ArmA 3 – Alpha

Uno dei più importanti sparatutto strategici del panorama videoludico è certamente ArmA, brand ideato e sviluppato dal team ceco Bohemia Interactive, che dal 2007 ha portato la saga ai massimi livelli di fama e qualità. Dopo l’ottimo ArmA 2, recentemente rinato tra espansione ufficiale e DayZ Mod, è giunto l’atteso momento di cominciare a svelare le potenzialità del terzo capitolo. Per l’occasione, gli sviluppatori hanno messo a disposizione ArmA 3 Alpha, una pre-release del titolo disponibile su Steam a circa 25?. Con questa versione, il team ceco cerca di reperire dall’utenza quanti più feedback possibile, restituendo il favore con l’accesso istantaneo alla Beta e un coupon per scaricare gratuitamente la build finale.

Cosa bolle in pentola

La formula vincente della saga è l’atmosfera e la tensione che si respira col fucile in mano, determinata da molteplici fattori. Nel corso degli anni, Bohemia Interactive si è dimostrato un team intelligente, capace di evolvere il proprio brand raccogliendo feedback e critiche costruttive, delineando così il giusto percorso di una produzione con mille e più possibilità. Effettivamente, i frutti del duro lavoro si stanno traducendo in uno spettacolare strategico che, seppur al livello alpha, appare già solido e intrigante quel tanto che basta per intrattenere centinaia di utenti sui server, per niente spaventati dagli inevitabili difetti di una versione incompleta. ArmA 3 Alpha presenta una modalità offline denominata Showcase: si tratta di 4 capitoli introduttivi, basati su una breve storyline. Ogni step dello Showcase si pone l’obiettivo di addestrare l’utente in attesa che il gioco completo faccia capolino. La prima missione, Infantry, è una semplice dimostrazione delle meccaniche di gameplay a piedi. Nella mappa c’è un gruppo di nemici da eliminare, seguendo il leader del team e imparando le nuove posizioni – ben 7 – per avanzare verso l’obiettivo e colpirlo limitando i rischi. In ArmA 3 Alpha l’intelligenza artificiale si dimostra già solida, infatti, è bene attaccare i nemici da distanze rassicuranti, cercando un buon riparo naturale per fare scudo contro i proiettili senza esporsi a cielo aperto. Il tatticismo di cui abbiamo parlato in apertura è evidente una volta ingaggiato lo scontro a fuoco, anche se non mancano piccoli dettagli da migliorare. Non ci soffermeremo molto sulle incertezze di gameplay, perché la solidità di questa versione ben lontana da quella finale non deve ingannare: si tratta pur sempre di una versione alpha. SCUBA è la seconda missione del pack Showcase e mostra le dinamiche di gameplay sott’acqua. È necessario avvicinarsi al campo nemico e liberare l’area, non prima di aver disarmato 3 mine sott’acqua. Le ultime due missioni del tutorial riguardano i veicoli, in particolare quelli di terra – come jeep e quad – e gli elicotteri. Non è un caso che il pack di tutorial sia stato chiamato Showcase, in quanto rappresenta una vera e propria panoramica delle principali attività che il gioco mette a disposizione. La dimostrazione offerta dagli sviluppatori riguarda principalmente le fasi di combattimento e il comportamento del motore grafico, a seconda dell’ambiente in cui viene stressato. Non parliamo di vere e proprie missioni, ma di piccole escursioni a caccia delle sorprese, esplorando i comandi e stuzzicando i nemici con dei primi esperimenti bellici.

L’arte della guerra

Fin da questa versione alpha, ArmA 3 si dimostra un gioco adatto quasi solamente ai veterani del genere in senso lato, anche se gli amanti dei FPS arcade faticheranno non poco a prendere confidenza con i comandi. Inutile dire che lo strategico Bohemia Interactive è decisamente complicato, a cominciare dalla curva d’apprendimento imposta per padroneggiare il proprio alter ego. Come detto in precedenza, sono presenti ben 7 posizioni per far avanzare il soldato piuttosto che tenerlo pronto a cecchinaggio estremo. Ormai è storia il trinomio in piedi-in ginocchiato-steso che fino a qualche anno fa dominava negli sparatutto strategici. Nonostante un trailer dimostrativo abbia mostrato che tutte le posizioni hanno pregi non indifferenti in relazione al contesto – ambientale e di minaccia – fatichiamo a credere che gli utenti utilizzeranno tutte queste potenzialità, anche per colpa dell’interfaccia dei comandi che, almeno per il momento, è pienamente insufficiente. Sono presenti piccole didascalie che spiegano ogni comando, ma molto è lasciato all’esplorazione della tastiera direttamente ingame. Gli utenti più esperti condividono le stesse perplessità circa l’approssimativa realizzazione degli aiuti, nonostante la presenza di un piccolo manuale utente. Anche l’incedere del soldato è regolato da diversi livelli di corsa, che aiutano o penalizzano la modalità di sparo e zoom. In linea generale, gli sviluppatori hanno cercato di simulare la pesantezza del soldato, tra equipaggiamento e lentezza nei movimenti. Cambiare un’arma richiede qualche secondo, così come ricaricare una semplice pistola.

Il combat system è molto legato al contesto ambientale in cui si trovano il videogiocatore ed il resto del team: non essendoci un tasto adibito per il riparo automatico – per fortuna! – tutto si basa sullo studio ragionato dell’ambiente circostante. L’isola di gioco è ricca di alberi, cespugli e rocce, elementi naturali in grado di offrire riparo dal fuoco nemico, ma non sufficientemente sicuri da far dormire sonni tranquilli e prendere la mira in totale serenità. Di tanto in tanto è possibile scorgere costruzioni abbandonate, anche se l’accesso all’edificio si rivela un’arma a doppio taglio: dietro l’angolo potrebbe nascondersi un nemico, appollaiato e col mirino già pronto, ma potrebbe altresì divenire un buon posto di camping, atteggiamento spesso e volentieri bistrattato in multiplayer. Attualmente non è possibile applicare una vera e propria strategia d’attacco, in quanto lo Showcase non è sufficientemente profondo da aprire ad approcci più ragionati. Probabilmente, la beta del gioco metterà a disposizione parte della storyline, e gli obiettivi reali daranno la giusta prospettiva dell’universo ArmA e delle feature del gioco. Rimandiamo alla recensione gli aspetti più profondi del combat system, come l’intelligenza artificiale dei nemici – attualmente di buon livello – ed il feeling con le armi.

Lupo solitario

In ArmA 3 – Alpha c’è poco da fare in singolo giocatore, visto il breve tutorial che offre al più una panoramica di ciò che ci aspetta nella build finale. Tuttavia, è il multiplayer a garantire un buon livello di passione ed intrattenimento in attesa del gioco completo. Dobbiamo specificare che attualmente ci sono pochissime missioni e i player sono quasi tutti alle prese con dubbi ed incertezze: raggiungere gli obiettivi della quest e cooperare nel team di sconosciuti è un’impresa quasi impossibile a causa di tanti fattori: i comandi difficili, il via-vai di gente e qualche crash improvviso, non aiutano l’esperienza multiplayer, che si rivela comunque la più bella. Dopo aver scelto il server ed il ruolo nel team – che coincide con un set predefinito di equipaggiamento – ci si ritrova in un punto della spawn area con altri utenti del gruppo. La prima cosa da fare è aprire la mappa e recarsi nelle zone rosse, luogo in cui dovrebbe trovarsi il nemico. Arrivare nei punti caldi è spesso molto difficile, è necessario raccattare un mezzo di fortuna o farsela a piedi, incontrando la peggio gente del multiplayer. Non è raro vedersi sparare da un membro del proprio team o venire ignorati completamente da un nemico in presenza di corpi da saccheggiare. Attualmente la difficoltà dei comandi e di movimento la fanno da padrona, ed avere la meglio su un nemico che ti ha visto per primo è possibilissimo. Messa da parte la co-op con qualche amico, il multiplayer si traduce quasi esclusivamente in un vagare come un lupo solitario, il Cavaliere senza re che, da solo e zaino in spalla, armato di poche munizioni, è intento a perseguire gli obiettivi di un intero team. Le modalità di gioco sono piuttosto classiche e non mancano i problemi durante il download delle mappe, che non pregiudicano – fortunatamente – l’accesso alla partita. Per non lasciare nulla al caso, i ragazzi di Bohemia Interactive hanno messo a disposizione anche l’editor della mappa, che permette di creare nuove missioni per il multiplayer. A dir la verità, questa feature è piuttosto complessa da padroneggiare al primo approccio, ma in rete non mancano riferimenti e tutorial per costruire modalità di gioco interessanti.

Silenzio, parlano le armi

Nonostante il cartello lavori in corso sia stato affisso ovunque nell’interfaccia di gioco, ArmA 3 – Alpha è già una gioia per gli occhi e una piccola sfida per i sistemi hardware. Come dimostrano gli screenshot allegati alla scheda del gioco, è già tutto pronto per il debutto semi-ufficiale con la beta e non ci aspettiamo grossi miglioramenti se non per una piccola ottimizzazione dell’engine. Il gioco utilizza il Real Virtuality 4, che vedremo all’opera nella versione standalone di DayZ. Sono molti gli aspetti che colpiscono per cura e dettagli, ma una cosa in particolare ha dell’incredibile: l’orizzonte. La profondità visiva in ArmA 3 è davvero impressionante e contribuisce in maniera decisiva a trasmettere il giusto impatto scenico durante l’esplorazione dell’isola, caratterizzata prettamente da alture, tanta vegetazione e meravigliose coste che bagnano i confini. Il realismo virtuale – citando il nome del motore grafico – è espresso ai massimi livelli, rimandando la plastica e gli oggetti inanimati alla vecchia generazione di videogame. Il lavoro del team ceco abbatte la convinzione che i sandbox debbano scendere a compromessi tra orizzonte, dettagli ed effetti esplosi nell’area circostante, dando dimostrazione di come una buona ottimizzazione grafica possa superare i limiti che un tempo apparivano invalicabili. Va detto che un buona percentuale dell’isola risulta spoglia e priva di elementi caratterizzanti, ma il livello dei dettagli resta comunque inalterato mentre il videogiocatore può switchare tra prima e terza persona senza cali evidenti di framerate. L’ottimo lavoro sul piano grafico trova la giusta risposta nel comparto audio, non tanto per il campionamento di proiettili ed esplosioni, che riecheggiano allegramente nella quiete dell’isola, quanto per i mezzi di trasporto. Ad esempio, seconda missione dello Showcase, SCUBA, ci permette di assaporare la qualità audio del gioco attraverso un elicottero in volo proprio sopra il videogiocatore che, intanto, è alle prese con le insidie dell’oceano: la sequenza è spettacolare nel complesso, tanto quanto il frastuono dell’elicottero che minaccia e opprime l’innocuo videogiocatore. La tranquilla e silenziosa isola consente di apprezzare al meglio la qualità degli effetti secondari, anche in relazione ai mezzi di terra: in multiplayer capita spesso di sentire in lontananza il motore di una jeep che si avvicina pericolosamente, e prima che l’utente possa individuare l’indicatore, la tensione sale tanto quanto aumenta il rombo del furgoncino col passare dei secondi. Tensione e soddisfazione.

Magari fossero tutte così le versioni alpha

Bohemia Interactive ha molto da insegnare all’industria videoludica. Il team ceco ha sfidato le leggi del mercato portando su Steam la versione alpha di ArmA 3, rischiando critiche non indifferenti. Del risultato finale ci guadagnano tutti: gli sviluppatori ricevono feedback e critiche costruttive, gli utenti sono contenti per i pochissimi bug e per l’incredibile stato di solidità del gioco, che a breve diventerà Beta per poi trasformarsi in nella build finale senza spendere altro. Mancano ancora diversi mesi al rilascio del gioco, ma è chiaro che, per via della ripidissima curva d’apprendimento, l’attesa diventa lo strumento per un costante miglioramento. L’alpha mette a disposizione un breve tutorial suddiviso in 4 parti – con focus sui principali aspetti di gameplay – e i server multiplayer sono già intasati. Il gioco è talmente solido che se non fosse per la scritta "Alpha" che campeggia ovunque, non ci si accorgerebbe di avere tra le mani un titolo ancora in sviluppo, che da qui a qualche mese diventerà ancora più curato. Il comparto tecnico è già pronto al lancio, ma sfidiamo gli sviluppatori a sorprenderci ulteriormente al prossimo appuntamento con la beta.

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Redazione
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