici tutta la sua storica competenza: nessuno dei percorsi è costruito in maniera scontata e l’utilizzo di una telecamera fissa e di alcune sorprese improvvise costringono il giocatore ad allenare con perseveranza occhi e orecchie per superare gli ostacoli con successo: raccogliere le note sparse per il livello porterà, inoltre, ad aumentare il numero di note della composizione di sottofondo migliorando non solo il punteggio finale ma tutta l’esperienza uditiva nel suo complesso; con questo stratagemma anche le (poche) canzoni utilizzate in più di un livello possono essere ogni volta assaporate con un nuovo gusto in quanto ogni performance potrebbe risultare migliore o peggiore della precedente con risultati uditivi inediti e molto singolari. Alla fine di ogni livello, grazie alle note accumulate, si potrà assistere allo sbocciare o meno del Fiore della Vittoria, ottenendo un voto in colori dal blu all’oro, passando prima per l’argento: ottenendo un punteggio di argento o oro si otterranno delle Note Reali, necessarie per sbloccare i livelli successivi e proseguire nel gioco ma anche per raggiungere luoghi segreti e inaccessibili. Nascosti in alcuni livelli, segnalati con una piuma sulla mappa, ci sono anche alcuni uccelli rosa, ovviamente anche loro a ispirazione musicale e tutti a forma di nota, trovati i quali si potrà ottenere un premio davvero speciale! La semplicità del gameplay di HarmoKnight può essere considerata un punto debole solo se la si osserva da un errato punto di vista comparativo: è vero, il gioco è estremamente simile a Bit.Trip Runner ma se questo privilegiava le performance perfette punendo eccessivamente gli errori, HarmoKinght cerca di condurre il giocatore verso la costruzione di una esperienza sonora sempre nuova attraverso delle meccaniche meno complesse e, tutto sommato, più gentili e quindi meno frustranti. Dei cinquanta livelli disponibili, senza contare i cinque livelli bonus con tracce legate alle serie Pokèmon (forse le più divertenti da suonare, per gli appassionati, vista questa possibilità di un nuovo approccio ad esse), solo alcuni riescono a dimostrarsi davvero complessi: il Fiore della Vittoria sboccerà nel 90% delle occasioni anche con il minimo impegno e, purtroppo, non sono presenti troppe ricompense per chi desidera impegnarsi a fondo se non una galleria di immagini e la possibilità di accedere a versioni dei livelli da affrontare a velocità raddoppiata. Per fortuna, i meravigliosi scontri con i boss, dove il gameplay ricorda più da vicino il leggendario gioco da tavolo elettronico Simon, e alcuni personaggi aggiuntivi che modificheranno leggermente alcune meccaniche riusciranno a mantenere intatto lo spirito di allegria e la varietà stessa del gioco dalla prima all’ultima traccia.

Una insolita, formidabile regia

Giocando ad HarmoKnight, dopo qualche ora, ci si inizia ad accorgere di alcuni dettagli, specie per quanto riguarda l’aspetto tecnico e creativo, dettagli che fanno poi sorgere altrettante conseguenti domande? Perché un gioco musicale dovrebbe avere una buona regia? E’ un concetto difficile da spiegare a parole, ma guardando ad ogni scena, con o senza terza dimensione (incredibilmente, questa volta è molto, molto meglio con), si ha l’idea di assistere al risultato di un processo di cura per le inquadrature e per lo stile che nulla dovrebbe avere a che vedere con un gioco musicale, e lo si nota soprattutto in alcune scelte estremamente cinematografiche utilizzate negli scontri con i boss. Una inquadratura più zoommata, un campo lungo su un nemico in avvicinamento e l’utilizzo costante di buffe onomatopee sono solo alcuni dei tratti che avvicinano il comparto stilistico di HarmoKnight a quello di un eccellente corto di animazione, bellissimo da guardare e, ancora di più, da giocare. Per la colonna sonora va fatto, ancora, un discorso a parte: è vero, non si tratta di niente che vi ritroverete a fischiettare con molesta insistenza, nessuna combinazione mistica di note, ma di quei divertenti brani è stato fatto un ottimo uso, messo in luce dalla loro grande malleabilità che aiuta a mantenerne viva la creatività e la novità nel corso del gioco. Insomma, salvo alcuni minimi errori (purtroppo bisogna prenderci un po’ la mano, quando si balza sui Saltamburi), a livello tecnico-stilistico HarmoKnight è davvero un gioco di caratura elevatissima: se avete delle buone cuffie, tutte le sensazioni qui descritte vanno moltiplicate tranquillamente per due.

Conclusioni

Pace se HarmoKnight avrebbe potuto fare di più; pace se ci sono alcuni strafalcioni evidenti e se queste sbavature potrebbero pungere il fianco dei giocatori più fiscali. L’avventura del giovane Tempo, per quanto priva di un vero e proprio mordente narrativo, è una crasi così interessante di esperienze visive e sonore che tutti gli amanti dei giochi ritmici non potranno che amarla fin dal loro primissimo approccio. L’utilizzo combinato del salto, della Bacchetta Armonica e della suadente interazione con i livelli, musicali anche loro da cima a fondo per ispirazione e struttura, è tutto quello di cui il gameplay ha bisogno e questo è forse la cosa migliore di HarmoKnight: si resta di nuovo affascinati da un concetto semplice, favorito di fronte ad altre opere più complesse. Una volta scavalcato il muro di un prezzo forse troppo alto si potrà scorgere, dall’altra parte, il luminoso regno di Melodia, dove ogni nostra pressione diventa una splendida realtà di ascolto: a voi la scelta se intraprendere o meno questa nuova ?corsa’ musicale.

CI PIACE

– Uno stile grafico eccellente si unisce a una regia formidabile\n- Ogni livello è una incredibile e mutevole esperienza sonora\n- Gameplay assuefacente, se si sa apprezzare il genere\n- Il giocare le tracce bonus ispirate a ‘Pokèmon’ è un approccio nuovo e incosueto a qualcosa di conosciuto!

NON CI PIACE

– Purtroppo è parecchio costoso\n- Nessuna vera ricompensa per chi punta alla perfezione\n- Scheletro narrativo attaccato col nastro adesivo

Conclusioni

HarmoKnight è un gioco estremamente semplice ma che esplode di carisma e fascino per la particolarissima esperienza ludico-uditiva che propone, diversa da quella offerta da prodotti simili e già esistenti. Purtroppo gli incentivi per rimanerci per lungo tempo una volta completato tutto il completabile sono pochi ma per quelle ore le vostre orecchie vivranno un clima di festoso giubilo!

8Cyberludus.com
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