Eleusis – Recensione

Grazie alla visuale in soggettiva, il genere horror continua a farsi strada nella sempre più trafficata via delle avventure grafiche. Ultimamente, sta prendendo piede un genere particolare di punta e clicca, che mette il videogiocatore a confronto con una realtà apparentemente tranquilla, senza obiettivi di sorta, ma col solo scopo di esplorare e conoscere l’ambiente circostante. Un chiaro esempio di questo nuovo corso adventure è rappresentato dalla coppia Dear EstherJourney che, nella loro semplicità e creatività, hanno colpito tutti i videogiocatori desiderosi di accogliere novità. Ovviamente, una volta mossi i primi passi nell’universo proposto, la storyline comincia a svelarsi attraverso una raffica di piccoli dettagli, che invitano il giocatore a proseguire nell’esplorazione. A seguire le stesse è Eleusis, avventura sviluppata da Nocturnal Works e disponibile presso il digital store Zodiac. Il gioco è un insieme di buone idee, alcune scopiazzate qua e là, che riesce a tenere incollato il videogiocatore dall’inizio alla fine.

Siamo nel 1992, in una fredda notte di settembre. Il protagonista senza nome è in viaggio per raggiungere sua madre, intenzionata a parlargli del padre mai conosciuto, morto poco prima della sua nascita. Il tragitto viene interrotto nella tranquillità dei boschi, a causa di alcuni massi rotolati in strada e finiti contro il motore dell’auto. Costretto a fermarsi, il protagonista decide di prendere lo zaino e cercare un villaggio nella speranza di ricevere soccorsi. Il videogiocatore comincia così la sua avventura nella terra greca di Eleusis, sperduto nel bosco, alla ricerca di qualcosa o qualcuno che riesca a toglierlo dalla fitta oscurità della mezzanotte. Dopo qualche passo a vuoto, si scorge finalmente un villaggio rupestre apparentemente abbandonato, illuminato dalle poche lanterne affisse su vecchi edifici. Questo è, a grandi linee, il plot dell’opera di George Fasoulas e di tutto il team Nocturnal Works, che sta già ottenendo un buon riscontro da parte degli utenti che hanno acquistato il gioco, in particolare su Desura, in quanto disponibile già da Febbraio.

Esplorazione e atmosfera

Nonostante il gioco prenda spunto da Penumbra, Amnesia et similia per quanto riguarda movimento e visuale, c’è una grossa differenza tra i titoli citati ed Eleusis: l’avventura Nocturnal Works è quasi totalmente priva di interazione con l’ambiente. Per un videogame, si tratta di un’affermazione piuttosto "sconvolgente", ma è la pura verità. Eleusis è fatto al 90% di esplorazione ed atmosfera, e tutto ciò che questi due elementi comportano. Nonostante la maggior parte degli oggetti sia afferrabile e dotato di fisica, non esiste alcun enigma ambientale di sorta: spostare casse e sassi non serve a nulla; l’acqua della fontanella non riempie il secchio; per recuperare il gasolio serve la tanica adatta e non una di quelle che si trovano in ogni stanza, utili solo come abbellimento. Con sommo stupore, nel gioco non sono possibili nemmeno le combinazioni in inventario tra gli oggetti recuperati. Eleusis mette a disposizione solo una vasta location da esplorare e qualche attimo di tensione creato ad hoc per spaventare l’utente. Di giocabilità nuda e cruda ce n’è davvero pochissima – raccogliere gli oggetti richiesti ed utilizzarli con gli strumenti adatti – ma questo non è necessariamente un difetto, anzi: abbiamo accolto positivamente questa scelta di gameplay, fuori dai canoni delle avventure grafiche, spesso fin troppo cariche di enigmi, oggetti e click. Eleusis ci porta alla scoperta di un’oscura vicenda, e lo fa con stile e naturalezza, senza strafare. Le interazioni con l’ambiente sono coerenti col contesto e ridotte allo stretto necessario, tant’è che il menu apposito per l’inventario – richiamabile tramite il tasto I – è quasi superfluo. Molto più utile il diario, in cui il protagonista scriverà man mano le sue riflessioni e i compiti che si prefigge di completare. Insomma: intendere la giocabilità nel suo significato classico è sbagliato in questo caso, ma dobbiamo considerare il termine in senso lato per dare la giusta valutazione del gioco, un po’ come ci hanno insegnato Dear Esther e Journey, in questo senso molto simili al titolo Nocturnal Works. Eleusis è un viaggio virtuale misterioso, che racconta e mostra pochissimo, ma che si lascia vivere in maniera del tutto naturale grazie ad alcune trovate degli sviluppatori.

Come spesso accade in titoli simili, il rischio di azioni ripetute è veramente alto, ed Eleusis non riesce a scansare la monotonia portata dall’incessante andirivieni e dall’unica, grande, location di cui dispone. La mappa è piuttosto ampia, ma buona parte della stessa è determinata dai lunghi e noiosi sentieri campagnoli che collegano i pochi punti d’interesse. Per ovvi motivi, dopo i primi andirivieni sparisce completamente la tensione e si acquista familiarità con i percorsi, che cominciano lentamente a tediare il videogiocatore costretto a muoversi in lungo e in largo per tutta la durata dell’avventura. Nonostante nel menu dei controlli sia presente il tasto per la mappa – ovviamente M – si scopre che la stessa è parte attiva della storyline e non è possibile utilizzarla per spostamenti rapidi. Il backtracking è sicuramente il difetto più grave di Eleusis, ma con le giuste dosi di pazienza ed interesse non rappresenta un muro invalicabile, a patto di rimanere concentrati e carpire immediatamente i riferimenti con cui avrà a che fare il protagonista, evitando viaggi a vuoto – per aiutarvi in ciò, è già presente la soluzione del gioco nel nostro archivio. Tutto sommato, visti i pochi edifici interessanti e il basso numero di interazioni, Eleusis è un adventure piuttosto accessibile, anche se, in alcuni frangenti, bisogna prestare un po’ di attenzione in più durante l’esplorazione: generalmente basta seguire il sentiero per arrivare dritti a qualcosa di utile, ma altre volte è necessario perlustrare anche gli angoli dell’area alla ricerca di qualcosa. Per l’esplorazione, il team di sviluppo ha messo a disposizione due strumenti: la lanterna e la torcia. È possibile osservare il confronto nell’immagine a lato per notare che la lanterna riesce ad illuminare completamente una stanza, togliendo tutta l’atmosfera del titolo: per godere appieno del titolo, vi consigliamo di utilizzare la torcia rimandando l’uso della lanterna alle fasi esplorative più intense.

Immortale Unreal

La visuale 3D in soggettiva, completamente libera da vincoli, e i movimenti tramite tastiera, cominciano a diventare un must per tutte le avventure thriller/horror. Una caratteristica importante che accomuna i titoli basati su questa architettura è la cura dell’atmosfera delle proprie location, studiate nei minimi particolari per garantire giochi di luce ed ombra che spesso riescono, da soli, ad incutere il giusto timore nel videogiocatore. Oltre agli effetti scenici, questo genere di avventure conta spesso e volentieri su un buon comparto tecnico, guidato da un particolare level design. Come abbiamo detto, Eleusis ci porta in un vecchio villaggio nel bel mezzo di un grande bosco, tra lupi e fitta pioggia. Lo strumento scelto dagli sviluppatori per ricreare l’ambientazione greca, è l’immortale Unreal Engine. Della realizzazione tecnica, possiamo discutere di diversi spunti positivi ed altrettanti negativi: ad esempio, le texture e gli effetti di luce si guadagnano i giusti meriti, restituendo una serie di scorci adatti a una piccola galleria di screenshot. Tuttavia, peccano la fisica e le ombre degli oggetti, in particolare abbiamo notato diversi problemi fastidiosi: prendendo in mano un oggetto, l’ombra si dissolve e crea una scia; lasciando cadere qualcosa si mettono in evidenza tutti i limiti della fisica di cui godono gli elementi dello scenario; spesso e volentieri si ha a che fare con compenetrazioni poligonali tra oggetti; alcune volte capita che protagonista si incastra nello scenario o viene frenato durante il cammino. A ciò, va aggiunta la pessima implementazione delle DirectX 11 che, al contrario di quanto ci si aspetti con una scheda grafica compatibile, fa calare di quasi il 50% le prestazioni, che rimangono relativamente insoddisfacenti anche con le DirecX 9. Non è da meno il comparto audio, che soffre di alti e bassi piuttosto evidenti: ottimi gli effetti sonori per creare tensione e buone le musiche di sottofondo – anche se predefinite, attivate a seconda dell’area visitata – alle quali si contrappone la bassa qualità degli effetti secondari, come un oggetto lasciato cadere che interrompe bruscamente il suo rumore mentre rotola. Nonostante Eleusis abbia poco da offrire in termini di trama e gameplay, la longevità si attesta su buoni livelli. Per completare l’avventura bastano circa 5-6 ore, un po’ pochine per giustificare il, seppur basso, prezzo del titolo.

Una bella scampagnata

Preso nelle giuste misure, Eleusis si rivela una bella scampagnata virtuale, composta da spunti interessanti che si potevano approfondire maggiormente. L’esperienza videoludica è piuttosto debole e a molti non piacerà andare in giro senza interagire con decine di elementi sparsi per tutta la location, come tipicamente offrono le altre avventure. Tuttavia, lo scopo di Eleusis, ovvero garantire un ragguardevole livello di tensione ed atmosfera, è pienamente raggiunto, anche se l’andirivieni frena lo spirito horror dell’opera Nocturnal Works. Certamente si poteva fare di più, soprattutto riguardo aspetti tecnici che, nonostante il prezzo contenuto, ripagano solo in parte la spesa. Per concludere, l’avventura merita una prova da parte di tutti: Eleusis è in grado di sorprendere anche i più scettici.

CI PIACE

– Fuori dagli schemi\n- Quando vuole, mette tensione

NON CI PIACE

– Piuttosto breve\n- Eccessivo backtracking\n- Soffre di fastidiosi problemi tecnici\n- Almeno per il momento è full english

Conclusioni

Thriller appassionante adatto a tutti gli amanti del genere. C’è davvero poco da fare e nulla da combinare: Eleusis è a metà strada tra Dear Esther e Amnesia, ma non è allo stesso livello.

6.8Cyberludus.com
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Redazione
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